di Anton Giulio Madeo

Nonostante se ne parli sempre meno, non è con il declino dei 5 Stelle dalla scena politica che la peste della cretineria e dell’incompetenza può dichiararsi debellata. Infatti, alcune candidature alle prossime elezioni regionali, anche in partiti tradizionali e affermati, dove grazie a Dio esistono anche lodevoli eccezioni, sono lì a dimostrarlo, come incoraggiante segno del fatto che ormai non esiste un limite all’avanzata dei cretini e dei senz’arte né parte in politica. E la mia, credetemi, non è un’osservazione polemica. Anzi. E’ rassegnata cronaca. Basti, come documentazione probante, oltre alle facce e ai faccioni inespressivi e inquietanti (per essere buoni) che iniziano a vedersi sui muri della città o alle segreterie che spuntano come funghi da spazzatura, le poche idee e la mediocrità raggelante del discorso pubblico, quasi demente nelle sue espressioni social, di alcuni di questi candidati, ma bene espressa anche negli interventi farfuglianti e idioti che ci regalano o nei comportamenti inconcludenti tenuti, da questi stessi soggetti, quando stavano nelle istituzioni, dove purtroppo si sono seduti senza lasciare la benché minima traccia, nelle dichiarazioni rudimentali che fanno alla stampa e nei residui tentativi di “fare politica” quando si fa, prevalentemente, una specie di ininterrotto selfie, tra l’altro quasi sempre sbagliando inquadratura, che nel selfie è tutto. E’ il mondo della cretineria e dell’incompetenza in cui siamo sprofondati, quello di chi, invece di vergognarsi, è orgoglioso di non sapere, che non accenna a chiudersi. Così, dopo anni in cui fioccavano libri e dibattiti sulla prevalenza del cretino, in politica, e sulla sua pericolosità, ora, al di là di qualche risatina e pettegolezzo da bar dello sport, nessuno protesta più, nessuno più s’indigna. Improvvisamente, come se lo Spirito Santo fosse sceso per illuminare la politica, i partiti non sono più un’accozzaglia di idioti e di parvenu dai curricula dubbi, ma sono spacciati quasi come fossero una selezione dei migliori elementi della nostra società. Ma lo sono davvero? Sul serio i partiti si sono trasformati nel regno della competenza e della meritocrazia? In realtà, basta guardarsi attorno, per capire che siamo sempre pieni di cretini, anche presuntuosi, perché la filosofia di scelta dei candidati, che porta a inserire nelle liste, in questo caso per le regionali, veri e propri dementi oppure dei bimbiminkia ampiamente over-trenta e cocche e cocchi di mamme e papà che non sanno un cazzo e professionisti e fighette senz’arte né parte, che magari vogliono un po’ di visibilità o uno strapuntino dove sedersi, che non sia ovviamente il lavoro, non è cambiata, perché la selezione, purtroppo, avviene sempre più verso il basso, o verso il baratro, fate voi, ed è ancora basata non sulla capacità di questi candidati di esprimere idee e intelligenze, progetti e visioni della politica, ma di portare voti alle liste e ai loro capibastone che concorrono alla gara regionale, a prescindere se siano incapaci e idioti, perché lo stupido o la stupida fa comodo, diventa facilmente preda di ogni pifferaio magico, quindi vittima predestinata di promesse e cieche speranze di chi sulla stupidità ha costruito il proprio trionfo. Ecco perché, poi, ti ritrovi ad avere a che fare con gente davvero imbarazzante, il cui contributo politico sarà ridicolo, ma utile, oltre ad alzare il tasso alcolemico della campagna elettorale o ad abbassarne il quoziente intellettivo, che già è abbastanza basso, solo a chi stupido non è, ma ha bisogno della stupidità per ottenere o conservare il potere politico e che non ha alcun interesse a fare in modo che la stupidità si riconosca come tale. Siamo, come dice un noto studioso, nella società dell’incompetenza digerita. Dove semplicemente il problema del cretino non si pone più, perché non fa più comodo cavalcarlo. Come scriveva Karl Kraus, in uno dei suoi splendidi aforismi, “Se in una città scoppia la stupidità, bisogna dichiararla infettiva. E nessun caso va tenuto nascosto. Con quale facilità infatti un imbecille può entrare e uscire da una casa dove ci sono bambini. Di questi tempi è consigliabile la chiusura delle scuole – e non l’apertura, come qualcuno potrebbe pensare”. Auguri.