di Edilberto de Angelis

Anche a queste latitudini quasi tutti i partiti, in vista delle prossime elezioni politiche, hanno riempito le loro liste di candidati giovani o alle prime armi, nella speranza che questi ultimi siano in grado di sostituire quelli al tramonto, considerati inetti. Potremmo anche sbagliarci, ma valutando i nomi e le storie personali (e politiche) dei nuovi personaggi che avanzano, non possiamo di certo star tranquilli, perché trattasi di nullità. Per cui il minimo che possiamo augurarci è che il 5 marzo il pallino della politica resti ancora nelle mani salde dei vecchi, sulla cui abilità c’è poco da eccepire. Infatti, i mali di oggi sono conseguenza del colpo di stato di mani pulite, quando i grandi partiti crollarono allorché i vecchi esponenti, all’epoca, furono costretti, dal luccichio delle manette, a mollare le redini ai giovani o alle seconde linee, che, essendo in tenera età o facce nuove e avendo una laurea (magari senza aver studiato), si sono sentiti dei padreterni e invece erano (e sono) dei coglioni integrali. Non credo nei cicli e nei ricicli storici, ma è un fatto che oggi come ieri i migliori siano i vegliardi e non è un incidente che molti di essi siano ancora alla ribalta, privi di successori. Per cui, in queste elezioni, gli unici candidati locali degni di nota ci sembrano gli "esperti" Mario Gallina e Angelo Broccolo, che si esibiscono ancora una volta sulla pista politica e non su Scherzi a parte e, contro ogni previsione, si stanno battendo con forza per fare bella figura alle prossime elezioni di primavera. Gli auguriamo di farcela, pur non stando, noi, dalla loro stessa parte. Il loro sforzo comunque è lodevole e andrebbe premiato per il solo fatto di voler riportare la politica agli antichi fasti, che spesso hanno coinciso con le idee e la cultura. Candidati del genere, che vedo determinati e in gran spolvero, sono da apprezzare, perché comunque fanno tremare i polsi a coloro che prematuramente avevano dato per moritura la politica vera, quella fatta con attenzione, competenza, capacità e passione. E poi, lasciatemelo dire, una sinistra radicale rivitalizzata ci fa divertire, perché disturberà i sonni e i giochi della cosiddetta sinistra al caviale, quella più attenta alle scarpe di Firrao che alle scarpe bucate della povera gente, rendendo incerto l’esito delle votazioni, almeno in questo collegio. Infatti, non dobbiamo dimenticare che la sinistra ha vissuto, di recente, momenti drammatici: fughe, scissioni, liti e addirittura risse. Tra i progressisti non c’è ancora pace e non si ipotizza neppure la possibilità sia recuperabile un minimo di concordia. Ecco perché per Gallina e Broccolo sarebbe un colpaccio se riuscissero a condizionare l’esito delle consultazioni. Sarebbe il trionfo di chi rappresenta pur sempre la nostra vecchia tradizione politica. Viva la gerontocrazia al potere.