{"id":122,"date":"2016-07-24T07:45:09","date_gmt":"2016-07-24T07:45:09","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2016\/07\/24\/giu-le-tasse-con-la-citta-condominiale\/"},"modified":"2025-07-17T08:18:01","modified_gmt":"2025-07-17T08:18:01","slug":"giu-le-tasse-con-la-citta-condominiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2016\/07\/24\/giu-le-tasse-con-la-citta-condominiale\/","title":{"rendered":"Gi\u00f9 le tasse! Con la citt\u00e0 condominiale \u00e8 possibile"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: times new roman,times;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-121\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/minio.jpg\" alt=\"\" width=\"479\" height=\"318\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/minio.jpg 1698w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/minio-300x200.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/minio-1024x682.jpg 1024w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/minio-768x512.jpg 768w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/minio-1536x1023.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 479px) 100vw, 479px\" \/><\/span><\/p>\n<p><span class=\"entry-content\" style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">{module Firma_direttore}Dunque, la citt\u00e0 condominiale non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019utopia. Lo dice, nell\u2019indifferenza di molti, il decreto-legge detto Sblocca Italia, che nel suo testo include un articolo che potrebbe aprire enormi spazi allo sviluppo di comunit\u00e0 volontarie, citt\u00e0 private e, insomma, a forme innovative di produzione e gestione di attivit\u00e0 di largo interesse. <\/span><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">In effetti, per molti servizi pubblici (strade locali, gestione dei parchi, polizia, spazi sportivi o culturali, ecc.) oggi di norma dipendiamo da enti di Stato: dobbiamo accettare, ad esempio, quanto \u00e8 fornito in maniera monopolistica dalla nostra amministrazione comunale. Per questa ragione, nonostante una fiscalit\u00e0 sempre pi\u00f9 onerosa e aggressiva, il servizio \u00e8 spesso pessimo. Al fine di trovare una soluzione, sulla scorta di realt\u00e0 di altri Paesi, la norma prova a immaginare che anche nel nostro Paese (in America sono ormai milioni di famiglie) vi siano quartieri e aree in cui tali beni e servizi a interesse diffuso non siano forniti da un soggetto pubblico ma da privati. In qualche caso gi\u00e0 ora questo \u00e8 possibile: come in parte \u00e8 avvenuto a Milano Due o all&#8217;Olgiata. Simili spazi di autogoverno potranno per\u00f2 svilupparsi e crescere solo se quanti usufruiscono dei servizi non saranno costretti a pagare due volte: finanziando l&#8217;iniziativa (privata) di cui usufruiscono e anche quella (pubblica) a cui non sono interessati. Se insomma vivo in un condominio indipendente che ha proprie biblioteche e centri sportivi, che cura da s\u00e9 il verde e fa la manutenzione delle strade, \u00e8 giusto che quanto meno abbia una riduzione delle imposte locali, dato che l&#8217;ente pubblico non deve sostenere oneri. Il decreto compie solo un piccolo passo: all&#8217;articolo 24 si parla infatti unicamente di taluni servizi (\u201cla pulizia, la manutenzione, l&#8217;abbellimento di aree verdi, piazze o strade\u201d) e non di altri. Per giunta tutto ora dipender\u00e0 dalla lungimiranza degli amministratori locali, ma se qualcuno comprender\u00e0 le potenzialit\u00e0 di questa innovazione, anche da noi potremmo avere imprenditori in spazi che erano tradizionalmente monopolizzati da politici e burocrati. Ma come si \u00e8 arrivati all&#8217;introduzione di simili idee in un decreto del governo? Di tali questioni, una ventina di anni fa si occupavano solo pochi sognatori di orientamento libertario, che ne discutevano in pubblicazioni e convegni. Solo oggi, per\u00f2, dopo che il tema dei cosiddetti \u201csupercondomini\u201d \u00e8 stato fatto proprio da Confedilizia, si \u00e8 riusciti a svolgere un&#8217;efficace azione persuasiva nei riguardi di uomini politici, alti funzionari Stato, amministratori locali. Infatti, quella norma non sarebbe nel decreto \u201cSblocca Italia\u201d senza la determinazione di chi si \u00e8 innamorato dell&#8217;idea di liberare la citt\u00e0 e dare spazio a logiche competitive. <\/span><span style=\"font-size: 12pt; line-height: 115%; font-family: times new roman,times;\">La vicenda \u00e8 interessante in s\u00e9, poich\u00e9 sottrarre la citt\u00e0 al controllo urbanistico e amministrativo \u00e8 fondamentale se si vogliono allargare gli spazi di libert\u00e0. Ed \u00e8 interessante anche quale riprova, in un senso pi\u00f9 largo, del fatto che, come amava ricordare Friedrich von Hayek, \u201cle idee hanno conseguenze\u201d. Il progetto delle comunit\u00e0 volontarie, di realt\u00e0 che si autogestiscono e di conseguenza rivendicano almeno uno sgravio dei tributi da pagare, era un&#8217;idea forte: non sorprende che abbia fatto breccia in varie direzioni. Tanto i politici quanto gli altri protagonisti della sfera pubblica in linea di massima ripetono e rielaborano le tesi formulate da studiosi e accademici: e questo spiega perch\u00e9 la battaglia culturale \u00e8 tanto importante.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_direttore}Dunque, la citt\u00e0 condominiale non \u00e8 pi\u00f9 un\u2019utopia. Lo dice, nell\u2019indifferenza di molti, il decreto-legge detto Sblocca Italia, che nel suo testo include un articolo che potrebbe aprire enormi spazi allo sviluppo di comunit\u00e0 volontarie, citt\u00e0 private e, insomma, a forme innovative di produzione e gestione di attivit\u00e0 di largo interesse. 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