Redazione

Anche a queste latitudini quasi tutti i partiti, in vista delle prossime elezioni regionali, hanno riempito le loro liste di candidati più o meno presentabili, nella speranza che possano essere utili alla causa, che è poi quella di conservare un potere sempre di più autoreferenziale. Potremmo anche sbagliarci, ma valutando i nomi e le storie personali (e politiche) dei personaggi in corsa, alcuni dei quali davvero grotteschi (come mogli e figli che sostituiscono parenti imbarazzanti o impresentabili e l’eterno generale Graziano), non possiamo di certo star tranquilli, perché trattasi di nullità, nel senso che non hanno nulla da proporre se non, sottobanco, i soliti ricatti clientelari e le solite promesse. Per cui il minimo che possiamo augurarci è che, il 4 di ottobre, chi, nel nostro territorio, è proprio intenzionato a votare scelga candidati che abbiano visibilità, una storia personale credibile e una forte identità politica e professionale, che abbiano qualcosa da dire e che si battano per qualcosa di vero e riconoscibile, che non sia, ovviamente, la conservazione della riconoscibilissima poltrona. Per cui, credo che in queste elezioni, in cui ci sono interessanti candidature al femminile, come Graziella Algieri e Pasqualina Straface, il maschietto che in noi desta più curiosità è di sicuro Mario Gallina, il quale, se qualcuno non se ne fosse ancora accorto, perché di lui si parla poco, si esibisce sulla scena politica e non su Scherzi a parte e contro ogni previsione si sta battendo, in campagna elettorale e tra le altre cose, per il ritorno all'autonomia della città di Corigliano (perché, lo ricordiamo, fare e disfare i comuni è materia ancora di competenza regionale), che vuol dire porre fine a questa farsa, dannosa e controproducente, che è stata finora la città unica e al percorso del peggiore sindaco che questo territorio abbia mai avuto. A Gallina gli auguriamo di farcela, perché il suo sforzo, comunque lodevole, più che una semplice candidatura potrebbe essere un manifesto politico e l’unica via d’uscita da un incubo, e per questo andrebbe premiato da tutti gli elettori del territorio di Corigliano-Rossano che hanno capito che la fusione tra le due città è stata la più pazzesca idiozia mai concepita dalla classe dirigente locale, che, tra l’altro, nelle cretinate non si è mai risparmiata, pur non raggiungendo simili vette d’imbecillità. Elettori, tra l’altro, che in controluce dovrebbero punire pesantemente anche chi questa sciagurata fusione se la porta sulla coscienza: il fantastico generale Graziano. Gallina, invece, è votabilissimo sia per il fatto di voler riportare la città indietro nel tempo, agli antichi "fasti", che hanno coinciso con l’autonomia, e sia perché, a differenza di altri candidati, che propongono la solita fuffa, non vuole prendere in giro nessuno, per cui ha un riconoscibilissimo e concreto, seppur minimo, programma politico-elettorale. E, credetemi, candidati del genere, seri, determinati e convinti di quel che dicono, sono pochi e perciò da apprezzare, perché comunque fanno tremare i polsi a coloro che prematuramente avevano dato per moritura la politica vera, quella fatta con attenzione, capacità, passione e amore per il proprio territorio. E poi, lasciatemelo dire, una sinistra radicale rivitalizzata ci fa divertire, perché disturberà i sonni e i giochi della cosiddetta sinistra al caviale, quella che, magari distratta dalle scarpe di Firrao, questa fusione l’ha voluta e sostenuta. Ecco perché per Gallina sarebbe un colpaccio se riuscisse a focalizzare l’attenzione degli elettori su questo argomento, mai come ora molto sentito e controverso. Sarebbe il trionfo di chi rappresenta sul serio il nostro territorio e la nostra vecchia tradizione politica. Le nostre nonne dicevano: Gallina vecchia fa buon brodo. Credetemi, è ancora così.