{"id":1171,"date":"2020-06-02T22:47:43","date_gmt":"2020-06-02T22:47:43","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2020\/06\/02\/odiare-milano-si\/"},"modified":"2020-06-02T22:47:43","modified_gmt":"2020-06-02T22:47:43","slug":"odiare-milano-si","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2020\/06\/02\/odiare-milano-si\/","title":{"rendered":"Odiare Milano? S\u00ec pu\u00f2, anzi si deve, perch\u00e9 \u00e8 citt\u00e0 troppo ricca, laboriosa e vincente"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1170\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/navigli.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"175\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/navigli.jpg 1200w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/navigli-300x150.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/navigli-1024x512.jpg 1024w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/navigli-768x384.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma_direttore}Perch\u00e9 i meridionali s\u2019incazzano quando Vittorio Feltri li definisce \u201cinferiori\u201d? In fondo il direttore di Libero ha spiegato che con la sua provocazione non voleva offendere nessuno, non trattandosi di razzismo, ma della semplice constatazione che il Sud, avendo tutti gli indicatori economici negativi, \u00e8 economicamente inferiore al Nord. E allora, perch\u00e9 questa reazione scomposta? Dove si origina la rabbia del Sud nei confronti di qualunque settentrionale che abbia, anche a giusta ragione, come nel caso di Feltri, qualche riserva sulla societ\u00e0 meridionale? Fino a poco tempo fa pensavo che la suscettibilit\u00e0 del Sud fosse dovuta alla difficolt\u00e0 di tanti meridionali a capire, forse per cultura e mentalit\u00e0, le ragioni del Nord, a cominciare da quelle che spingono, oggi, i suoi imprenditori e i suoi politici, che ben li rappresentano, a voler affrettare la fine dell\u2019emergenza coronavirus per tornare subito al lavoro, che, dicono, forse vale pi\u00f9 della vita. Una mentalit\u00e0, bisogna dirlo, condizionata anche dai tanti pregiudizi, dai tanti luoghi comuni, dal razzismo e dalla sospettosit\u00e0 antica con cui i meridionali pensano il Nord, di cui, mio malgrado, sono diretto testimone se non vittima, sin da quando, circa vent\u2019anni fa, decisi di vivere e di far vivere la mia famiglia tra Corigliano e Milano. Una decisione che proprio per via dei pregiudizi molti miei amici e parenti (questi ultimi di una stupidit\u00e0 abissale) non condivisero, anzi, l\u2019avversarono apertamente, anche con una certa rabbia, poich\u00e9 ritenevano irrazionale lasciare il calore e l\u2019aria pulita della Calabria per andare a vivere, una parte dell\u2019anno, in una citt\u00e0 fredda, caotica e soprattutto inquinata dallo smog, dal denaro, dalla corruzione e dall\u2019effimero. Non per niente, mi dicevano, Milano \u00e8 la capitale della moda e dell\u2019aperitivo, \u00e8 la Milano da bere di Craxi, \u00e8 la citt\u00e0 di Mani Pulite, \u00e8 la citt\u00e0 della sanit\u00e0 dei privati e quindi dei ladri. Insomma, era un\u2019avversione inspiegabile, che avvertivo quando, dopo i miei soggiorni milanesi, incontrando gli amici, molti dei quali conoscevano Milano solo di sfuggita, mi sentivo dire come riuscissi a sopportare, per tanto tempo, il clima freddo di quella citt\u00e0 e quella nebbia merdosa che prima o poi avrebbe finito per uccidermi. E poi, quella gente, cos\u00ec fredda e stressata, indifferente, egoista, inospitale, che va sempre di fretta e pensa solo al lavoro e al denaro e che se la incontri sul pianerottolo di casa manco ti saluta. Per non parlare del traffico e dell\u2019inquinamento, che bruciano cuore e polmoni e della sanit\u00e0 che se la vuoi di qualit\u00e0 la devi pagare. E a niente valeva dare, a queste stupide ramanzine, risposte che superassero i luoghi comuni, le dicerie, visto che a Milano ci vivevo per una parte dell\u2019anno e qualche informazione di prima mano dovevo pure averla. Tutto era inutile. Restavano della loro balorda opinione, anche quando cercavo di spiegargli che Milano, da decenni, non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec, che il clima \u00e8 cambiato anche l\u00ec e che nebbia e pioggia spesso sono solo un ricordo, che l\u00ec la gente vive pi\u00f9 a lungo forse perch\u00e9 \u00e8 molto