Storie di terra

26 Feb 15
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I primi paesaggi che ho fotografato erano di maniera: guardavo la composizione ma mi accorgevo che i nostri paesaggi, in gran parte paesaggi agricoli, portavano gli stessi segni, le stesse rughe del contadino che lavora, la stessa sofferenza.

I contadini li ho fotografati nella ricca Piana di Sibari. All’inizio sono andato lì a curiosare, poi ho spiegato loro qual era il mio progetto. Mi sono accorto che mentre adesso tutti protestano, mentre tutti parlano, i contadini, invece, lavorano sodo e in silenzio, e poi sono prima di tutto onesti con se stessi. Stavo insieme con loro e quando non sentivano più il peso della macchina, allora io cominciavo a fotografare: e questi momenti della loro giornata diventavano importanti.

La vita della campagna mi interessa perché tutto è così sincero, vivo, e c’è qualcosa che mi attira. E’ la possibilità che ti è offerta di riconoscere nei volti e nelle azioni della gente di campagna i segni d’una cultura e la sua durata.

I capitoli di questa passione per la terra, passione anche di chi lavora e produce in questa terra, sono diversi: uno è quello delle stagioni più produttive, che tornano sempre, e dunque la raccolta delle olive e delle clementine, l’altro è la lavorazione di questi prodotti e la loro trasformazione in ricchezza.

Raffaele Corrado

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