di Teodoro F. Klitsche de La Grange

A proposito dei seguaci di Greta, basta con gli eufemismi e finiamola col definirli gretini: sono solo cretini. I quali, in questi giorni, con la loro componente più giovane, in nome di Greta hanno marinato la scuola, col consenso di insegnanti e presidi politicamente corretti, e occupato le piazze, per dire basta ai cambiamenti climatici e ai ladri di futuro, che poi sarebbero gli attuali governanti, che starebbero per consegnare ai giovani cretini un pianeta messo peggio del previsto. Noi di idiozie, dette dai giovani, ne abbiamo sentite e ne sentiamo a migliaia, soprattutto in politica dove imperversano, e se prima le sopportavamo, con rassegnazione e umana pietà, oggi ci riesce più difficile, poiché denotano, su un argomento fin troppo delicato, come il clima, una sconcertante ignoranza, dovuta, purtroppo, a poche buone letture e alla frequentazione di cattive scuole, a cominciare dai licei, infestate da insegnanti più ignoranti di loro, che oltre a non sapere un cazzo, soprattutto nelle materie scientifiche, e a inculcargli, sin dall’infanzia, idee sballate che spacciano per verità assolute, evitano accuratamente di far crescere in loro quel pensiero critico che sta alla base dell’orientamento e soprattutto della scienza, di cui fa parte la climatologia, che va avanti grazie a ipotesi e falsificazioni. Perché al di là del fatto se Greta abbia torto o ragione, ciò che fa davvero paura è l’incapacità dei giovani cretini di verificare, col metodo scientifico, appunto, se quel che la giovane attivista svedese dice o le fanno dire sia vero o falso. Non possono accettare i termini della questione proprio come Greta li ha posti. Quindi: è vero o falso che il mondo che stiamo ereditando sia peggiore di quello precedente? E’ vero o falso che i cambiamenti climatici porteranno presto alla distruzione dell’umanità? È vero o falso che causa decisiva e scatenante di questa presunta prossima catastrofe sono i comportamenti degli uomini, la loro industria, l’uso delle automobili, le centrali elettriche, l’allevamento del bestiame e così via? Siccome sono giudizi categorici che Greta asserisce essere basati sulla scienza, con molta calma rispondiamo che proprio la scienza, grazie agli studi dei suoi migliori esponenti, ha dimostrato essere balle, menzogne, vere e proprie cialtronerie. Per cui se i nostri studentelli ignoranti e i loro altrettanto ignoranti insegnanti volessero verificare se ciò che asserisce la totalità della comunità scientifica, smentendo la Thunberg, sia vero o falso, dovrebbero solo studiare, consultare dati, libri, magari applicando, agli studi degli scienziati non gretini, il metodo scientifico, che gli darebbe l’opportunità di scoprire che negli ultimi trent’anni nonostante siano aumentate notevolmente le emissioni di CO2 le condizioni di vita sono migliorate come probabilmente mai accaduto in precedenza. Infatti, c’è meno gente che vive sotto la soglia di povertà, la vita media è cresciuta notevolmente, l’aria è più pulita, la mortalità infantile è calata e il mondo, come ha dimostrato Carlo Rubbia, non si sta affatto scaldando, e anzi le temperature medie sono calate di 2 gradi centigradi e che se la Groenlandia ha questo nome, che deriva dall’inglese Greenland, è perché un tempo, quando ancora non c’erano né fabbriche né automobili, il più grande ghiacciaio del mondo era una terra verde e fertile. E poi, a questi studentelli ignoranti e presuntuosi e ai loro ignoranti e insopportabili insegnanti bisognerebbe spiegare che probabilmente a voler far passare la linea, falsa, dell’origine antropica dei cambiamenti climatici potrebbe essere un potere interessato a far aumentare i meccanismi di controllo che intervengono in maniera dettagliata sulla vita della gente. Una specie di superpotere, abilitato, lui solo, a discernere bene e male. E’ un rischio da brividi, che in nome della libertà non bisogna sottovalutare, specie quando è frutto di farneticazioni populiste, dogmatiche, oscurantiste, inossidabili al dubbio, come quelle che ci hanno invaso tutti e invasato molti. Ecco perché è arrivato il momento di smontare questo palco galattico e imbecille su cui viene trascinata per catechizzarci una ragazzina ignorante come una capra, la quale è competente solo sui suoi sentimenti montati come panna acida da chi finge di volerle bene, e invece le fa marinare la scuola.