{"id":1231,"date":"2020-08-23T09:09:35","date_gmt":"2020-08-23T09:09:35","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2020\/08\/23\/pino-aprile-e-le-sue-pugnette-ai-tempi-del-coronavirus\/"},"modified":"2020-08-23T09:09:35","modified_gmt":"2020-08-23T09:09:35","slug":"pino-aprile-e-le-sue-pugnette-ai-tempi-del-coronavirus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2020\/08\/23\/pino-aprile-e-le-sue-pugnette-ai-tempi-del-coronavirus\/","title":{"rendered":"Pino Aprile e le sue pugnette ai tempi del coronavirus"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1230\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/equit.jpg\" alt=\"\" width=\"312\" height=\"179\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/equit.jpg 750w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/08\/equit-300x172.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 312px) 100vw, 312px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">{module Firma _Teodoro F. Klitsche de La Grange}Eccoci qua, a commentare ancora il mitico Pino Aprile, che in questi giorni \u00e8 in libreria con un volumetto che aggiorna ai tempi del coronavirus la sua idea-ossessione del Nord cattivo contro il Sud buono. E anche stavolta, credetemi, la spara grossa, anzi grossissima, perch\u00e9 dice che il Sud si sarebbe preso la sua rivincita sul Nord, sfruttatore e criminale, essendo riuscito a contenere meglio la pandemia, a cominciare dalle residenze per anziani e dal malefico Pio Albergo Trivulzio (dove tutto cominci\u00f2). Ora, credetemi, sarei affascinato da questa tesi se non fosse che il signor Aprile nel suo libro fa a meno di ricordare i numeri, che sono impietosi, perch\u00e9 la percentuale di morti nelle RSA del Nord pur essendo alta rispetto al resto d\u2019Italia (e vorrei vedere con la longevit\u00e0 che si ritrova) \u00e8 assai minore rispetto a quella di tanti altri paesi civili (leggere i dati raccapriccianti di Francia, Spagna, Belgio, Svezia, Norvegia, Scozia e Canada, pubblicati dall&#8217;OMS, per farsene un&#8217;idea) e che il Sud ha una densit\u00e0 di popolazione e di attivit\u00e0 produttive in media pi\u00f9 bassa rispetto alle regioni del Nord dov\u2019\u00e8 scoppiata l\u2019epidemia, per cui maggiori sono le interconnessioni tra i territori e tra questi e il resto del mondo, maggiore \u00e8 il rischio d\u2019infettarsi. Infatti, \u00e8 molto pi\u00f9 facile che un virus che arriva dalla Cina, magari incontrollato per via della coglioneria di chi ci governa, si diffonda in Lombardia, che ha numerosissimi rapporti di scambio con l\u2019oriente e molte persone che ogni giorno si concentrano proprio in quell&#8217;area&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 16px;\">(la citt\u00e0 metropolitana di Milano, ad esempio, ha una densit\u00e0 di 2081 abitanti per kmq)<\/span><span style=\"font-family: 'times new roman', times; font-size: 12pt;\">, piuttosto che in Calabria (densit\u00e0 121 abitanti per kmq), dove, per via della desertificazione urbana in atto, questi rapporti sono bassi o prossimi allo zero (d&#8217;altronde chi cazzo volete che venga in Calabria). Inoltre non bisogna dimenticare il clima e la morfologia del territorio, che potrebbero aver influito, seppur di poco, sulla minore diffusione del virus al Sud. E poi, che dire dell\u2019efficienza della sanit\u00e0 meridionale, che avrebbe limitato la diffusione del virus. Un capolavoro, che, per\u00f2, sta solo nei pensieri e nelle speranze di Pino Aprile. Il quale, probabilmente, non conosce gran parte degli ospedali del Sud e chi li gestisce, dove oltre a essere stato difficilissimo avere i tamponi e i famosi dispostivi di sicurezza (che a dire il vero sono mancati dappertutto), non si sono mai visti n\u00e9 il personale n\u00e9 i reparti n\u00e9 i servizi (a cominciare dalla medicina territoriale) adatti ad affrontare l\u2019epidemia, che fortunatamente \u00e8 stata lieve essendo arrivata molti giorni dopo lo tsunami settentrionale che aveva costretto il governo a chiudere alcune regione del Nord. Per cui il Sud, nonostante una sanit\u00e0 di merda, ha potuto evitare il peggio chiudendosi e isolandosi per tempo. Pensate se a febbraio il virus invece che a