Redazione

La vicenda dell’ufficiale di Marina accusato di spionaggio a favore della Russia, visti i motivi per cui si è verificata (il vil denaro), più che la figura della spia alla John le Carré, mi fa venire alla mente la figura del ricattatore. Il quale, per la nostra società, è personaggio spregevole, poiché se è a conoscenza dei segreti reconditi di qualcuno, minaccia di svelarli e di renderli pubblici a meno che il ricattato non compri il suo silenzio. È ovvio che il ricatto altro non è se non l’offerta di uno scambio: di solito il silenzio, per un altro bene, di solito il denaro. Così, se l’offerta dello scambio è accettata, il ricattatore mantiene il silenzio e il ricattato paga il prezzo convenuto. Se l’offerta invece è rifiutata, il ricattatore, esercitando il proprio diritto alla libertà di parola, divulga il segreto. Oggi, invece, in pieno lockdown, a venir fuori, in maniera prepotente, è la figura del pettegolo-delatore, che è figura molto più preoccupante e spregevole del ricattatore. Infatti, il pettegolo-delatore si diverte a divulgare pubblicamente alcune informazioni, come quella degli assembramenti nelle piazze, nelle strade e nelle case, senza dare preavviso alle sue vittime e soprattutto senza compenso. Lo fa gratis. Per cui, ricapitolando, oggi, in piena pandemia, è molto meglio finire nelle mani di un ricattatore piuttosto che in quelle di un pettegolo-delatore. Perché col pettegolo-delatore tutto è perduto, con il ricattatore, invece, si può solo guadagnare, o quanto meno non peggiorare la propria posizione. E pensare che per la società, e la sua squallida maggioranza silenziosa, il ricattatore è un delinquente, mentre il pettegolo-delatore, in tempi di Covid, è un cittadino modello, poiché è colui che con le proprie denunce e segnalazioni, magari via social, ci eviterà di contrarre la peste. Un benemerito, insomma.