di Edilberto de Angelis

Caro direttore, poiché ti so molto interessato a ciò che avviene nei nostri ospedali, questa volta ti inviterei a fare un giro dalle parti della sala prelievi dell’ospedale di Rossano. Ti verranno i brividi, perché lì la gente mette davvero a rischio la propria salute. E ti garantisco che non è uno scherzo, considerando che vi sono locali adattati e usurati dal tempo e dall’incuria (quindi non idonei a ospitare un moderno laboratorio ospedaliero); disordine e lunghe file d’attesa in un corridoio piccolo e buio, che nulla ha a che vedere con una civile sala d’aspetto; pazienti che si spostano da una stanza all’altra con le provette in mano; locali non molto puliti, mattonelle rotte, termosifoni e porte anneriti dalla ruggine, dalla polvere e dal tempo; impiegati che all’improvviso lasciano l’accettazione per trasformarsi in addetti ai prelievi, ovviamente senza guanti e camice. Davvero una situazione di degrado. Con l’aggravante che si tratta di locali, che stanno al quinto piano dell’ospedale (perciò in una zona quasi irraggiungibile per anziani e disabili), da cui passano di continuo, per via di un ascensore di servizio che è lì a due passi, inservienti, con al seguito secchi della spazzatura, sacchetti con immondizia, scope, spazzoloni e prodotti per le pulizie. E visto che all’orrore e alla sporcizia non c’è mai fine, ecco lettini, sedie e attrezzature da terzo mondo; polvere e macchie sulle finestre, porte scassate, per non parlare di alcuni fili della corrente elettrica che sembrano "volanti". Insomma, una situazione pazzesca, da incubo, che va ben oltre l’immaginazione e che proprio per questo andrebbe segnalata ai NAS, per le “cure” del caso, come sul dirsi da quelle parti, perché non dobbiamo dimenticare che in quei locali a dir poco fatiscenti e dalle pessime condizioni igienico sanitarie, vengono eseguiti quasi tutti i prelievi dei reparti del nosocomio rossanese, oncologia compresa. Per cui, come dice un operatore che preferisce rimanere anonimo, “qui non ci sono le condizioni lavorative minime per gli operatori e i pazienti, manca qualsiasi requisito igienico-sanitario e magari anche relativo alle norme antinfortunistiche”. “Non ci sono neanche i servizi igienici - prosegue -. Così capita di notare pazienti che, quando hanno bisogno e quand’è possibile, sono costretti a chiedere l’uso dei bagni dell’attiguo reparto di oculistica”. Ma la situazione peggiore in assoluto, secondo alcuni, è quando infermieri o inservienti, con una specie di contenitore, portano i prelievi al laboratorio analisi, che sta da tutt’altra parte. Un incubo, insomma, che nessuno dei dirigenti dell’ASP si è mai preoccupato di dissolvere. Cosa che capitano nella vicina e colta Rossano. Quella, tanto per capirci, che da sempre vorrebbe darci lezioni di civiltà e buone maniere. Ma ci faccia il piacere.