di Anton Giulio Madeo

Devo essere sincero: avrei preferito che tra le tante teorie complottiste riguardanti il coronavirus ce ne fosse una che lo attribuisse alla mafia, perché in questo caso avremmo avuto, al Sud, una risposta dello stato forte e adeguata, sia in termini politici, nel senso che a gestire una così grave emergenza sarebbe stato un personale politico coi fiocchi, sia in termini di leggi speciali e di personale competente o ultra specializzato, anche nella sola lettura e interpretazione delle leggi e delle circolari ministeriali. Perché qui, contro l’epidemia, di natura misteriosa, che ci ha colpiti e che speriamo alla fine sia solo di “ciutia”, abbiamo politici da quattro soldi, e questo può anche starci, e sanitari con le idee poco chiare sulle difese da adottare, e questo non può starci per niente. Infatti, abbiamo notato, che le direttive fornite dal governo, attraverso provvedimenti ufficiali e chiari, spesso vanno incontro a interpretazioni e non ad applicazioni letterali. Un esempio: la direzione sanitaria dello Spoke Corigliano-Rossano ha emesso, tre giorni fa, una circolare, destinata ai direttori delle Unità Operative e al Coordinamento infermieri e tecnici, nella quale, per ciò che riguarda l’utilizzo dei dispositivi DPI, che poi sono mascherine e guanti per affrontare l’emergenza coronavirus, si legge: “Nel consegnare i dispositivi di protezione individuale si precisa che: le mascherine FFP2 sono da impiegarsi esclusivamente nel caso di assistenza a pazienti ai quali è stata confermata una infezione da COVID-19 e non sono da utilizzarsi come dispositivo ordinario di uso continuativo quotidiano. Le mascherine chirurgiche sono presidi sufficienti nella prevenzione generica di infezioni aero trasmesse”. Mi domando, perché la direzione sanitaria scriva tutto ciò quando la circolare ministeriale 5443 del 22 febbraio 2020, ad uso degli ospedali, dice testualmente: “Il personale sanitario in contatto con un caso sospetto o confermato di COVID-19 deve indossare DPI adeguati, consistenti in filtranti respiratori FFP2, protezione facciale, camice impermeabile e maniche lunghe, guanti”. In questo senso il provvedimento della direzione sanitaria dello Spoke Corigliano-Rossano è semplicemente ridicolo, perché è evidente che il ministero col provvedimento 5443 abbia scritto, chiaramente, che anche in presenza di casi sospetti, c’è l’obbligo, da parte del personale sanitario, di indossare i dispositivi FFP2. Perché nei nostri ospedali lo si dovrebbe fare solo in presenza di casi confermati di coronavirus? Forse perché i DPI non bastano oppure perché chi scrive pensa che i nostri operatori sanitari siano dei superman ultravaccinati o di essere più esperto e intelligente dei propri superiori al punto che con una circolare interna possa modificarne una ministeriale? Un’originale e strana interpretazione della tutela della salute pubblica e di uno dei pilastri su cui si regge il nostro ordinamento giuridico, quello secondo cui solo “lex superior derogat inferiori” e non viceversa. Un’ultima annotazione. Abbiamo notato che la tenda per il pre-triage, piazzata davanti l’ingresso del nostro pronto soccorso, fondamentale per fare una prima diagnosi ai pazienti che arrivano con sospetti sintomi da coronavirus, una specie di filtro prima dell’ingresso vero e proprio in ospedale, è aperta fino alle 20. Un po’ come accade con bar e ristoranti, obbligati a chiudere i battenti alle ore 18, cosa che ci fa pensare a un virus burlone e paraculo, che diventa più pericoloso dopo l’imbrunire, mentre durante il giorno è rispettoso della nostra pelle, come se nel periodo notturno e dintorni sia dedito all'ozio e al riposo, rendendosi così inoffensivo. E poi dicono che i meridionali siano esagerati a non fidarsi dei loro ospedali. Ecco perché, a questo punto, penso che abbia ragione il mio macellaio, quando, non sapendo che fare col virus e soprattutto coi provvedimenti statali e regionali che gli stanno mandando in malora l'attività, manda tutti affanculo. E sarebbe legittimo e opportuno se lo facesse con una propria circolare, magari da inviare alla direzione sanitaria dello Spoke Corigliano-Rossano, forse per mostrarsi più burlone e paraculo del coronavirus.