di Anton Giulio Madeo

Spero che in questa città (ma, in generale, in questo paese) ci sia ancora qualcuno disposto a lottare per le proprie libertà, di cui siamo irrazionalmente privati, da circa un anno, da provvedimenti liberticidi di governi, regioni e addirittura sindaci idioti. Perché a questo qualcuno, se ancora ci fosse, potremmo suggerire di usare come carta igienica i DPCM del governo, e soprattutto le ordinanze sindacali, che stanno limitando illegittimamente le nostre libertà personali. Perché tutto ciò che è stato emanato finora per rinchiuderci dentro, causa Covid, è palesemente incostituzionale e a dirlo non siamo noi, ma i tribunali della repubblica. I quali hanno più volte ribadito, con sentenze ineccepibili, che una limitazione della libertà personale può essere disposta solo con un provvedimento del potere giudiziario. Infatti, spiegano i giudici, atti di natura amministrativa, quali DPCM e ordinanze, “stabilendo un divieto generale ed assoluto di spostamento al di fuori della propria abitazione, con limitate e specifiche eccezioni, configurano un vero e proprio obbligo di permanenza domiciliare” il quale, nel nostro ordinamento giuridico, si può presentare solo sotto forma di “una sanzione penale restrittiva della libertà personale che viene irrogata dal giudice per alcuni reati”. È scritto anche nella “costituzione più bella del mondo”, della quale le anime belle della politica dimenticano l'articolo 13, secondo cui le misure restrittive della libertà personale possono essere adottate solo su motivato atto dell’autorità giudiziaria, appunto. Da qui l’idea, ovvia, che neppure una legge (come i DL di Draghi) potrebbe prevedere, nel nostro ordinamento, l’obbligo della permanenza domiciliare, direttamente irrogato a tutti i cittadini dal legislatore, anziché dall'autorità giudiziaria con atto motivato, senza violare il ricordato articolo 13. Ecco perché, dopo tutti i provvedimenti liberticidi e incostituzionali che continuiamo a subire ormai da più di un anno, possiamo dire che il diritto alla salute e alla libertà non sono tra loro antitetici e queste sentenze sono in tal senso un invito alla ribellione e alla disubbidienza. Magari cominciando dalle recenti ordinanze del deprimente Stasi, sindaco per sbaglio di questa città e portatore di sciagure nel fisico e nel messaggio, che potremmo usare come carta igienica. Giusto per non farci mancare niente.