di Edilberto de Angelis

Mentre la nostra miserabile e indegna classe dirigente si masturba su una fusione vaga e priva di contenuti, la sparatoria avvenuta qualche giorno fa nel parcheggio del centro commerciale I Portali, che solo il caso e l'imperizia dei killer hanno impedito che provocasse vittime innocenti, ci riporta alla realtà, dicendoci che la criminalità più o meno organizzata è tornata a farsi sentire in maniera pesante. E hai voglia a dire, come hanno fatto i soliti dementi, che fin quando si tratta di regolamenti di conti possiamo far finta di niente. Perché chi fa finta di niente non ha capito che se episodi come quello di cui è stato vittima il titolare dell’Expert avvengono così facilmente, alla luce del sole e in mezzo alla gente, vuol dire che il nostro territorio, ormai fuori controllo, si è molto imbarbarito. Infatti non essendo più presidiato da boss autorevoli e vecchia maniera, da una società civile coraggiosa e reattiva e da uno stato forte e credibile, è caduto in mano a gente spietata e senza scrupoli, che sentendosi padrona del campo e potendo godere di una certa "impunità", perché pensa di non avere avversari, neanche tra le file dello stato, ne farà scempio e teatro di sanguinose battaglie. E non avere avversari significa avere dalla propria parte soprattutto un tessuto sociale moscio, connivente, impaurito, che risponde a questi episodi di inaudita violenza con indifferenza e il silenzio dei vili. Come se queste storie fossero abituali o non gli appartenessero; come se fossero distanti anni luce da quella movida perenne che è la vita di tutti i giorni. Anche se sappiamo che non è così, essendoci di mezzo l’avvenire di un'intera popolazione. La quale non può più assistere, indifferente, a quello che è ormai un pericoloso cambio generazionale e di mentalità anche a livello di mafia, che, così com’è avvenuto per la nostra classe dirigente, è stata protagonista di un declino morale, se così possiamo definirlo, inarrestabile e senza precedenti, che potrebbe costare molto caro. Un brutto salto di qualità che ha messo forse definitivamente da parte una certa idea di mafia, che forse avevamo, quella che ancora sentiva le radici, aveva un certo rispetto per la propria terra e la propria gente e un codice di valori forti. Ed è pericoloso non rendersi conto che il motivo di questo imbarbarimento è il brodo di cui si nutrono i nuovi mafiosi, i nuovi assassini, che è fatto della nostra indifferenza verso la legalità, sia a livello di cittadinanza che di istituzioni. Ecco perché, ora, è tempo di rimboccarsi le maniche e reagire, cercando di capire perché e come, di quali idee, di quali analisi storpiate, sia guidata la mano dei criminali. Per cui, che siano legalità, sicurezza e la risposta forte da dare ai criminali a stare in cima ai pensieri delle nostre classi dirigenti che con il comune unico vorrebbero creare un unico e autorevole sentire verso i problemi di un territorio martoriato dalla criminalità. Perché senza legalità e sicurezza non potrà mai esserci alcuno sviluppo delle nostre città. Ce lo insegna anche la storia di quel Far West cui, superficialmente, chi si occupa di mafia accosta le realtà criminali del Sud ogni volta che si spara. Nulla di più sbagliato, perché lì, sulla frontiera americana, la gente non passava di certo il tempo a spararsi in mezzo alle strade, poiché aveva altro da fare. Pensava a lavorare per costruire il più ricco e libero paese del mondo, che nacque non in un contesto di violenza, ma di sicurezza, tranquillità e certezza del diritto, garantiti dalla concorrenza e dal libero mercato. Ecco perché dove si uccide con facilità, dove la vita vale meno di una pallottola, non ci sono né potranno mai esserci libertà, ricchezza e civiltà. Sarebbe un bene ricordarlo, magari col pensiero rivolto proprio alla storia degli Stati Uniti, che un giorno forse vi racconteremo.