di Silvio Mauro

Ciao Roberto, grazie per essere qui con noi oggi.

Ciao, grazie a voi.

Allora, Roberto Cannizzaro capo della Roka produzioni, fresco di apertura della nuova sede qui a Corigliano Calabro (CS). Allora, come nasce Roka Produzioni e cosa ti ha spinto a creare questo progetto? 

Nasciamo come produzione discografica ma preferisco intenderla come una produzione artistica che vuole essere un punto di riferimento in Calabria per tutti quegli artisti che vorrebbero fare qualcosa ma che non sanno da dove cominciare. Partendo dal presupposto che il mercato discografico attuale è un mercato in crisi riguardo la vendita dei dischi, con l’avvento dei digital store si sono aperte nuove prospettive ma questa parte più tecnica, manageriale ed economica passa è in secondo piano. Questo progetto nasce anche grazie a vari incontri, avvenuti con referenti importanti dal punto di vista musicale nazionale i quali spesso e volentieri mi hanno fatto capire che i veri talenti artistici sono al sud, perché al nord non c’è rimasto niente. 

Dalla tua esperienza, riguardo il cosentino guardando anche la Calabria in generale, se potessi generalizzare in un unico genere l’artista calabrese, quale sarebbe?

Dal punto di vista artistico c’è una varietà, da quello che posso interpretare da quelle che sono le mie esperienze, oltre il fenomeno della world music, ovvero la musica etnica che è una musica popolare, esiste un grande fermento di cantautorato, un cantautorato energico e questo è anche dimostrato dalla figura di Dario Brunori che comunque sta riportando il cantautorato italiano in Alge, ed è un calabrese, un cosentino, quindi Dario Brunori che ha ripercosso un pò le strade della vecchia scuola di cantautorato per poi riportare alla luce quello che un pò negli anni la musica italiana aveva perso. E’ anche un pò merito suo se il cantautorato oggi lo ritroviamo all’interno delle classifiche a differenza di qualche anno fa. Poi per quanto riguarda le varie produzioni si può dire che qui in Calabria si va dal pop al rock, dal jazz al cantautorato. 

Data la tua esperienza stavolta a livello organizzativo per quanto riguarda i concerti, c’è un reale sostegno da parte dei vari enti per questo tipo di eventi?

Si parte secondo me dalla mancanza di educazione e la mancanza di rispetto verso l’industria culturale. L’Italia, il paese dell’arte e della cultura per eccellenza, il paese che ha il maggior patrimonio dell’unesco, è un paese che non rispetta l’arte, gli artisti e che vede l’arte come un passatempo. Pertanto noi che lavoriamo in questo settore, spesso e volentieri ci ritroviamo a confrontarci con persone che non rispettano il nostro ruolo con persone che non sanno neanche come funziona l’industria culturale, quali sono le figure operate all’interno, in particolar modo nel mercato discografico dove per produrre un album ci sono tantissime figure, ma questa è una critica che muovo anche verso i musicisti che non sanno come funziona una casa discografica. Pertanto, tornando alla tua domanda, ti rispondo in maniera molto secca: manca l’educazione e il rispetto verso l’industria culturale. 

Da proprietario della Roka Produzioni, hai degli artisti sotto la tua ala, parlaci un pò di loro.

Gli artisti sono tutti scapestrati, vanno guidati, vanno rimproverati perché anche loro spesso e volentieri pagano il prezzo della mancanza di rispetto verso le figure dell’industria culturale. E’ facile perdere l’orientamento, è facile perdersi, è facile non aver più fiducia in quello che è il proprio progetto. Di artisti ce ne sono tanti, gli ultimi prodotti come: Antonio Algieri, l’Enigma, i dipità, Marco Mingrone che è un cantautore che adesso uscirà il suo secondo album, insomma ce ne sono tanti.

Nel nostro territorio, una figura come la tua che ricopre un ruolo discografico non è ben compresa. Come dicevi tu, non hanno ancora in mente come funziona questa attività. Ci vuoi spiegare come funziona un’etichetta discografica con tutti i suoi derivanti?

