di Anton Giulio Madeo

Non conosco i luoghi e i locali della movida estiva. Li ho sempre ritenuti pessimi, per cui ne sono stato sempre lontano, almeno fino all'altro ieri, quando ho deciso di andarci, dopo aver incontrato un mio vecchio amico. Il quale, pensando a ciò che accade, mi ha ricordato la nostra estate, che noi giovani di allora, a differenza di quelli di oggi, aspettavamo con ansia e impazienza, perché era il periodo della trasgressione, che ognuno di noi viveva a modo suo. Per cui c'era chi era portato a stare fuori fino a notte fonda, chi a frequentare locali e discoteche, che aprivano solo in quel periodo, magari per acchiappare le ragazze, chi a bere qualche drink di troppo e a farsi una canna e chi, come il sottoscritto, a sperare di conoscere gente nuova, di solito eccentrici forestieri in vacanza, che ci affascinasse con idee e racconti improbabili. Insomma, per noi, quella era la vera trasgressione, perché era unica e personale e che pur durando poco era pur sempre strumento di conoscenza, di progresso e, al contempo, fonte di forti emozioni e quindi di autostima. Purtroppo non si può dire la stessa cosa dell’estate di oggi, che non è per niente trasgressiva, perché ti accorgi che oggi, in giro, per i luoghi della movida, più che persone interessate a fare esperienze nuove e a provare singolarmente emozioni forti, trovi tanti perfetti cretini, che non trasgrediscono un cazzo, interessati, magari per noia o perché è di moda, solo al rito collettivo dello sballo, che non è più trasgressione, sogno, ribellione, ma stordimento e fottuta normalità, che esiste tutto l’anno, sempre e ovunque. Infatti, essendo diventato un rito ordinario, banale e quasi quotidiano, un po’ come pranzo e cena, non è più rivoluzionario, non sconvolge e imbarazza più nessuno, tutti si ci sono abituati, ci mancherebbe, sia quelli che partecipano a questo rito ottuso e grottesco, sia i genitori di tanti di questi ragazzi, che quando si accorgono che qualche loro figlio non si sbronza, non si fa le canne o torna a casa presto, si pure preoccupano, ritenendolo un disadattato. Ciò vuol dire che lo sballo, oggi, è la sola cosa cui i nostri più o meno giovani sono interessati, un’abitudine, al di là di quando e dove si faccia, altro che trasgressione. Ecco perché, alla fine di questo percorso nei luoghi estivi della movida, tornando a casa, mi sono chiesto: ma allora, i trasgressivi di oggi chi sono? Forse quelli che trovano ancora gioia e piacere nelle piccole cose che possono dare emozioni e conoscenza, come una passeggiata, nel più totale deserto, su via Fontanelle allo Scalo di Corigliano oppure un pellegrinaggio (come il cammino di Santiago, ad esempio), il turismo esperienziale negli antichi borghi o un percorso enogastronomico o culturale alla scoperta di gente nuova e vera, dei nostri sapori e delle nostre bellezze artistiche, architettoniche e paesaggistiche. Tutte cose, però, che abbisognano di un unico ingrediente: la curiosità, che forse i giovani di oggi hanno perso o non hanno mai avuto.  Alla prossima.