Redazione

Dunque: cerchiamo di capirci qualcosa su questa vicenda di Albino Ruberti, capogabinetto del sindaco di Roma, Gualtieri. Il quale, secondo una ricostruzione fatta dal quotidiano Il Foglio, forse di fronte a un tentativo di corruzione, sarebbe andato in escandescenza, in un ristorante romano, minacciando di morte colui che avrebbe provato a corromperlo. Ora, sulla faccenda si è scatenato un putiferio, nonostante sia ancora tutta da chiarire, perché la politica, sotto elezioni, ha cercato subito di strumentalizzarla. Qui, invece, ci sembra che la riflessione da fare sia di altra natura. Intanto, pur se condannabile, la reazione di Ruberti potrebbe essere più che legittima. Perché un onest'uomo non può accettare a cuor leggero un tentativo di corruzione (ammesso che si tratti di questo). Pensiamo che chiunque avrebbe fatto la stessa cosa. Ma ciò che ci lascia perplessi, non è tanto la reazione di Ruberti, quanto il tentativo di corruzione, che se confermato dimostrerebbe ancora una volta quanto la politica, e tutto ciò che le ruota attorno, siano ormai pensati e avvertiti come luoghi di malaffare, corruttibili, che possono essere comprati e venduti a qualunque prezzo e in qualunque momento. È una brutta storia, sulla quale i partiti dovrebbero riflettere, perché qui ci sono di mezzo le istituzioni, alle quali bisogna ridare credibilità e nelle quali c’è ancora tanta gente brava e capace, a cui i cittadini devono rivolgere mille attenzioni. Altro che corrotti.