Redazione

Mai come quest’anno non c’è cosa più bella e importante che augurarvi Buon Natale. E’ un gesto che questa volta facciamo con la testa oltre che con il cuore, perché oggi, nella nostra società libera e civile, augurare Buon Natale significa impedire che la parte peggiore dell’avvilente classe dirigente che ci ritroviamo lo rimuova dalla nostra vita e dalla nostra memoria, come hanno fatto quei presidi e quegli insegnanti che hanno vietato crocifisso e presepe nelle loro miserabili scuole, in nome di quel nichilismo multiculturale e di quel fondamentalismo laicista, da sempre anticamera del totalitarismo, per i quali fedi e culture sono tutte uguali. Noi, contro questa feccia che il Natale lo avversa e lo nega nella sua essenza, e soprattutto contro gli indifferenti che a chi festeggia il Natale, magari osando perfino viverne i significati religiosi, danno una pacca sulla spalla di bonaria superiorità, diciamo che siamo orgogliosi del Natale e perciò ce lo teniamo ben stretto. E poiché siamo stanchi di subire e far finta di niente, questa volta vogliamo rivendicare l’alterità e la differenza specifica del Natale. Che non c’entra nulla con la fede personale, materia complessa che non ci sentiamo di trattare, ma c’entra moltissimo col fatto che siamo uomini occidentali, dunque cristiani, dunque segnati da quella frattura oggettiva nella storia dell’uomo rappresentata dal Dio che si fa carne umana nella sua veste più debole e indifesa, il Dio-bambino che colma quell’abisso metafisico tra Terra e Cielo che rende minuscolo qualsiasi altro monoteismo, compreso quello dell’Antico Testamento, così terribile, con un atto di naturale generosità infantile, il Dio-Persona. Il Dio senza cui non avremmo avuto nemmeno la nozione di Persona, che è individuale e universale e vale da subito anche per la Donna e per lo Schiavo. Perché per noi cristiani la dignità è inscritta nel soffio vitale di ogni persona, perché noi la libertà la pratichiamo nella nostra vita carnale di individui, perché noi (che ci crediamo o no è totalmente irrilevante) Dio non ce lo rappresentiamo come un patrigno minaccioso e volubile o addirittura come un’entità non rappresentabile da mano umana perché indegna, ma all’opposto come un bambino, che viene al mondo ogni anno in una mangiatoia, dal ventre di una donna, ed è per questo che siamo migliori. Buon Natale.