{"id":1123,"date":"2020-04-20T17:46:29","date_gmt":"2020-04-20T17:46:29","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2020\/04\/20\/l-ora-d-aria-del-detenuto-anton-giulio-madeo-2\/"},"modified":"2020-04-20T17:46:29","modified_gmt":"2020-04-20T17:46:29","slug":"l-ora-d-aria-del-detenuto-anton-giulio-madeo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2020\/04\/20\/l-ora-d-aria-del-detenuto-anton-giulio-madeo-2\/","title":{"rendered":"L&#8217;ora d&#8217;aria del detenuto Anton Giulio Madeo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1121\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/oradaria.jpg\" alt=\"\" width=\"334\" height=\"188\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/oradaria.jpg 853w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/oradaria-300x169.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/oradaria-768x432.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 334px) 100vw, 334px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma_Anton Giulio Madeo}Cammino per strada, dopo essere uscito dalla mia casa romana, pensando di poter fare una passeggiata terapeutica in tutta tranquillit\u00e0, quindi sperando che nessuno mi rompa i coglioni. Saranno circa 200 metri, attorno casa, e scelgo di non passare per la via principale. Preferisco un percorso pi\u00f9 tortuoso, per allungare un po\u2019 il tragitto e incontrare meno persone. Dopo pochi passi mi supera lentamente un\u2019auto dei carabinieri. Ho l\u2019impressione che rallenti. Va oltre. Io, comunque, sono tranquillo: non ho in tasca l\u2019autocertificazione, perch\u00e9 avendo la stampante rotta e non potendola riparare so che loro, i poliziotti, devono averne una da compilare. Noto che auto e persone sono poche. Lo erano anche nei giorni scorsi, ma ora sono leggermente aumentate, per cui il silenzio surreale dei precedenti pomeriggi lavorativi si \u00e8 attenuato, nonostante i decreti del governo&nbsp;e le ordinanze regionali e comunali, anche contraddittori e incomprensibili, abbiano via via limitato spostamenti e uscite. La misura dell\u2019emergenza crescente ce l\u2019ho avuta a partire dai primi di marzo, quando entrando al bar \u201cIl Buco\u201d prima ho trovato meno tavoli del solito, per distanziare i clienti, poi, nella fase pi\u00f9 acuta dell\u2019epidemia, la chiusura. Da allora vivo senza la mia piccola routine quotidiana. In fondo, non bisogna dimenticare, che la vita \u00e8 fatta anche di piccole cose, anzi forse \u00e8 fatta soprattutto di piccole cose: prendere un caff\u00e8 o andare al ristorante con gli amici, tornare a casa a piedi, salire in auto e andare dove cazzo ti pare, senza dover dar conto al primo coglione che incontri e che si sente per una volta un padreterno. Siamo passati dai&nbsp;caff\u00e8&nbsp;e dalle cene con gli amici a buttare i rifiuti per uscire almeno in cortile. La spesa oltre a una necessit\u00e0 \u00e8 un diversivo, un\u2019azione quasi trasgressiva, che in questa situazione fai attenzione a non ripetere tutti i giorni perch\u00e9 potresti pagarla cara, come un ladro. Uscire \u00e8 anche un&#8217;occasione di ritorno alla normalit\u00e0, anche perch\u00e9 per tornare alla normalit\u00e0 non sappiamo quanto tempo ancora ci vorr\u00e0, considerando le stronzate che dicono scienziati inconsistenti cui politici incapaci vanno appresso. Uscire \u00e8 anche a suo modo una forma minima di resistenza: ai cretini, al coronavirus e al rischio di diventare ostaggio degli apparati dello stato: la burocrazia e i poliziotti ti stanno addosso, per cui non \u00e8 facile muoversi negli angusti spazi resi ancora accessibili dalle ultime norme, rispettando distanze, precauzioni, limitazioni. In casa c\u2019\u00e8 tutto e quello che manca puoi ordinarlo. Pure la pizza ti portano, la spesa no, perch\u00e9 i siti dei supermercati sono andati in tilt. Sei connesso. Potresti non uscire mai, anche senza coronavirus, e scivolare progressivamente verso l\u2019isolamento, che non sarebbe neanche male quando ti tiene lontano dai cretini, che dappertutto abbondano. Forse il destino distopico post coronavirus sar\u00e0 questo. Uscire \u201csfruttando\u201d le finestre previste dal governo, dal presidente della regione, dal sindaco, non \u00e8 