di Anton Giulio Madeo

Approfitto del ritorno delle autocertificazioni, per autocertificare che mi sono rotto i coglioni della vicenda Cotticelli, che non deve e non può diventare il capro espiatorio di una gestione dissennata della sanità calabrese. Perché se è vero che il generale, col suo comportamento imbarazzante, è stato, con Conte e Speranza che l’hanno nominato e confermato commissario per l'emergenza sanitaria in Calabria, il principale responsabile, tra le altre cose, del disastro Covid regionale, altrettanto vero è che lo stesso imbarazzo lo si prova pensando ad alcuni direttori generali delle ASP, che, allo stesso modo del generale, che forse li ha nominati, hanno gestito male anzi malissimo l’epidemia. E qui mi viene in mente il direttore generale dell’ASP di Cosenza, “l’esperta” Cinzia Bettelini. La quale, sempre in tema Covid, ha combinato il grosso guaio di istituire un polo Covid all’ospedale di Rossano. Quello stesso polo voluto e inaugurato dal sindaco Stasi. Una vera e propria bomba sanitaria per il nostro territorio, perché istituito in tutta fretta senza tener conto che un reparto Covid deve stare lontano dagli altri reparti, deve avere un suo percorso e soprattutto dev’essere messo in sicurezza, a cominciare da quello che potrebbe diventare, in un ospedale, uno dei principali vettori del virus: il sistema d’aerazione, che, al Giannettasio, non sappiamo se sia a norma e, cosa ancora più grave, se sia unico per tutti i reparti. Meglio sarebbe stato se lo stesso direttore generale avesse disposto, per tempo, l’istituzione del polo Covid in uno degli ospedali della Sibaritide chiusi da tempo, come l’ospedale di Trebisacce, che avendo ospitato, in passato, un reparto di cardiologia ha ancora (ce lo auguriamo) alcune attrezzature utili per seguire i pazienti Covid. Intanto, nell’attesa che qualcuno rinsavisca, autocertifico che, dopo averli elogiati, mi sono rotto i coglioni anche dei tamponi, a cominciare da quelli molecolari, almeno quelli in uso oggi che amplificando un solo gene del virus hanno scarsa attendibilità. E poi, in questo momento in cui l’epidemia è sfuggita di mano, questi tamponi non servono a un cazzo, se non a provocare un effetto ansiogeno nella popolazione, la cui conseguenza è l’intasamento degli ospedali, dei pronto-soccorso e, non dimentichiamolo, dei laboratori analisi delle ASL, che stanno scoppiando. Lo dicono fior di esperti, per i quali andrebbero sospesi sia la conta dei positivi, che, come più volte hanno ripetuto gli stessi scienziati, non sono malati, essendo nel 95% dei casi asintomatici, sia quell’orribile bollettino serale della protezione civile, utile solo a confondere le persone, a scatenare il terrore e a impedire che si possano fare interventi tempestivi dove servono, proteggere gli anziani e adottare misure corrette, che nulla hanno a che vedere coi tamponi molecolari, che, come ci hanno spiegato quelli che la malattia la combattono sul campo e non in televisione, possono produrre falsi positivi che potrebbero influenzare i numeri del ridicolo bollettino serale. Meglio sarebbe l’utilizzo dei test rapidi antigenici, che essendo meno sensibili del test molecolare possono essere più predittivi di trasmissibilità perché individuano un soggetto realmente contagioso. Come si comprende stiamo vivendo uno dei periodi peggiori della nostra storia, ma non per l’epidemia da coronavirus, ma per l’epidemia di incapaci, mai così numerosi e pericolosi.