Redazione

Di recente, per via degli smottamenti ideologici, politici e culturali che si sono verificati, abbiamo sfogliato o letto molti articoli che hanno messo in dubbio la tenuta della democrazia, a cominciare da quelli di chi, dopo l’affermazione di movimenti e partiti sovranisti e populisti, quali Lega e 5 Stelle, ha detto che bisogna rassegnarsi e accettare questa nuova epoca di democrazie zoppicanti, almeno fino a quando non passerà “a nuttata”, come diceva il grande Edoardo. Per cui, nell’attesa, ce ne eravamo fatti una ragione, fino a quando non sono arrivate le elezioni del sindaco e del consiglio comunale di Corigliano-Rossano, che ci hanno spinto a uscire dal torpore e a porci una domanda molto semplice: e se la democrazia più che da populisti, sovranisti, destre, fascisti, razzisti e quant’altro fosse messa a dura prova dalla stupidità? E’ una provocazione, certo, ma se ci riflettete vi accorgerete che non è neanche tanto esagerata, poiché le democrazie, nel corso dei secoli, hanno prodotto degli anticorpi naturali contro le derive autoritarie e la follia umana, come nel caso estremo di nazismo (coi lager) e comunismo (coi gulag), tanto per non farci mancare niente. Ma quando a una società è richiesto di difendersi dai cretini, che la mettono a rischio con minacce subdole e sottili, quando è richiesto di informarsi di più e non di meno, quando è richiesto di non trattare esperienza e competenza come nemici da abbattere tutto diventa più difficile e ci si ritrova, per dire, con la più grande epidemia di imbecilli e presuntuosi degli ultimi decenni, per cui “la nostra fiducia crolla”, crolla la fiducia nella politica, e un dubbio ci assale: non è che a far saltar tutto sarà proprio la stupidità? Così, per dare una risposta a tale domanda è bastato ripercorrere non tanto i programmi dei candidati a sindaco e i loro interventi, che contenevano di tutto e di più e sui quali non vogliamo infierire, quanto ciò che hanno detto e fatto molti candidati al consiglio comunale, soprattutto attraverso la rete e i social, che hanno avuto un ruolo decisivo nell’amplificazione degli idioti e delle idiozie. E noi, come cittadini, non possiamo autoassolverci, magari ridendoci sopra o prendendocela con chi, questi cretini, li ha candidati, perché alla luce dei risultati siamo responsabili diretti di questo dilagare di assurdità e stupidità. E anche se la democrazia, come diceva qualcuno, resta la migliore forma di governo “perché le alternative sono peggiori”, questo revival di imbecillità cui abbiamo assistito il 26 maggio è un test esistenziale che fa tremare ogni certezza e che non va sottovalutato ai fini della tenuta della democrazia e del futuro di questa città. Infatti, bisogna stupirsi e riflettere a quali rischi ci esponiamo quando in un consiglio comunale importante, come quello della città unica, esplode la stupidità, magari perché ne fanno parte tanti imbecilli con risultati elettorali straordinari, che spesso sono frutto di scelte tribali (o addirittura di clan) e di elettori ricattati fino allo sfinimento, che inevitabilmente condizioneranno ogni sindaco e ogni maggioranza possibili. Ecco, a questo punto, qualcuno dirà che abbiamo scoperto l’acqua calda, perché il voto condizionato se non di scambio, che altera la democrazia, appunto, è sempre esistito. E’ vero, ciò che abbiamo scritto l’abbiamo sentito tante volte, ma oggi siamo arrivati all’esagerazione, per cui ricordarlo è sempre attuale, fa bene, perché in una democrazia bisogna essere sempre vigili e non dare mai niente per scontato, a cominciare dalla libertà, soprattutto di pensiero, la quale può sopravvivere a tutto tranne che alla stupidità. Ecco perché quando diciamo che prima di agire bisogna attaccare il cervello non facciamo peccato. Karl Kraus ripeteva che quando “in una città scoppia la stupidità, bisogna dichiararla infettiva. E nessun caso va tenuto nascosto. Con quale facilità infatti un imbecille può entrare e uscire da una casa dove ci sono bambini, di questi tempi è consigliabile la chiusura delle scuole e non l’apertura, come qualcuno potrebbe pensare”. Oppure, aggiungeremmo noi, sarebbe consigliabile chiudere, con le scuole, anche le urne. Sarebbe la tanto attesa sospensione della democrazia, su cui la nostra classe dirigente, se ancora ne esiste una, dovrebbe interrogarsi per rendere migliore la società (incivile) meridionale, magari pensando che alla fine le elezioni per il consiglio comunale, per le quali, a differenza di quelle per il sindaco, il voto d’opinione non esiste, potrebbero essere sostituite dal sorteggio. Perché se un cretino lo eleggono centinaia di persone t’incazzi, ma se lo sceglie la sorte t’incazzi di meno. In fondo, penserai, è stato solo un colpo di culo, come ce ne sono tanti nella vita. Quei colpi di culo che ci fanno gridare “abbasso la meritocrazia”. Ma questo sarà argomento di altro articolo. Intanto, buon “imballottaggio”, come disse, anni addietro, un noto sindacalista coriglianese poi eletto in consiglio comunale, tanto per restare in tema. Auguri.