{"id":1225,"date":"2020-08-15T09:41:03","date_gmt":"2020-08-15T09:41:03","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2020\/08\/15\/immigrati-ovvero-fare-un-viaggio\/"},"modified":"2020-08-15T09:41:03","modified_gmt":"2020-08-15T09:41:03","slug":"immigrati-ovvero-fare-un-viaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2020\/08\/15\/immigrati-ovvero-fare-un-viaggio\/","title":{"rendered":"&#8220;Immigrati&#8221; non \u00e8 un viaggio sull&#8217;Aurelia, ma molto, molto di pi\u00f9. Appunti per il Truce"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-111\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/allarme.jpg\" alt=\"\" width=\"301\" height=\"158\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/allarme.jpg 1200w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/allarme-300x158.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/allarme-1024x538.jpg 1024w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/allarme-768x403.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 301px) 100vw, 301px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma_redazione}Fidatevi, la vicenda della nave-quarantena che nessuno vuole nel nostro porto \u00e8 l\u2019ennesima dimostrazione di quanto sia diventato banale il dibattito sul tema dell\u2019immigrazione, ormai sintetizzabile in un s\u00ec o in un no all\u2019arrivo dei migranti. Tutto qua. Di come governare il fenomeno, invece, neanche a parlarne. Cos\u00ec uno dei temi caldi della politica \u00e8 lasciato all\u2019improvvisazione a alla retorica di leader mediocri che sull\u2019immigrazione stanno costruendo fulminee carriere politiche. Noi, invece, da libertari convinti, pensiamo che l\u2019immigrazione non si possa banalizzare, poich\u00e9 \u00e8 uno dei temi pi\u00f9 importanti e delicati della societ\u00e0 odierna, globalizzata, in cui gli uomini dovrebbero essere lasciati liberi di spostarsi ovunque e a loro piacimento, pur con alcune limitazioni. Perch\u00e9, bisogna capire, che quando una merce si sposta interessa solo coloro che l\u2019acquistano e la vendono, mentre diversa \u00e8 la situazione di un individuo che lasci il proprio paese d\u2019origine per venire a vivere qui da noi. In questo caso, infatti, egli inizia a usare strade, ospedali, scuole e altri beni pubblici che non ha in alcun modo contribuito a pagare, per cui \u00e8 giusto che i cittadini pretendano misure a tutela dei loro beni collettivi. Se, ad esempio, gli abitanti di questa citt\u00e0 sono costretti a finanziare con le loro tasse un gran numero di servizi pubblici, \u00e8 ovvio che essi vorranno in qualche modo limitare l\u2019accesso di tali beni da parte di soggetti esterni alla comunit\u00e0 che questi beni non li pagano. Oggi, emigrare significa spostarsi da uno stato all\u2019altro soprattutto per motivi di lavoro. Perci\u00f2 di fronte a un\u2019ipotesi del genere si dovrebbe riconoscere a ognuno di noi il diritto di accogliere, ma anche quello di non accogliere, ovvero di non essere costretto a una coabitazione forzata e a un\u2019integrazione non voluta. Nel momento in cui siamo costretti a vivere all\u2019interno di sistemi pubblici scolastici, sanitari, dei trasporti e cos\u00ec via, \u00e8 del tutto evidente che chi vuole esercitare il proprio diritto d\u2019accoglienza e intende invitare in casa propria uno straniero dovrebbe allora farsi carico del fatto che quest\u2019ultimo non gravi sulle spalle altrui. Dovrebbe almeno trovargli un lavoro e un\u2019abitazione. Per cui il problema dell\u2019immigrazione sar\u00e0 tanto meno grave quanto pi\u00f9 si riuscir\u00e0 a ridurre l\u2019area della propriet\u00e0 pubblica. Se la maggior parte dei beni sono privati e i servizi sono per lo pi\u00f9 finanziati da coloro che ne fanno uso, i rischi di essere vittime di un processo di parassitismo generalizzato caleranno di molto. Questo per\u00f2 non basta. Sappiamo bene che l\u2019immigrazione \u00e8 spesso accompagnata da fenomeni di criminalit\u00e0 ed essere comunque un problema di ordine pubblico. Per questo bisognerebbe proporre che ogni immigrato abbia, prima del suo arrivo, un vero e proprio invito da parte di un\u2019impresa, di un\u2019associazione o di un privato cittadino. Dovrebbe passare il principio per cui chi chiama uno straniero deve accettare due impegni: quello di sostenere privatamente l\u2019immigrato in tutte le sue esigenze primarie e quello di assumere la piena responsabilit\u00e0 legale per le azioni commesse dal suo ospite durante tutto il periodo di soggiorno. Sarebbe del tutto evidente che un tale sistema di immigrazione a invito dovrebbe prevedere l\u2019espulsione immediata di chiunque non rispettasse gli impegni presi. Cos\u00ec come sarebbe chiaro che il residente straniero dovrebbe essere costretto a lasciare il paese ospitante nel momento in cui chi l\u2019ha invitato rinunciasse a ogni responsabilit\u00e0 precedentemente assunta e nessun altro cittadino accettasse di assumerla. Oggi, invece, \u00e8 sconcertante notare che tutto ancora ruoti attorno al dilemma: sbarchi s\u00ec, sbarchi no. Una follia.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_redazione}Fidatevi, la vicenda della nave-quarantena che nessuno vuole nel nostro porto \u00e8 l\u2019ennesima dimostrazione di quanto sia diventato banale il dibattito sul tema dell\u2019immigrazione, ormai sintetizzabile in un s\u00ec o in un no all\u2019arrivo dei migranti. Tutto qua. Di come governare il fenomeno, invece, neanche a parlarne. 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