Visioni mediterranee

26 Mar 15
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Raffaele Corrado ha costruito questa raccolta d’immagini su di un territorio, di cui delimita la dimensioni e di cui coglie le relazioni umane. I monti e la pianura sono gli inizi, ma vengono poi la vegetazione e, subito, gli uomini, i centri storici, il mare, la campagna o, ancora, le tradizioni. Ebbene, tutto questo, che è il ritratto di una cultura, del suo spazio e del suoi modelli di appropriazione di questo spazio di questo spazio, è anche procedimento di sovrapposizione di differenti scritture: da una parte quella “realistica”, propria della fotografia, dall’altra quella un po’ “onirica”, che dà anche titolo al libro, che ci parla fuori dal tempo e dallo spazio.

Ma l’autore carica queste immagini di un discorso in sequenza che ci sembra di grande interesse: dal territorio alle persone, ancora al territorio, le zone di narrazione con figure e aree più larghe, di contemplazione, poi una tensione drammatica e, di nuovo, il largo degli spazi. Corrado, dunque, componendo a posteriori, con immagini scattate nell’arco di alcuni anni, ritiene di costruire un racconto, perciò organizza le foto come capitoli di un ideale romanzo, anche se, fermandoci al solo significato delle immagini, non manca un’analisi neorealistica delle culture del Sud.

Noam Eisenberg

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