{"id":1013,"date":"2020-02-08T18:56:41","date_gmt":"2020-02-08T18:56:41","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2020\/02\/08\/dite-a-jole-santelli-di-non-dire-cazzate-sull-alta-velocita\/"},"modified":"2020-02-08T18:56:41","modified_gmt":"2020-02-08T18:56:41","slug":"dite-a-jole-santelli-di-non-dire-cazzate-sull-alta-velocita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2020\/02\/08\/dite-a-jole-santelli-di-non-dire-cazzate-sull-alta-velocita\/","title":{"rendered":"Dite a Jole Santelli di non dire cazzate sull\u2019alta velocit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1012\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/altavelocita.jpg\" alt=\"\" width=\"380\" height=\"190\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/altavelocita.jpg 800w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/altavelocita-300x150.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/altavelocita-768x384.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 380px) 100vw, 380px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma_redazione}In una delle sue prime uscite pubbliche, da neo eletta governatore della Calabria, Jole Santelli ha rilanciato la tesi secondo cui per far crescere questa regione ci sarebbe bisogno dell\u2019alta velocit\u00e0. Lo ha detto con convinzione, forse perch\u00e9 pensa, come tanti calabresi, che le aree con collegamenti AV crescano molto di pi\u00f9 di quelle che ne sono prive. Ma ne \u00e8 sicura? \u00c8 sicura che una migliore dotazione di ferrovie possa avere un forte impatto sulla crescita di una regione o, in generale, di un\u2019area svantaggiata del paese? Perch\u00e9 se cos\u00ec fosse, avremmo gi\u00e0 dovuto averne un riscontro che, purtroppo, non c\u2019\u00e8. Infatti, dal completamento dell&#8217;AV a oggi di crescita ne abbiamo vista assai poca, soprattutto al Sud dove i livelli di reddito sono precipitati e non sono pi\u00f9 risaliti al livello pre-recessione. Si pu\u00f2 certo sostenere che senza alta velocit\u00e0 l\u2019evoluzione, in alcune aree, sarebbe peggiorata ma \u00e8 indubitabile che l\u2019AV non abbia rappresentato, come ripetuto con insistenza da pi\u00f9 parti, un \u201cvolano per l\u2019economia\u201d. Tale conclusione non dovrebbe stupire pi\u00f9 di tanto se si leggono alcuni studi che tengono conto del bacino d\u2019influenza della nuova infrastruttura. Non vi \u00e8 dubbio che, anche grazie all\u2019apertura al mercato, l\u2019AV abbia avuto una crescita rapidissima ma non dovremmo dimenticare che essa soddisfa una piccola nicchia della mobilit\u00e0. Si tratta di poco pi\u00f9 di 150.000 viaggi al giorno. Su 1.000 italiani ve ne sono meno di 2 che salgono su un Frecciarossa o Italo. Per quanto possa essere cresciuta la produttivit\u00e0 di queste persone che prima si spostavano in aereo o in auto o che non effettuavano il viaggio, \u00e8 davvero difficile pensare che questo effetto possa avere dei riflessi evidenti sul PIL nazionale. E sono una piccola minoranza anche coloro che utilizzano i servizi ferroviari locali: secondo l\u2019ISTAT un milione di italiani usano ogni giorno il treno. D\u2019altra parte, se si analizza l\u2019evoluzione della ricchezza prodotta nelle province il cui capoluogo \u00e8 sede di una stazione sulla rete AV emerge un quadro assai disomogeneo. Tra il 2008 e il 2016 il PIL \u00e8 aumentato del 13,4% nella Provincia di Bologna, del 3,2% in quella di Roma ed \u00e8 diminuito del 3,2% a Napoli che ha fatto peggio della Campania nel suo insieme. Appare dunque evidente come il disporre di un collegamento ferroviario veloce per gli spostamenti di lunga percorrenza e di un servizio di pi\u00f9 alto livello qualitativo per quelli locali non \u00e8 affatto condizione sufficiente per garantire la crescita. Si pu\u00f2 altres\u00ec aggiungere che il trovarsi in prossimit\u00e0 di una linea AV non \u00e8 condizione necessaria allo sviluppo: la performance migliore tra le province italiane negli anni successivi al 2008 \u00e8 quella di Bolzano il cui capoluogo dista 250 km dalla pi\u00f9 vicina stazione AV e il cui PIL \u00e8 cresciuto quasi il doppio rispetto a Milano e sei volte tanto quello di Roma (figuriamoci rispetto al Sud). Si pu\u00f2 dunque crescere molto senza AV e decrescere avendone a disposizione in abbondanza. Dobbiamo dunque pensare, seguendo questi studi, che le infrastrutture non abbiano alcun impatto positivo sulle prospettive di sviluppo di un territorio? Certamente no, ma appare evidente che una miglior dotazione infrastrutturale non sia un elemento determinante. Occorre quindi valutare con attenzione i singoli progetti per comprendere se il costo da sopportare \u00e8 giustificato o meno e non gettare al vento i soldi del contribuente prospettando inverosimili miracoli economici. Sono dunque necessarie serie analisi costi-benefici. E, considerato che una parte significativa delle ricadute positive di cui si tiene conto in queste valutazioni non ha impatto sulla produttivit\u00e0, si pu\u00f2 ritenere che ben difficilmente un progetto che non superi questo esame possa contribuire positivamente alla crescita mentre \u00e8 certo che, nel caso delle ferrovie, va ad accrescere la zavorra del debito. Ecco perch\u00e9, in questi casi, occorre, da parte della politica, molta cautela, giusto per non illudere i cittadini con false e banali promesse, magari fatte in buonafede, giusto per non dire che se la Calabria vuole essere competitiva deve diventare autonoma e vivere di mercato e nel mercato, magari affidandosi a una classe dirigente illuminata e liberale che abbia finalmente la capacit\u00e0 e il coraggio di eliminare tutti gli ostacoli che rendono inagibile il mercato stesso,&nbsp;quali la criminalit\u00e0 organizzata, la cultura dell\u2019illegalit\u00e0, l\u2019alta pressione fiscale e la bassa produttivit\u00e0, l\u2019assistenzialismo diffuso, un centralismo asfissiante e una burocrazia oppressiva, inefficiente e criminale, posti e stipendi pubblici che disincentivano il lavoro privato, un pessimo funzionamento dei servizi pubblici (a cominciare dalla sanit\u00e0), l\u2019uniformit\u00e0 del mercato del lavoro, la mancanza di capitale sociale, il tutto condito con&nbsp;quel federalismo concorrenziale che potrebbe dare vitalit\u00e0 a un\u2019area povera che non pu\u00f2 decidere autonomamente su niente. Ecco, di questi argomenti la Santelli, che \u00e8 di sicuro persona preparata e coraggiosa, dovrebbe parlare, perch\u00e9 a campagna elettorale finita la propaganda e le cazzate non pagano pi\u00f9.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_redazione}In una delle sue prime uscite pubbliche, da neo eletta governatore della Calabria, Jole Santelli ha rilanciato la tesi secondo cui per far crescere questa regione ci sarebbe bisogno dell\u2019alta velocit\u00e0. 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