Redazione

Non c’è niente da fare, in questo comune, inteso come municipio, ci sono lavoratori di serie A e di serie B. I primi sono di sicuro quelli stabili, che, nonostante l’epidemia, non hanno perso un euro delle loro retribuzioni, non hanno mai rischiato di restare senza lavoro e, in molti casi, grazie al lavoro da casa, hanno anche un’attività meno controllabile e meno intensa. Gli altri, quelli di serie B per capirci, sono invece i precari, soprattutto come quelli delle aziende che hanno fornito al comune servizi essenziali, i cui contratti sono in scadenza e che vivono una condizione terribile, perché rischiano il licenziamento, non hanno prospettive, e, cosa paradossale, in molti casi devono ancora ricevere alcune mensilità delle loro retribuzioni. Tra questi rientrano di sicuro i lavoratori del cimitero di Corigliano, i quali, dopo aver garantito per alcuni anni e in maniera impeccabile i servizi cimiteriali, ridando decoro, dignità e efficienza a un luogo per anni dimenticato, rischiano ora il licenziamento. E questo perché l’appalto affidato alla ditta di cui sono dipendenti è scaduto e presto dovrà essere bandita una nuova gara cui, probabilmente, la loro azienda non potrà partecipare per via di pendenze col fisco. Intanto loro, i dipendenti, vanno avanti lo stesso, alla meno peggio, sperando che la cosa vada per il verso giusto, perché è evidente che in questa situazione, in cui siamo in presenza di gente che ha fornito, all'ente, un ottimo servizio e sotto molti aspetti difficile, soprattutto se si pensa alle 1500 riesumazioni fatte per recuperare nuovi loculi, appena sufficienti a coprire le necessità, il licenziamento appare come un’ingiustizia. È vero che i servizi pubblici esternalizzati una volta scaduti devono essere messi a gara, ma è anche vero che perdere, in un batter d’occhio, gente così qualificata, che ha dimostrato professionalità e di saperci fare col proprio mestiere, è un vero peccato. Ecco perché pensiamo che vada trovata al più presto una soluzione, e ciò per non dare, alla città, un segnale negativo, legato a un pericoloso ritorno al passato, per ciò che riguarda i servizi cimiteriali, e all'impressione che l’amministrazione punti soltanto a garantire i più garantiti senza preoccuparsi degli altri. Sarebbe un grave errore. Così come sarebbe un errore non premiare le capacità e i meriti. E allora si dovrebbe trovare una soluzione, che, nell'immediato, preveda intanto il pagamento delle mensilità ancora sospese (nonostante ci siano i soldi, che andrebbero solo sbloccati), poi la possibilità che una ditta, in attesa della gara d’appalto, assuma provvisoriamente questi lavoratori, che così continuerebbero a fornire alla città l’ottimo servizio fin qui svolto, infine, guardando al futuro, l'inserimento nel bando di una qualche clausola che imponga alla società vincitrice della gara l’assunzione dei lavoratori locali ancora in servizio. Ciò significa, per sindaco, amministratori e burocrati comunali, fare i salti mortali per risolvere un problema che se non risolto farebbe subire alla città un colpo assai pesante per effetto di una scelta irresponsabile. E, pensiamo, non sia proprio il caso.