di Anton Giulio Madeo

Guardate voi se mi tocca difendere Nicola Morra, il detestabile presidente della commissione antimafia. Il quale non gode di certo della mia stima, soprattutto dopo le brutte parole pronunciate nei confronti della compianta Jole Santelli. Ma soprattutto mi tocca difendere quelli che in politica hanno un minimo di coerenza. Voglio dire: l’orribile Morra, nello spazio comico che gli forniscono spesso i giornali, commentando l’inchiesta della procura antimafia di Catanzaro, quella guidata da Gratteri, che ha portato all’arresto dell’assessore al bilancio della regione Calabria Francesco Talarico e alla perquisizione della casa del segretario dell’UDC Lorenzo Cesa, ha detto: “un plauso sincero a questo immane sforzo investigativo che la Commissione Antimafia ha potuto seguire grazie al lavoro del suo ufficiale di collegamento Dia colonnello Luigi Grasso. Ancora una volta l’azione concreta contro le mafie riporta la ricchezza nelle mani dei cittadini”“Nel corso delle recenti operazioni antimafia in Italia, e parlo di poche settimane” ha poi aggiunto il grillino, “centinaia di milioni di euro sono tornati nelle casse dello Stato. Questo è anche un reale Recovery fund che deve essere sempre attivo. Questi arresti dimostrano che lo Stato non solo è presente ma è anche più forte e tenace”. La coerenza, per chi non fosse esperto di politica, sta tutta dalla parte di Morra, il quale, con le sue dichiarazioni, ha ben rappresentato le idee della forza politica cui appartiene, che è da sempre la più giustizialista e forcaiola che ci sia in circolazione. La quale, in sintonia col suo mentore Piercamillo Davigo, sostiene che “non esistono innocenti, ma solo colpevoli non ancora scoperti”, figuriamoci persone non ancora condannate ma solo sfiorate dal sospetto di un’indagine che dovrà passare attraverso le forche caudine della legge e dei giudici. Invece ci è sembrata drammatica e incoerente la posizione del deputato Gianluca Cantalamessa, capogruppo della Lega in commissione antimafia, che ha rivolto un “plauso” a prescindere “alla Dia per la maxi-operazione contro la ‘ndrangheta e alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine che hanno permesso di infliggere un colpo durissimo alla criminalità organizzata. Politica e istituzioni avanti tutta contro le mafie”. E’ una dichiarazione folle, che ci lascia allibiti, perché pronunciata prima di una sentenza di condanna e soprattutto da un esponente di quel centrodestra liberale che ha fatto del garantismo e delle esagerazioni inquisitorie e liberticide di certe procure, a cominciare da quella di Catanzaro, che in Italia manda più innocenti dietro le sbarre, un proprio marchio di fabbrica. Ed è proprio questo il punto, cari miei lettori amanti della libertà. Questa non è giustizia. Questa è una barbarie inaccettabile, che fa enormi danni, perché fa sembrare che sulle garanzie costituzionali, a cominciare dalla presunzione d’innocenza fino a condanna definitiva, tutti i politici stiano dalla parte della forca, in quello che sembra un osceno ritorno all'ignobile stagione di mani pulite che distrusse l’economia e il sistema politico italiani. Sono parole, quelle del leghista, che offendono le persone libere, che dovrebbero lottare per una giustizia giusta e non per un suo simulacro, che tra l’altro mina lo stato di diritto. Pensate, ora, cosa si scatenerà nell'imminenza delle elezioni regionali. Su quanto siano mafiosi questi del centrodestra e su quanto sia necessaria la presenza di candidati che in nome della “legalità”, e magari dell'illibatezza di certe procure, facciano pulizia. Pensiamo che sarà proprio la continua accusa di contiguità con la mafia la più grande umiliazione che il circo mediatico-giudiziario preparerà per tenere sotto pressione le donne e gli uomini calabresi fingendo di liberarli dal giogo della criminalità. E questa sarebbe politica? Certamente no. Ecco perché sin da ora diciamo ai calabresi, a meno che non vogliano essere considerati degli esseri inferiori, magari in via d’estinzione, che le libertà personali saranno il nuovo confine della politica in vista delle prossime elezioni regionali. Su questo dovranno impegnarsi. Altro che manette.