di Raffaele Corrado

Il municipio di questa città ha attraversato una crisi finanziaria lunga e difficile, che ha avuto pesanti ricadute occupazionali e sociali. Ora, però, Corigliano, non è più un paese scassato, poiché le finanze comunali sono in graduale ripresa ormai dal 2014. Lo dicono i conti, a cominciare dal bilancio di previsione, che di recente è stato oggetto di assestamento, con largo anticipo rispetto alla scadenza del 31 luglio, da parte del consiglio comunale. Un’occasione, come dice il sindaco Geraci, per rimarcare che l’amministrazione, nonostante sia oggetto di polemiche, attacchi spregiudicati, chiacchiere e maldicenze, sta lavorando sodo per far sì che quel “sentiero stretto” tra attenzione ai conti pubblici, buona amministrazione e sviluppo del territorio, descritto nei documenti previsionali e programmatici, sia assolutamente percorribile. Come si evince, d'altronde, dalle cifre esposte in consiglio dall’assessore al bilancio Mauro Stellato, il quale nella relazione sull’assestamento, presentata di recente, scrive di “un sostanziale equilibrio economico finanziario” dell’ente, “sia per la gestione dei residui che per la gestione di competenza”, per cui se qualche aggiustamento ai conti s’adda proprio fare, sarà per la necessità di reperire più fondi per “la gestione dei minori stranieri non accompagnati”, arrivati a centinaia negli ultimi mesi, e per riconoscere debiti fuori bilancio, così come chiesto da alcuni responsabili di settore. Infatti, per far fronte alla gestione di 877 minori stranieri non accompagnati, la giunta municipale ha deliberato una variazione d’urgenza del bilancio, poi ratificata dal consiglio, stanziando un milione e 124 mila euro. Una variazione a somma zero, poiché sarà interamente coperta con un trasferimento di pari importo del ministero degli interni. Mentre, per i debiti fuori bilancio sono stati impegnati 374 mila euro, coperti con mezzi ordinari di bilancio, che andranno a ripianare, per 248 mila euro, debiti per sentenze esecutive o passate in giudicato con decreto di liquidazione e, per 126 mila euro, debiti per l’acquisizione di beni e servizi nei settori manutentivo, viabilità, idrico, avvocatura, diritti sociali, istruzione e cultura, edilizia privata, ambiente e energia. Il tutto, ovviamente, tenendo conto delle legittime motivazioni che hanno originato i debiti, sottoscritte dai responsabili di settore e certificate dai revisori dei conti, che rassicurano sulla solidità e la legalità del percorso e sulla correttezza della direzione della finanza comunale, assicurata tra l’altro anche dalla tenuta delle entrate, che sono aumentate, grazie a una percentuale complessiva di riscossione che è salita al 45 per cento, la più alta degli ultimi cinque anni, dovuta a maggiori accertamenti (frutto dell’impegno della società Municipia) nei settori idrico (dove sono stati colmati ritardi storici nell’emissione dei ruoli), degli immobili (dove si registrano maggiori accertamenti IMU per circa un milione di euro) e dei rifiuti (dove la novità della raccolta differenziata, cui si guardava con scetticismo appena fino a poche ore fa, potrebbe avere importanti ripercussioni sulle tariffe del 2018 se solo si centrasse l’obiettivo del 35 per cento). E fosse solo questo. Con le ultime revisioni si è certificata anche una disponibilità complessiva di cassa di due milioni e 841 mila euro, che indicano un comune ormai fuori dall'emergenza, quindi senza difficoltà a far fronte al pagamento degli stipendi, delle rate dei mutui contratti con la cassa depositi e prestiti e dei fornitori, soprattutto nel settore delle utenze. Insomma, ce n’è abbastanza per indurci a credere, con sempre maggiore convinzione, nella nostra possibilità di tornare a essere, finanziariamente, una città “normale”, soprattutto se a dirlo è ancora una volta l’assessore al bilancio, che alla fine della sua relazione ci spiega che “la salvaguardia degli equilibri di bilancio è stata garantita con mezzi ordinari, compensando le maggiori spese attraverso degli appositi accantonamenti o con la riduzione di alcuni interventi previsti”. Significa, al di là dei tecnicismi, che le difficoltà finanziarie che azzoppavano il nostro municipio, leggi anticipazioni di cassa e quant’altro, sono ormai alle nostre spalle. Un successo, dunque, per Geraci, il quale, stranamente, quando fa bene, soprattutto in finanza, dopo i deficit mostruosi di alcuni suoi predecessori, non fa mai notizia. Non ha diritto ai titoloni di giornale nemmeno quando può esibire numeri del genere. Mentre spicca sulle prime pagine del “malumore”, per via di pettegolezzi sulla commissione d’accesso, sul mercato ittico, sugli assessori indagati, sulla fusione, che al municipio nessuno vorrebbe, e sul sindaco peggiore del mondo e financo del sistema solare. In tutto questo chi ci capisce è davvero bravo.