Redazione

Il via vai assurdo e stressante che noto in questi giorni di agosto, mi spinge a pensare che più passa il tempo e meno capisco vacanze e vacanzieri. Ciò mi capita perché pur riconoscendo a molti l’esigenza di fermarsi almeno una volta l’anno, soprattutto quando si fanno lavori pesanti, mi viene difficile capire come certa gente possa pensare di riposarsi, di questi tempi, sotto l’ombrellone. Esistono molti buoni motivi per dubitarne. Il primo che mi viene in mente riguarda coloro che svolgono mansioni manuali, le più faticose, che d’estate fanno avanti e indietro dalle nostre spiagge. Per cui mi chiedo: ne vale davvero la pena? Rispondere sì è difficile, perché in agosto arrivare in spiaggia è un’impresa stressante. Intanto, perché col traffico demenziale che c’è sulla via Provinciale, l’unica che collega il centro col mare, s’impiega circa mezz'ora a raggiungere Schiavonea. Poi, una volta al mare, bisognerà farsi spazio per intrupparsi in una folla vociante e spesso zotica, anche quando si fa la scelta del lido. Per cui, alla fine, mi chiedo che senso abbia uscire dalla città per riposarsi, quando si finisce su spiagge altrettanto incasinate da auto, musica ad alto volume e dal vociare di persone scostumate, per giunta in costume e, quindi, abbastanza ributtanti? Credo nessuno, anche se contro l’istinto nulla si può fare: quando arriva la stagione del caldo e delle ferie la gente non resiste al richiamo del mare e alla tentazione di caricare la macchina di cianfrusaglie e partire. È demenziale, incredibile, ma è così. Un’esperienza che non consiglieremmo a nessuno, tanto meno a chi ha svolto, per 11 mesi, un mestiere faticoso, come potrebbe essere quello d’imbianchino o di muratore. Ha fatto per tutto l’anno avanti e indietro da casa al luogo di lavoro e, spesso, dai magazzini di materiale edile, portandosi appresso tutti gli attrezzi del mestiere, da caricare e scaricare ogni giorno. Un vero e proprio massacro, i cui disagi, anche se è difficile crederlo, incontra anche durante le vacanze. Infatti, cos'altro è il portarsi avanti e indietro da casa fino al mare ombrelloni, sedie, lettini, borse termiche, salvagente, se non l’equivalente del portarsi dietro scale, cazzuole, pennelli e quant'altro serve al lavoro? Un’assurdità, che ci lascia la convinzione che per molti, forse, non c'è nulla che attiri maggiormente della vacanza masochistica. Cosicché si crea una situazione assurda, un controsenso: chi ha faticato per un anno, fatica anche durante le vacanze, sopportando scomodità infernali per mettere un piede in mare. È difficile da capire, ma questa è la realtà. E anche se non abbiamo la forza di sconsigliare simile esperienza a chi l’ha già fatta, non possiamo esimerci dall'osservare che, forse, dinanzi a un simile disastro sarebbe preferibile qualche passeggiata serale nei nostri meravigliosi centri storici, quelli sì molto belli e rilassanti, piuttosto di avventure strazianti sulle battigie o i lungomari affollati. Alla fine ci sentiamo di fare un’unica conclusione: le ferie sono un diritto, ci mancherebbe. Però sarebbe opportuno non concentrarle per tutti in agosto, come avviene in vari altri Paesi. Anche in vacanza meno siamo e meglio stiamo. Scaglionare per non scoglionare. Buone vacanze.