Quel tale diceva che la “madre dei cretini” è sempre incinta. Oggi il cretino, qui in particolar modo, prende le fattezze del “sincero democratico”. Il quale è talmente convinto delle proprie idee che non solo apostrofa come “immorale” chi la pensa diversamente, ma strumentalizza cinicamente ai suoi scopi o a quelli di altri “sinceri democratici” puntuali pagatori, anche episodi banali di normale vita o dialettica politico-amministrativa, come quelli che nei mesi scorsi hanno visto protagonisti Enzo Siinardi, già responsabile del settore finanziario del comune e, per poco, assessore al bilancio, e Giuseppe Geraci.

Non staremo qui a raccontare i fatti che hanno riguardato Siinardi e Geraci, perché troppe sono state le volte in cui il web li ha raccontati, a cominciare dall’ultima, in cui si dice, con tanto di foto a commento, che tra i due sarebbe scoppiata la pace, ammesso che guerra ci sia mai stata. Qui, piuttosto, ci preme mettere in evidenza come agiscono i “sinceri democratici”, che, sempre pronti a omissioni e mille distinguo quando si tratta di affrontare argomenti seri della politica e del territorio (che rischierebbero di vederli davvero coinvolti dalla parte degli accusati), inveiscono contro il “malvagio” Geraci e le becere forze che lo favorirebbero in questo momento in città. Senza andare troppo per il sottile, strumentalizzando tutto ciò che Siinardi ha detto e fatto, in buona fede, creando casi di malamministrazione li dove non c’erano (come la comica vicenda dei documenti sugli incentivi alla produttività dei dipendenti che Geraci avrebbe nascosto, quando in realtà erano documenti allegati alle carte di un consiglio comunale appositamente convocato), accomunando, nel malaffare, tutti coloro che si sono mostrati contrari a quel moloch burocratico in cui ha preso forma la protesta di un forse aizzato Siinardi, che un sano confronto personale o istituzionale, così com’è avvenuto, avrebbe sicuramente smorzato, impedendo a qualcuno di soffiarci sopra.

C’è stato anche chi ha diffuso sui Social l’idea che l’ex responsabile del bilancio comunale potesse essere un serio e pericoloso candidato a sindaco, quando forse neanche lo stesso Siinardi ne era al corrente. E non stiamo parlando certo di sprovveduti, bensì di pezzi della nostra classe dirigente. Gli stessi che, casomai, domani definiranno sempre sul web “indecente” o “sospetta” la notizia dell’incontro tra Geraci e Siinardi. I quali, tra l’altro, hanno avuto un sincero confronto, che ha portato a chiarire molti dei temi scottanti della città, finito con una cordiale stretta di mano. Come due buoni amici, che si ritrovano per evitare una pericolosa deriva che però, al contrario di quel che pensano certi moralisti, non credo sia affatto scontata.

Al contrario dei nostri “sinceri democratici” un tanto al chilo, che sanno sempre da che parte sta la morale e la verità, cioè dalla loro parte, Geraci, in verità, ha sempre affrontato con prudenza e un sano pragmatismo la questione del suo ex assessore al bilancio. E, forse, è stata la scelta migliore, perché ha espresso senza pregiudizi le proprie idee, evitando così di farsi imporre dagli eventi un “ricatto psicologico”. Credo che la gente lo abbia capito e apprezzato. Il “sincero democratico”, invece, proprio su questo ricatto voleva giocare. Senza un minimo di ritegno e pudore, ma anzi con la sfrontatezza di accusare gli altri di indecenza. Gli è andata male e ora riprovarci sarà sempre più difficile.