una forma di egoismo irresponsabile. E\u2019 un piccolo spazio di normalit\u00e0 consentito. Cos\u00ec come andare nella farmacia di fiducia. Ci vado in auto, perch\u00e9 non \u00e8 esattamente nel quartiere dove vivo. Arrivo a destinazione, \u00e8 presto e sono uno dei tanti clienti in fila e tutti mascherati. Le farmaciste sono bravissime e gentili come sempre, ma questa volta non riesco a vedere i loro tranquillizzanti sorrisi poich\u00e9 sono tutte protette da un vetro e bardate come i medici della terapia intensiva, con mascherine e occhialoni. Mi faccio riconoscere, ordino, ritiro i medicinali, pago ed esco. Torno a casa, lascio l\u2019auto e mi accorgo che, in lontananza, dal mio stesso lato mi viene incontro&nbsp;un uomo con un cane. Non posso fare a meno di riflettere: \u201cPerch\u00e9 non porto a spasso il cane di mia figlia? Averlo al guinzaglio \u00e8 un lasciapassare perfetto. Nessuno mi romper\u00e0 mai i coglioni. In fondo gli animali hanno pi\u00f9 diritti degli umani\u201d. In ogni caso scendo dal marciapiede e cammino in mezzo alla strada, tanto di auto non ne passano. I pochi sguardi che incrocio sono sospettosi. Evocano uno scenario da caccia all\u2019untore. Punto sul supermercato, un centinaio di metri pi\u00f9 avanti, aspetto il turno fuori, entro, compro alcune cose e le imbusto, cos\u00ec ho la giustificazione evidente alla mia presenza in strada. Rumore zero, o quasi. Mentre cammino verso casa con il mio bottino in bella evidenza, da una strada laterale sbuca un\u2019auto della polizia che procede lentamente. Mi sento come quelle persone, viste in tanti film, che durante le guerre cercano di passare inosservate, magari per portare da mangiare al fronte. La volante avanza a passo d\u2019uomo e, non so perch\u00e9. Penso, esagerando decisamente, che questa forse \u00e8 la \u201cnostra guerra\u201d, ma subito me ne pento ricordando i racconti di mio padre e della sua prigionia in Germania, in un campo d\u2019internamento, e quelli di mia nonna quando, da casa sua, a Corigliano, udiva il rumore delle bombe alleate che cadevano su Sibari e la sua stazione. L\u2019auto della polizia, intanto, si avvicina. Magari uno dei due agenti ha notato le buste col marchio del supermercato, il mio lasciapassare. Magari decide di controllarmi. Ok, tanto se mi fermano ormai sono a due passi da casa e ho anche i medicinali. Per\u00f2 potrebbero notare lo scontrino e lo scontrino \u00e8 di una farmacia distante. So per certo che un mio amico \u00e8 stato fermato mentre era al bancomat e i vigili hanno voluto vedere l\u2019autocertificazione e conoscere il tragitto nel dettaglio e accertarsi che non avesse deviato dal percorso pi\u00f9 breve e stesse facendo semplicemente una passeggiata, uno dei delitti pi\u00f9 gravi in questo periodo. I poliziotti mi affiancano, proseguono, vanno oltre. Sono quasi a casa e posso dire che anche oggi ce l\u2019ho fatta, a usufruire, da innocente, della mia ora d\u2019aria. Manco fossi Tot\u00f2 Rina, che a differenza del sottoscritto all\u2019ora d\u2019aria aveva diritto e nessuno, almeno in quei sessanta minuti, gli rompeva i coglioni. Ma a voi, questa vita di merda, non fa un po&#8217; schifo?<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Anton Giulio Madeo}Cammino per strada, dopo essere uscito dalla mia casa romana, pensando di poter fare una passeggiata terapeutica in tutta tranquillit\u00e0, quindi sperando che nessuno mi rompa i coglioni. Saranno circa 200 metri, attorno casa, e scelgo di non passare per la via principale. Preferisco un percorso pi\u00f9 tortuoso, per allungare un po\u2019 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1121,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-1123","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-editoriali"],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1123","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1123"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1123\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1121"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1123"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1123"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1123"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}