Redazione

Protagora, in sintesi, sosteneva che “l’uomo è misura di tutte le cose”. Il che sta a significare che l’uomo è il metro, il soggetto di giudizio della realtà e del suo modo di essere. Per cui, se noi volessimo davvero capire cosa siano questa città e i suoi abitanti, classe dirigente compresa, dovremmo ispirarci a Protagora e, parafrasandone il pensiero, scrivere che qui non è l’uomo a essere la misura di tutte le cose, bensì il gozzoviglio. E per capirlo basta guardare il video che ha circolato in questi giorni sui social, che riprende il segretario comunale del nostro comune, tale Lo Moro, che s’ingozza, insieme con alcuni dipendenti comunali e in presenza del sindaco Stasi, a un gozzoviglio, appunto, organizzato non a casa sua, ma nell'ex sala consiliare di Palazzo Garopoli.

Ora, la critica diede varie interpretazioni della massima di Protagora, che possono essere sintetizzate così: l’uomo di Protagora è misura delle cose ai vari livelli della propria umanità. E, quindi, la morale di Protagora diventa un abbozzo della concezione secondo cui sarebbe proprio il gozzoviglio, con le sue varianti (tra cui la celebre “mangiatella”), la misura del grado di civiltà (bassissimo) di Corigliano e dei suoi abitanti. E' un po' lo spirito del tempo (plebeo) che stiamo vivendo, in base al quale ormai tutto sarebbe lecito e morale, anche ingozzarsi nelle stanze prestigiose e rispettabili del Garopoli, trasformato per l'occasione in una cantina. E allora ci chiediamo, vista l'aria che tira da queste parti, quando a dicembre tanti nostri concittadini cominceranno, per tradizione, ad “ammazzare” il maiale, al comune penseranno a organizzare un gozzoviglio, magari al Castello viste le dimensioni del fenomeno? E’ forse il caso che Stasi e soprattutto Lo Moro, insieme con i loro raffinati collaboratori, comincino a pensarci, perché quella data è molto più vicina di quanto si pensi. Auguri.