Redazione

I social, appena qualche giorno fa, hanno diffuso un video, che mostra Alfio Baffa, candidato alla regione per la Lega di Salvini, che, immerso in una vasca da bagno e con in mano un sigaro cubano e un bicchiere di rum, saluta i suoi amici, dandogli appuntamento da lì a qualche giorno, trovandosi, il derelitto, a Roma, a seguire una manifestazione della Lega. Tra lo stupore, anche divertito, mio e della gente comune il gesto è stato preso sul serio, con toni piuttosto severi (e patetici), solo da alcuni dementi dei social, dalla politica e da una parte della stampa nazionale, che nel gesto dello sprovveduto Alfio, che non aveva alcun significato politico, hanno visto, strumentalmente, forse perché candidato con Salvini, un pericolo capace d’inquinare le elezioni, la convivenza civile, la democrazia, la politica, eccetera, eccetera. Ora, non voglio, qui, riproporre alcune delle stravaganti e insensate reazioni che ho sentito (e letto) sui social, sui giornali e in giro per la città su quest’episodio, perché sarebbe grottesco pensare che il bagno innocente di un dinamico e stravagante ragazzone possa essere una minaccia per il vivere civile o occasione di mobilitazione. Ci mancherebbe altro, soprattutto pensando a pericoli seri quali le mafie e la cretineria dilagante, su cui nessuno, però, in questa squallida campagna elettorale, interviene. Più semplicemente, vorrei che il gesto fosse letto e interpretato per quello che in realtà è: una grande, inconsapevole e involontaria provocazione dannunziana (da seguace, ovviamente inconsapevole, del Vate, i cui legionari andavano in giro nudi, ubriachi e fatti di cocaina per la città di Fiume). L’atto ideale e anticonformista del libertario che taglia i ponti con la tradizione (in questo caso politica). Non me ne voglia Alfio Baffa, che è bravo ragazzo e probabilmente non sa chi sia d’Annunzio e non ha consapevolezza del suo gesto, ma si è trattato della mossa politica (non voluta) più fantasiosa, urticante e significativa cha caratterizzerà una campagna elettorale che si annuncia piatta, grigia, noiosa, idiota e soprattutto senza contenuti. Un vero e proprio evento, un colpo di genio, che ci spinge a lanciare un appello a favore di Alfio e del suo gesto, ormai simboli di un modo nuovo, anche se irritante, di concepire la politica e la vita stessa, nel quale non possiamo fare a meno di cogliere qualcosa di peggiore e di diverso da un manifesto ottimista, nonché indubbiamente sarcastico nei confronti di una politica locale già uccisa da manifesti idioti, promesse irriguardose, pressioni clientelari e mafiose, incapacità e disonestà radicate. Un gesto che dovrebbe indurre chiunque a riflettere, a ribellarsi, a uscire allo scoperto, per esprimere un giudizio più aperto e sincero sulla politica di questo territorio, vittima di idiozie, incapacità evidenti, compromessi e fastidiose diplomazie. Soprattutto in un momento di così grande sfiducia e disorientamento. Ecco perché chiederemo alla gente di simpatizzare per il nostro dannunziano a sua insaputa. Meglio il suo gesto, tutto sommato creativo, spontaneo e innocuo, dei comizi, dei progetti, delle idee balorde e delle bugie grossolane di tanti ciarlatani della politica che tanto male hanno fatto e fanno alla povera gente. Meglio il suo gesto dei silenzi ipocriti del popolo coriglianese. Ancora una volta complice del malaffare e del malfare. Ancora una volta servo dei poteri morti.