Redazione

Carissimo Direttore, stamattina, mentre sorseggiavo il mio caffè, ho finalmente letto una bella notizia. In un bar di Roma, la proprietaria ha deciso di affiggere dei cartelli su cui si legge la scritta “VIETATO PARLARE DI CORONAVIRUS”, allo scopo di spronare i suoi clienti a godersi la pausa caffè, lasciando da parte tutta la negatività che nell’ultimo periodo ci portiamo tutti un po’ dietro. E allora ho pensato, non sarebbe un’iniziativa fantastica da seguire anche nella nostra città (quando i bar riapriranno, ovviamente)? I nostri hater diranno che si tratti di negazionismo, o di un atto di “leggerezza”, tipico di quei giovani “frivoli e superficiali”. In realtà, un po’ di leggerezza farebbe bene a tutti, almeno durante un momento così sacro come quello del caffè. Personalmente sono molto stanca di prendere parte sempre alle solite conversazioni sul Covid, che vedono la partecipazione degli stessi interlocutori: “l’informato”, che ogni giorno non vede l’ora di aprire tutti i mezzi di comunicazione che ha a disposizione, allo scopo di scoprire il numero dei contagiati, per poi comunicarlo a parenti e amici; “l’esperto virologo”, che informa i suoi interlocutori sugli effetti benefici della mascherina, o del gel disinfettante, e magari ipotizza anche i possibili scenari futuri; “il complottista”, che ritiene che il Virus sia una messa in scena dei governi, che chissà cosa stanno pianificando alle spalle di noi poveri cittadini… Portando avanti sempre le solite conversazioni, non ci rendiamo conto di tutto ciò che (di diverso dalla pandemia) sta succedendo nel mondo, e che ci stiamo perdendo. Potremmo parlare di numerosi altri argomenti di attualità, cultura, letteratura, moda, politica, economia. E invece, ci ritroviamo ad affrontare un solo ed unico argomento, come se il mondo si fosse fermato. Ma il mondo non si ferma, e sarebbe meglio se ognuno di noi (cito la proprietaria del bar nella capitale) “riprendesse in mano la propria vita”, insieme ai propri interessi, alle proprie conoscenze, alle proprie capacità. Altrimenti, passato questo brutto periodo, cosa ci resterà?

La Signorina Z