Redazione

Caro direttore, oggi, dopo diverso tempo, ho finalmente iniziato la giornata con il piede giusto, in seguito al fatto di essere venuta a conoscenza della decisione del governo di inserire anche la nostra regione tra le zone gialle. Ho iniziato a pensare alla soddisfazione di prendere un caffè al bar, di riempire la pancia con tutte le squisitezze preparate da un cuoco di un ristorante, di poter brindare con un bel bicchiere di vino… Ma la mia positività è stata bruscamente interrotta, quando ho visto la reazione di molti giovani di Corigliano a un articolo della sua redazione. Allora ho iniziato a pensare, chissà come reagiranno alla notizia della zona gialla, ai bar e ai ristoranti nuovamente aperti, con il pericolo di ritrovarsi ad assistere a pericolosi assembramenti, organizzati dai giovani nemici della patria e della sanità pubblica. Forse avrebbero preferito che la nostra regione tornasse in zona rossa, magari avevano già preparato le autocertificazioni per giustificare i loro spostamenti. Fosse per loro, i nostri poveri ristoratori morirebbero ancora di fame per un bel po’ di tempo, probabilmente fino a quando tutta la popolazione non sarà stata vaccinata (e magari si tratta delle stesse persone che non si sottoporrebbero al vaccino per paura degli effetti collaterali). Insomma, guardando tutti i commenti che ha ricevuto, ho provato pena per le generazioni più giovani, che sembrano non aver capito il punto di vista dell’autore, il quale per altro prendeva chiaramente le loro difese, in seguito a tutti gli insulti che i loro coetanei avevano ricevuto per il semplice fatto di essere usciti dalle loro abitazioni, dopo diverso tempo (precisamente 28 giorni) trascorso in solitudine, nelle proprie camerette, con la sola compagnia dei loro cellulari e computer. Forse ci troviamo in una società e in un particolare periodo storico in cui la mente del cittadino medio è stata plasmata dalle persone ai vertici, dagli “scienziati di turno”, che hanno fatto credere agli italiani che l’unico modo per sconfiggere il virus e proteggere i propri cari fosse quello di “rinchiudersi”, rinunciando alle proprie abitudini e ai piccoli piaceri della vita. Personalmente ritengo che le soluzioni siano ben altre: educare a comportamenti corretti, per la propria incolumità e per quella altrui; adottare le giuste misure di sicurezza; aumentare i controlli per verificarne il rispetto; evitare i mezzi di trasporto pubblici, quando possibile; rifiutare le occasioni di assembramento nei luoghi chiusi. Questi sono i metodi efficaci per proteggerci e proteggere i nostri cari e, allo stesso tempo, salvaguardare la nostra economia, nonché la nostra salute mentale, entrambe fin troppo colpite da questa pandemia. Quindi, il mio consiglio è: gioiamo per la nostra Calabria in zona gialla; godiamoci il piacere di un pranzo al ristorante o di uno spritz al bar con gli amici; che godersi questi piccoli momenti di piacere non vuol dire essere negazionisti o sminuire la situazione odierna, ma prenderne atto e, allo stesso tempo, ricominciare piano a piano a vivere, seppur dovendo osservare delle semplici misure di sicurezza.

La signorina Z