cordiale, gentile, solidale, generosa, che il traffico non \u00e8 caotico poich\u00e9 i trasporti pubblici funzionano, che la sanit\u00e0, anche nei centri d\u2019eccellenza, non la paghi e che la gente pi\u00f9 che al denaro pensa alla qualit\u00e0 della vita, infatti Milano ha il record di parchi pubblici ed \u00e8 la citt\u00e0 al mondo che ha pi\u00f9 musei in rapporto alla popolazione e all\u2019estensione territoriale. Per non parlare, poi, della musica, con il teatro d\u2019opera pi\u00f9 importante del mondo. Niente, anche l\u2019evidenza era negata, bandita. E quando chiedevo una spiegazione che non fosse un\u2019idiozia, una banalit\u00e0 o un luogo comune, non mi davano risposta e magari s\u2019incazzavano pure per la mia sfacciataggine nel difendere l\u2019indifendibile. Cos\u00ec, col tempo, mi ero abituato e rassegnato a subire quest\u2019incomprensibile ostilit\u00e0, forse dovuta alla natura del meridionale, da sempre incattivito e diffidente col nordista che l\u2019avrebbe aggredito, depredato e affamato sin dai tempi dell\u2019Unit\u00e0. Pensavo anche, ispirandomi a qualche grande intellettuale, \u201cche soltanto ai lombardi dovrebbe essere consentito scolpire odiografie per la propria terra\u201d. Poi, per\u00f2, col coronavirus \u00e8 cambiato tutto, compreso il modo di percepire la realt\u00e0, per cui mi \u00e8 stato facile capire che quell\u2019avversione e quell\u2019ossessione pi\u00f9 che a pregiudizi e a ignoranza fosse dovuta all\u2019odio e all\u2019invidia che i meridionali nutrono verso Milano e la Lombardia, realt\u00e0 troppo vincenti, \u201cche sono un pezzo di paese che sembra un altro paese\u201d come li ha definiti Raffaele Cantone. Il loro successo, la loro produttivit\u00e0, la loro ricchezza e il loro grado di civilt\u00e0 e di cultura anche se attraggono e stimolano l\u2019immigrazione dal Sud, soprattutto di giovani decerebrati, che gi\u00f9 al Sud non saprebbero che cazzo fare o cosa studiare, visto il basso livello dell\u2019occupazione e delle universit\u00e0, al tempo stesso accrescono il rancore e l\u2019odio della gente meno fortunata o meno impegnata a favorire lo sviluppo, economico e culturale, del proprio territorio. Quindi, a molti meridionali non \u00e8 sembrato vero poter sfruttare le disgrazie del Nord, dovute all\u2019epidemia, per gridare che esso \u00e8 in fondo come noi, in forte difficolt\u00e0 e da settimane seppellisce i propri morti, come se il virus fosse stato progettato e realizzato nelle fabbriche o nei laboratori milanesi o bergamaschi. Sta di fatto che certe falsit\u00e0 hanno attecchito per vilt\u00e0 e desiderio di rivalsa nei confronti di una popolazione civile, colta e laboriosa. E\u2019 una lotta stupida basata su un principio volgare ma molto diffuso al Sud: mal comune mezzo gaudio. Ecco perch\u00e9, a questo punto, consiglierei al sindaco di Milano e al presidente della Lombardia, di non far pi\u00f9 rientrare tutti quei meridionali ingrati che il 7 di marzo sono fuggiti dal Nord per far rientro nelle loro case, dimostrando cos\u00ec disinteresse sia verso la loro terra, che avrebbero potuto infettare, sia per la terra che li ha accolti, che avrebbero potuto aiutare in un momento terribile. Che, ora, a istruirli e a sfamarli siano i loro governatori, a cominciare da Vincenzo De Luca, presidente della Campania che, con sprezzo del ridicolo, ha detto, qualche giorno fa, che se il Nord dovesse aprire troppo presto chiuder\u00e0 i confini della sua regione. Spero anche a costo di rinunciare ai turisti milionari che vanno a Capri e a Ischia e ai miliardi del residuo fiscale del Nord, che gli danno la possibilit\u00e0 di pagare gli stipendi dei suoi dipendenti, a cominciare dagli addetti alla sanit\u00e0, nonostante ogni anno migliaia di campani vadano a farsi curare negli ospedali della Lombardia. Quelli dei privati ladri, per intenderci.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_direttore}Perch\u00e9 i meridionali s\u2019incazzano quando Vittorio Feltri li definisce \u201cinferiori\u201d? In fondo il direttore di Libero ha spiegato che con la sua provocazione non voleva offendere nessuno, non trattandosi di razzismo, ma della semplice constatazione che il Sud, avendo tutti gli indicatori economici negativi, \u00e8 economicamente inferiore al Nord. 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