Amor sacro e Amor profano

25 Mar 15
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“Lo sguardo la memoria” è una collana di libri fotografici che si propone di offrire uno spazio comunicativo ai tanti autori che nel nostro territorio si avvalgono di questa forma d’arte per esprimere quello che hanno da dire sul mondo, sulla realtà che li circonda, sugli avvenimenti che attraversano come protagonisti o spettatori o, più semplicemente, su se stessi.

Il Novecento è stato un secolo di straordinaria vivacità, nel bene e nel male. In campo artistico, per esempio, la cinematografia e la fotografia hanno raggiunto livelli di eccezionale sviluppo per quanto riguarda diffusione e popolarità. Ma mentre i film sono “prodotti” che presumono autori e attori (e gli spettatori, per quanto il film sia coinvolgente sono sempre fruitori passivi), le foto possono essere scattate da tutti. Milioni di persone, in tutto il mondo, hanno avuto così la concreta possibilità di creare un prodotto d’arte, ma se ciò non è avvenuto quella stessa immagine può assumere una valenza di rilievo come documento storico o come ricordo personale o come testimonianza di una particolare situazione. Non tutti possono fare un film, tutti possono scattare una foto. Con questa convinzione ci proponiamo pertanto di essere estremamente liberi e curiosi nella scelta dei volumi che seguiranno a questo di Raffaele Corrado, che inaugura la collana con una personale riflessione sulle feste religiose e popolari che caratterizzano, oggi, una comunità meridionale come Corigliano Calabro.

Corrado non ha inteso effettuare un censimento o catalogo illustrato delle feste (sono tante e di ogni tipo) che caratterizzano la città. Ha fermato il suo sguardo su tre momenti esemplari e perciò significativi: la festa del patrono San Francesco di Paola, che si svolge dal 23 al 25 aprile e coinvolge tutta la città; la festa con processione della Madonna delle Grazie, che si svolge nel mese di settembre allo Scalo e la “Festa grande di via Roma”, una manifestazione popolare che seppur giovane (la prima edizione risale al 1989) ha saputo coinvolgere il centro storico e divenirne una “rappresentazione” della memoria (è organizzata sempre d’estate, in agosto).

Messe insieme, e guardate avidamente una dopo l’altra, le immagini di questa raccolta sembrano un solo fotogramma, capace di fissare un momento – importante – di vita comunitaria, cogliendone una varietà di aspetti e situazioni, che altrimenti si confonderebbero nella generale atmosfera allegra e stordente che caratterizza la “festa”. Risulta quindi inutile, al limite persino fuorviante, andare alla ricerca della singola “bella foto”, quella capace di catturare l’attenzione, circondata da uh contorno di altre immagini, scelte magari in modo casuale.

L’autore ha già al suo attivo numerosi libri, in cui la funzione narrativa è stata esercitata nel modo classico e più conosciuto. Questa volta ha voluto esprimersi attraverso un altro linguaggio, ma è difficile sfuggire alle proprie pulsioni più profonde, per cui quest’opera può essere considerata tranquillamente un altro suo racconto. Un racconto per immagini in cui ogni volto, ogni corpo, ogni oggetto, i vicoli, gli strumenti, i gruppi, le folle hanno un preciso ruolo e una funzione da assolvere per accompagnare il lettore verso la conclusione.

L’orologiaio non poteva non avere l’atteggiamento e l’espressione colte da Corrado. Qualcun altro lo avrà certamente fotografato “meglio”. Ma in questo libro poteva essere ripreso solo in quel modo, proprio perché doveva dare il suo contributo al testo visivo che l’autore aveva in mente. Le mani della decoratrice non avevano bisogno del volto per esprimere quell’impasto unico di abilità, pazienza, precisione che caratterizza un’attività di quel tipo.

Non si tratta, comunque, di un’esercitazione letteraria, in cui le parole vengono sostituite dalle foto. Quello che il lettore sfoglia è un libro che è nato dalla gioia di fotografare spontaneamente e liberamente, lasciandosi guidare solo dall’istinto, dalla curiosità, dal gusto per il particolare significativo, dalla necessità di essere protagonista attivo della “festa”.

Enzo Viteritti

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