di Anton Giulio Madeo

Osservate ciò che accade, oggi, sulle nostre spiagge e capirete com’è cambiato il rapporto tra l’uomo, il mare e la vacanza. Se vi trovate su una spiaggia, meglio se affollata e di quelle più chic, vi accorgerete che non ci sono più bagnanti, nel senso che c’è un sacco di gente, della più svariata natura, che tutto fa tranne il bagno. Perciò, d’ora in poi, dovremo anche cambiare il nostro lessico, poiché il turista che d’estate arriva a Schiavonea, non è più il tradizionale “bagnante”, ma qualcuno interessato ad altro. Ci ho pensato qualche giorno fa, quando, standomene, per caso, in un lido della Marina, e non a fare il bagno, poiché detesto il mare e l'estate, ho notato che in acqua c’erano tante persone ma di queste quasi nessuna nuotava. La maggior parte si sciacquava appena, magari conversando col vicino d’ombrellone. Tutta un’altra cosa rispetto ai tempi in cui ero ragazzo, quando io e i miei amici andavamo al mare soprattutto per fare il bagno. Nuotavamo, facevamo lunghe immersioni, al bar ci passavamo solo un attimo a prendere una bevanda, ed eravamo convinti che quello fosse il vero scopo della vacanza. Ne erano convinti anche gli adulti, che al mare stavano sempre in acqua (a nuotare) e facevano poco salotto. Ricordo le spiagge di quel periodo: la mitica Rivabella, ad esempio, affollata di gente che con materassini, salvagente, pinne e maschere annaspava in acqua, mentre al largo c’erano quelli più bravi che nuotavano da campioni. Oggi, purtroppo, il bagno è solo quello che facciamo a casa, magari in splendide vasche con idromassaggio, oppure nelle piscine terapeutiche, per tonificare e curare il nostro corpo, poiché riteniamo la vacanza al mare solo una lunga sosta sulle spiagge a fare chiacchiere e pettegolezzi, soprattutto sulle serate appena trascorse o da trascorrere in qualche locale di merda, a farci selfie dall’alto per sembrare magri e più giovani e per mostrare agli amici, connessi ai social, quanto siamo fighi (a tutti i costi). Per cui non riesco a capire per quale ragione, oggi, molti dei “vacanzieri” di Schiavonea si incazzino quando il mare è sporco. Infatti, se al mare ci vanno per fare altro, cosa gliene dovrebbe fregare della merda (ammesso che ci sia) che galleggia? La verità è che qualcosa si è rotto nel nostro immaginario; forse si è spezzato il filo che univa le nostre origini all’acqua, al mare. E allora da dove veniamo? Nessuno lo sa o se lo chiede, distratti come siamo della dittatura del divertimento forzato (al mare).