Redazione

Una signora all’edicola, mentre sfoglia, con curiosità morbosa, un quotidiano locale: “È una vergogna che una settantenne possa aver avuto rapporti sessuali con un ragazzo di quindici anni”. Tutta la gente presente, in edicola, pur con varie gradazioni, dice la stessa cosa, dopo aver letto la notizia che un’insegnate in pensione della nostra città, è stata posta agli arresti domiciliari per aver “violentato”, a detta degli investigatori, un suo giovane allievo. Dico: è bene che si parli di questo argomento, evidentemente tocca le coscienze di tutti, per cui immagino le famiglie già impegnate in vivaci discussioni sulla pericolosità di certa gente (e in generale della società moderna) e sul fatto che si deve vigilare di più sui figli adolescenti, stargli più vicino, parlargli, proteggerli e non abbandonarli da soli davanti a telefonini, computer e playstation, educarli in maniera coscienziosa e costumata, inculcargli valori forti, evitare che stiano fuori fino a notte inoltrata e che frequentino certi locali e brutte compagnie. Fuori dagli scherzi: pensate che la gente di questa città abbia reagito così alla notizia dell’arresto della donna? Sveglia, verrebbe da dire, neanche per sogno. Uno vorrebbe schioccare le dita e assistere al ritorno in sé di chi ora pensa che la gente sia disposta a ragionare sul serio su questo argomento e non insabbiandolo sotto una putrescente montagna di pettegolezzi e maldicenze. Allora, tanto per cominciare, trattandosi di cosa seria, che non deve lasciare spazio solo all’emotività, va detto che se un ragazzo di 14 o 15 anni, se non meno, che dovrebbe andare a letto in orario decente (una volta si diceva dopo Carosello), studiare, fare sport, leggere libri e fumetti, corteggiare le coetanee e scoprire il sesso poco per volta e di nascosto, fuma, si sballa con alcolici e altre sostanze pericolose e fa le ore piccole, autorizzato da genitori coglioni ormai succubi di figli despoti, in locali dove non dovrebbe stare, vuol dire che qui non c’è più adolescenza. Per cui vedo scandalo e orrore se un ragazzo voglia sentirsi adulto per tutte queste ragioni balorde e non perché fa sesso con una donna più grande, magari anche affascinante, che potrebbe non averlo mai obbligato a mettersi a sua disposizione. In fondo, da che mondo è mondo, il sesso con una donna matura è sempre stato il naturale e volontario passaggio dall’infanzia all’età adulta. E allora, poiché viviamo in un'epoca in cui è lo sballo continuo e non il sesso con la nonna a darci il lasciapassare verso la maturità, qui entra in gioco la famiglia, che dovrebbe avere la forza di cambiare le cose imponendo il ritorno all’educazione tradizionale, al rispetto delle stagioni e delle età, del proprio corpo e della propria dignità, da scoprire, quando, anche per via di una morale cattolica e borghese dominante e soprattutto rispettata (perché non ancora demolita dalle follie sessantottine), i ragazzini erano ragazzini perbene che stavano al loro posto, che d’estate andavano al mare e rincasavano presto la sera, aiutavano in casa, fumavano sì e no alla terza classe del liceo, bevevano, di nascosto, qualche liquore fatto in casa alle feste di amici, magari per trasgredire, e soprattutto conoscevano il corteggiamento, e il sesso arrivava poco per volta e a costo di grandi sacrifici (magari con l'aiuto di qualche zoccola attempata), consci del fatto che per quello c’era sempre tempo, nella vita. In più, quei ragazzi, non dicevano parolacce, non mettevano in discussione l’autorità dei genitori, non frequentavano brutti ambienti, camminavano per la casa con le pattine e tenevano in ordine la propria stanza, così come imponeva la mamma, avevano accesso alla sala da pranzo e al salotto buono solo durante le visite e le feste comandate e soprattutto erano in possesso di quei doni divini che si chiamavano educazione e pudore, e che solo gli uomini e le donne di un tempo possedevano ed erano in grado di trasmettere da padre a figlio e da madre a figlia. Cosa vorrebbero, quindi, le signore dell’edicola? Vorrebbero che il problema si risolvesse solo con qualche arresto in più, giusto per poter continuare a divertirsi con la prurigine che suscita nel popolazzo il racconto dettagliato dei fatti, senza una seria riflessione che ristabilisca un minimo di ordine e di verità? Davvero molto strano. Per finire: noi non vogliamo assolvere nessuno, ci mancherebbe altro, vorremmo solo che tutti fossero consci della necessità di affrontare questo problema facendo un notevole salto di carattere morale e culturale. Questo chiediamo e questo ci aspettiamo che faccia l’opinione pubblica. Non di più, non altro.