di Anton Giulio Madeo

Caro direttore, questa volta, bisogna proprio dar ragione ai tuoi detrattori: l’assessore al turismo di questa città non è un incapace, bensì un fuoriclasse, perché feste e festicciole, da lui volute e organizzate, stanno animando l’estate di Schiavonea come non mai. Ovunque è un successone. Infatti, mi dicono che dappertutto c’è un turbinio di gente e tanta vivacità e che il senso di allegria è così alto e diffuso da aver fatto scivolare nel dimenticatoio persino la variante OMICRON, pensa un po’. Insomma, un miracolo e ne siamo lieti, per cui ci complimentiamo con l’assessore, anche se, devo dire, quest’euforia che si sta diffondendo dappertutto, non ha contagiato il tuo giornale, che tende a essere ancora critico con il buon Costantino e la sua estate. Perciò, visti i risultati, posso dire che su quest’argomento, caro direttore, forse hai toppato, e ti spiego perché. Intanto, forse non tutti sanno che il turismo è un’attività produttiva e non ricreativa, per cui, in un contesto politico-amministrativo serio e non di decerebrati, come il nostro, andrebbe inserito in un ampio assessorato all'economia, che, coordinando e facendo interagire tra loro classe dirigente e settori comunali, favorirebbe quella cultura dell'accoglienza (che vuol dire tutela dell’ambiente, legalità, sicurezza, cultura d’impresa, concorrenza e libero mercato, servizi pubblici efficienti, fisco e burocrazia leggeri, recupero dei beni culturali, decoro urbano e tant'altro che non starò qui a elencare) fondamentale per la crescita di un prodotto turistico di qualità. Il quale, così, starebbe finalmente in cima ai pensieri della politica, tutta, che finora non ha mai messo questi temi al primo posto nella sua agenda. Infatti sono anni, è giusto ricordarlo, che di queste cose se ne parla, ma vagamente, poiché tutti hanno sempre preferito occuparsi, per ovvie ragioni di incapacità e di consenso, di altre tematiche, molto meno impegnative e molto più pop e visibili, a cominciare dagli eventi estivi, dalla famosa estate coriglianese o rossanese, che faceva un po’ il verso all'estate romana dell’architetto Nicolini, che aveva come sfondo tutt'altra realtà, soprattutto culturale. Perciò, con una classe dirigente del genere (o degenere, fate voi), che di tutto si è preoccupata tranne che della crescita economica del settore turistico, e quindi del territorio, era normale che invece di un assessorato all'economia nascesse un assessorato al turismo, inteso non come promozione turistica, perché prima di promuovere un prodotto lo devi avere, ma come un assessorato all'effimero, alla leggerezza, alle feste e all'intrattenimento dei pochi temerari che ancora frequentano le nostre spiagge, che tanto piacciono all'assessore al turismo, che proprio per questo è un fuoriclasse, perché il tipo di delega che ha ricevuto presuppone proprio quest'unico compito: far divertire il popolazzo. E come dicono le cronache di questi giorni ci sta riuscendo perfettamente. È un po’ il ritorno dell’antico “panem et circenses” di Giovenale, con la differenza, però, che qui, oggi, il tema del “panem”, che diventerà, a breve, drammaticamente serio se non una vera e propria emergenza, non è più eludibile e rappresenta, a differenza del circenses, un evidente problema politico per chi amministra la città, che forse non si è reso conto del cambio di fase, a livello nazionale e internazionale, che c’è stato. E per capirlo più che qualche festa sarebbe bastato farsi un giro per la città. Per cui, caro direttore, in attesa dell’autunno, goditi le feste estive dell’assessore al turismo, un uomo che da brocco è diventato un purosangue. Fattene una ragione. Buone vacanze.