Redazione

Dopo il sequestro di persona che stiamo subendo, anche per via dell’incapacità e della superficialità di chi ci governa, la parola d’ordine che oggi circola è: non bisogna fare polemica. Come se le critiche a un sistema politico-burocratico di cialtroni e incompetenti non siano permesse. Sembra di vivere una specie di stato di guerra, per cui, chi parla troppo, potrebbe essere accusato di alto tradimento. Noi, però, che non siamo disposti a farci contagiare dal virus dell’autocensura e della cretineria, preferiamo scrivere e parlare, per ricordare fatti, dichiarazioni e idiozie da cui la nostra memoria speriamo non guarisca mai. Intanto, cominciamo con Fabio Fazio, che su Repubblica riflette sul virus e scrive che se mancano posti letto negli ospedali è anche colpa degli evasori fiscali, ovviamente problema del momento. Al conduttore televisivo bisognerebbe spiegare che l’idea idiota della lotta all’evasione fiscale, sia per far pagare tutti in modo da pagare meno sia per avere servizi in più, a cominciare da quelli sanitari, è inutile se non dannosa, poiché siamo vittime di uno stato bestiale che si alimenta delle nostre risorse e che ne vuole sempre di più. La prova starebbe in alcuni documenti, non proprio recenti ma attuali, che qualcuno dovrebbe avere la pazienza di leggere: uno del 1997, con cui la CGIA di Mestre ci ha detto che nel 1997 gli italiani versarono allo stato 457 miliardi di euro (all’epoca calcolati in lire), un altro dello stesso anno, con cui il SECIT della Guardia di Finanza, stimava l’evasione a 129 miliardi di euro (sempre calcolati in lire), un terzo, del 2014, che ci ha fatto scoprire che lo stato pur avendo incassato, in quell’anno, 698 miliardi e stimato l’evasione in 150 miliardi, non solo non ci ha trasformato in un paese modello, con servizi eccellenti e tasse leggere, ma, per risparmiare, si è ritirato un po’ ovunque e ci ha chiuso ospedali e tribunali e, per incassare, ha portato alle stelle la pressione fiscale. Com’è avvenuto nel nostro territorio in questi ultimi anni, dove sono stati praticamente chiusi tre ospedali, un tempo tutti operativi, oggi ridotti a poco più di ambulatori, e un intero tribunale. Una domanda, quindi, sorge spontanea: ma allo stato non ne sono bastati circa 850 di miliardi per farci vivere felici e contenti (valore attuale), nonostante siamo entrati in un regime di polizia fiscale che ci rende unici al mondo? La conclusione, per noi menti semplici, è che allo stato i soldi non bastano mai, per cui è molto bravo a trasferire risorse dal privato al pubblico, provocando una limitazione delle libertà personali che nemmeno i regimi totalitari avevano mai immaginato e dalla quale ci si difende con un’unica arma: l’evasione fiscale, appunto. Poi proseguiamo con l’ottima Jole Santelli, impegnatissimo e attento presidente della regione Calabria, che, il 14 marzo scorso, ha diramato una scrupolosa ordinanza, nella quale, oltre a precisare le tante misure prese per contrastare l’epidemia da coronavirus, ha spiegato che è vietato alle ASP e alle Aziende Ospedaliere regionali “adottare qualsiasi autonomo provvedimento o determinazione correlati all’emergenza coronavirus, non derivante da puntuali disposizioni regionali o nazionali”. E’ un’ottima notizia, che dovrebbe apporre la parola fine all’incauta circolare della direzione sanitaria dello Spoke Corigliano-Rossano, con cui, qualche giorno fa, si ordinava ai responsabili delle unità operative dei due ospedali di utilizzare i dispositi di sicurezza (i cosiddetti DIP) solo in caso di contagi “confermati” da coronavirus, quindi in deroga alla circolare ministeriale 5443 del 22/02/2020 che prevede l’utilizzo delle mascherine FFP2 anche in caso di sospetto contagio da COVID-19. Storia chiusa, quindi, sperando che non accada più in futuro. Infine, chiudiamo, per ora, con il maxi-decreto Cura Italia per sostenere l’economia, in cui il peggiore governo della storia della Repubblica invece di cancellare le tasse e i versamenti per gli autonomi, nel periodo 8 marzo 31 maggio, rinvia tutto di 4 giorni per alcuni e di 40 giorni per altri, come se con la primavera dovessero fiorire dalle loro tasche anche dei soldi dopo che hanno fermato ogni attività. Su infiniti altri aspetti (rate, mutui, cassintegrati, disoccupati, professionisti, bollette) coglionate totali. In attesa del prossimo capolavoro di comicità, degno dei fratelli Marx, speriamo che tutto vada bene, anche se io #restoacasaancoraperpoco.