L’etichetta discografica è soltanto uno degli ultimi step quando si parla di produzione, quando si parla invece di produzione artistica bisogna partire dalla base, dalla ricerca dell’artista da produrre da curare e da mettere in commercio. Detto così sembra semplice ma a realizzare la produzione di un disco passano 2 anni e non te ne accorgi. Come dicevo prima, in primo luogo noi dobbiamo ascoltare e guidare l’artista su cosa può e cosa non può fare, quale direzione prendere per arrivare a questo tipo di prodotto. Il prodotto artistico va pensato come una tua crescita personale, non per diventare famoso, poi, quello che viene pian piano ben venga. E’ un mondo difficile, perché una canzone come un disco è un prodotto commerciale, e per essere conosciuto deve essere promosso. Ci vuole tanta tanta promozione. Pertanto se dovessi descriverti quella che è la filiera della produzione artistica parto dal solito esempio: Fra martino. Frà Martino è la classica canzone che ha un testo, una musica e un arrangiamento. La produzione artistica, parte dall’estro, da una canzone. La canzone quindi è l’insieme di testo e musica, che poi viene arrangiato da musicisti. Poi si entra in studio a registrare, poi si va in studio di editing, mix e mastering. Ogni parola che dico sono figure personali diverse, quindi c’è l’autore, il compositore, il tecnico di ripresa, prima ancora l’arrangiatore, tecnico di editing e tecnico di missaggio e mastering. Questo solo per avere la canzone finita su Pennetta usb. Dopo si passa alla stampa del disco, quindi c’è un book fotografico, poi c’è la creazione grafica del disco quindi anche il package del disco, la stampa del disco, il diritto d’autore, le edizioni musicali, la distribuzione nei digital store, quindi quello che si occupano le case discografiche con le varie royalty da distribuire in base le vendite in base a download, streaming ai vari artisti. Dopo un anno e mezzo di lavoro, ti ritrovi con un’opera d’arte chiusa nel cassetto, perché? Perché poi manca la forza d’investire in promozione. Il disco è brutto dirlo ma è un prodotto commerciale, se non viene promosso non lo conoscerà nessuno non lo ascolterà nessuno e il disco rimarrà fermo. Quindi, la vera grande difficoltà all’interno della produzione è quella di trovare la giusta chiave per far conoscere e veicolare queste canzoni. Spendere molte risorse in quella che è la promozione discografica del progetto. Per non parlare dei videoclip! Una volta creato tutto questo, si passa a quello che è il Booking e il management, quindi la vendita dell’artista all’interno dei vari contesti live o nei vari contesti dove l’artista può proporre la sua arte. Altro grande problema, perché in Italia l’ascolto della musica inedita è sempre più difficile averlo.

Fai parte di Calabria Sona anche insieme alla tua Roka Produzioni e Tarantarsia, fondato da Massimo Bonelli (oggi ai vertici di (ICompany), Giuseppe Marasco.

Questo circuito si occupa di promozione degli artisti calabresi su quelle che sono le varie piattaforme: dalla tv, alle radio che curiamo noi personalmente, agli eventi ai festival. In primo luogo il Calabria sona nasce non per gli artisti, ma nasce come rete per i festival importanti calabresi tra cui il nostro Tarantarsia che dopo il festival di Colonia rappresenta il festival più importante per quanto riguarda la popolar music. Nasce da questo movimento musicale per poi allargare il circuito ai musicisti e tutti i generi derivanti dalla popolar music. 

Hai collaborato con molti artisti. Qual è la collaborazione che ti ha dato più gioia o che ti abbia riempito dal punto di vista umano/artistico?

Sarebbero tanti gli esempi. Sicuramente dal punto di vista nazionale da Maurizio Solieri a Ricky Portera, sono molto legato a quest’ultimo. Per me è uno dei migliori chitarristi che abbiamo nel mondo per l’anima che ha a livello musicale. E’ un grandissimo musicista, è una persona che comunque da tanto a livello musicale e pretende tanto. Ricordo benissimo le date in tour con lui quando si saliva su un palco non c’era una scaletta, lui partiva con delle canzoni e diceva: “Voi da professionisti, mi dovete venire dietro. Non vi dico né brani, né tonalità. Dovete suonare” E’ stata un’esperienza dura ma bella e anche molto formativa. Quando hai a che fare con gente che ti da una scaletta e poi sale sul palco facendo tutt’altro….una volta abbiamo fatto 3 date di fila, il terzo giorno saliamo sul palco e comincia un repertorio totalmente diverso da quello delle serate preedenti, mettendoci severamente alla prova. Lì, capisci l’essere musicista cosa significa. Ha scritto pagine importanti della musica italiana, ha fondato gli Stadio, era il chitarrista di Lucio Dalla. E’ un personaggio importante, una persona che ti da sul palco anche ansia, perché è una persona forte dotata di grande carisma e stiamo parlando di un giovanotto di 60 anni che quando tocca la chitarra te la fa parlare. Poi l’esperienza con il maestro Zanotti che mi ha insegnato una cosa importante: l’entusiasmo. Zanotti è un ottimista, lui parla solo di grandi successi. Quando fa qualcosa è contento come un bambino. Un altro bambinone di 60 anni che comunque quando si mette li a produrre, che ci sia Celentano, Antonacci, Claudio Baglioni o gli Indie Project o artisti più giovani lui è sempre contento. Vedi la felicità nei suoi occhi, trova un suono nuovo, gli piace ed è contento. Non ha in testa chi c’è, lui deve fare questo, punto. E’ fatto in questo modo, da lui bisogna imparare questo approccio ottimista sempre col sorriso a prescindere da chi ci sia in studio.  

Progetti imminenti. Cosa hai in riserbo? 

Ci sono tante cose. Ma tutto è mirato ad alzare la qualità artistica del nostro territorio. Parlare esclusivamente di un progetto artistico sarebbe riduttivo, in questo momento ti parlo di quello che è l’esigenza. L’Italia è una nazione difficile, la Calabria non ne parliamo proprio, però prendiamo spunto dalla Puglia data la vicinanza e cerchiamo di metterci d’accordo noi operatori, musicisti e privati a creare una rete e qualcosa di serio all’interno dei nostri territori. Il vero progetto è questo qui.

Bene, ti ringrazio per essere stato con noi Roberto. Hai un messaggio per i nostri lettori?

Ascoltate e aiutate la musica inedita. Cerchiamo di scoprire gli artisti che ci sono vicino per poi passare ad altro.