Chi, parlando di Corigliano, pensa che questa città non sia più quella di una volta, anche dal punto di vista dei sapori, perché si ricreda dovrebbe fare una visita al Civico 88, “bar e cucina”, di Via Provinciale a Corigliano Scalo, che è un’oasi di civiltà non solo enogastronomica. Dove la prima cosa che ci ha colpito è il pavimento a scacchi, che ci ha fatto subito escludere che ai pochi tavolini si potesse mangiare qualcosa di ovvio e impreciso. Un azzardo, chiaro, ma da qualche indizio bisognava partire. E ci abbiamo preso.

La non ovvietà del Civico 88 risiede nella cucina che vi si propone, che spazia dal nazionale all’etnico e l’etnia di riferimento, vi garantisco, non è solo quella calabrese. E quindi una pappardella con peperoni e taleggio, una tagliatella con zucca e speck, una maltagliata con ceci, delle orecchiette cime di rape e acciughe, uno spaghetto con bottarga e verdure, una pasta cavolfiori romani e acciughe, dei pizzoccheri con verza taleggio e patate, tutti primi perfettamente eseguiti, perfettamente e inspiegabilmente: come si può spadellare così bene in una cucina così piccola? Dateci un’occhiata, sarà tre metri per due. Talento innato? Grande tecnica? Qualunque cosa sia ce ne sarebbe bisogno un po’ dappertutto, nei nostri ristoranti, dove della cucina, spesso, si fa strame.

Non abbiamo ancora citato i secondi piatti superlativi ovvero l’ossobuco di vitello con polenta o riso e zafferano, la tagliata di manzo con verdure e aceto balsamico, il baccalà alla vicentina, l’arista di maiale ai pistacchi con patate e mele, le costatine di maiale alle prugne, gli involtini di verza con patate alla curcuma, il salmone farcito con spinaci e scalogno e il coniglio al marsala che a mangiarlo sembra di compiere un sacrilegio. Ottima anche la musica e ottimi anche i vini, perché sugli scaffali abbondano rossi, bianchi e rosati delle migliori cantine italiane.

Corigliano non è più quella dei bei tempi, certo, però adesso c’è Civico 88.