Codogno, Nembro, Alzano e Vo\u2019 Euganeo si fosse scatenato a sorpresa e con quella potenza in qualche citt\u00e0 della Calabria o dell\u2019entroterra campano o siciliano cosa sarebbe accaduto. Ci sarebbe stata una carneficina, visti gli ospedali e la sanit\u00e0 territoriale che si ritrovano da quelle parti, altro che rivincita del Sud. Lettura analoga, poi, si potrebbe dare della solita litania sui territori forti che non possono lasciare indietro quelli pi\u00f9 deboli e sull\u2019ingordigia del Nord, che continuerebbe a sfruttare e ad affamare il Sud. Qui bisognerebbe invitare Pino Aprile a farla finita con questo vittimismo e a spiegare ai suoi lettori che il Sud, negli anni, tra interventi ordinari e straordinari \u00e8 stato sussidiato, risarcito e finanziato abbastanza e abbastanza a lungo (solo la Cassa per il Mezzogiorno ha ingoiato 430 miliardi di euro), e che oggi il Nord, col suo residuo fiscale mostruoso (si pensi che le sole Lombardia, Veneto e Emilia Romagna hanno, grazie al loro lavoro, un residuo fiscale annuo di circa 100 miliardi di euro), \u00e8 stanco di continuare ad \u201caiutare\u201d un Sud che di questi soldi (compresi i fondi comunitari) ha fatto e fa cattivo uso, sprecandoli a vantaggio delle varie mafie, clientele politiche comprese. Per cui l\u2019unica cosa seria che Pino Aprile avrebbe dovuto (e dovrebbe) consigliare alle popolazioni del Sud, soprattutto quando dice che sarebbero prossime alla secessione (minacciata se il malvagio Nord continuer\u00e0 ad affamarle), \u00e8 l\u2019autogoverno e cio\u00e8 quel federalismo, concorrenziale, che permetterebbe al Sud di cavarsela finalmente da solo, farcela coi propri mezzi, e accantonare cos\u00ec definitivamente quello statalismo comunista che lo sta distruggendo; quel federalismo che tra l\u2019altro farebbe bene a tutti i territori, essendo l\u2019Italia un paese fatto (male) secondo i criteri centralisti dello stato francese. Perch\u00e9, e su questo Aprile ha ragione, fu la \u201cpiemontesizzazione\u201d, insieme coi massacri di cui furono protagonisti, il principale errore che i piemontesi commisero in occasione dell\u2019unificazione: sottovalutarono la diversit\u00e0 delle comunit\u00e0 italiane e poi ebbero la presunzione di considerarla un disvalore. Infatti, unire l\u2019Italia inseguendo idee francesi fu una pazzia, ma ancora pi\u00f9 folle fu l\u2019illusione, dei protagonisti di quella stagione, che fosse possibile, e raccomandabile, piallare le differenze, consolidando tutta la penisola in uno stato rigidamente centralizzato (com\u2019era del resto, ma su tutt\u2019altra estensione territoriale, il Regno di Sardegna). Per evitare altri guai sarebbe bastato puntare sul modello istituzionale inglese o addirittura americano (autonomista se non federalista), che con una maggiore articolazione di una penisola priva di unit\u00e0 antropologica, culturale, economica e politica avrebbe garantito ai meridionali quell\u2019autonomia che in futuro si sarebbe trasformata in autogoverno. E il signor Aprile questo dovrebbe saperlo, cos\u00ec come dovrebbe sapere che non solo tra gli intellettuali meridionali dell\u2019epoca si apr\u00ec un acceso dibattito su che forma istituzionale dare al nuovo stato. Fu addirittura Cavour a sostenere che il pi\u00f9 grave problema da affrontare restava quello di creare un modello di stato capace di unire e non semplicemente di unificare popolazioni divise da realt\u00e0 storiche, politiche, culturali, produttive. L\u2019Italia sarebbe stata una \u201ccorbelleria\u201d, sosteneva Cavour, senza realizzare questa unione dal basso e se a essa si fosse voluto dare corpo sovrapponendo al tessuto policentrico della Penisola le normative statali piemontesi o procedendo a una centralizzazione autoritaria di tipo bonapartista. Per fortuna al Sud c&#8217;\u00e8 molta gente che tutto questo lo ha capito perfettamente e sa che l&#8217;autogoverno, che implica rischio, responsabilit\u00e0, riduzione del potere politico e fine di ogni illusione statalista, \u00e8 l\u2019unico modo per uscir fuori da questa brutta situazione di arretratezza. Checch\u00e9 ne dica e ne pensi Pino Aprile.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma _Teodoro F. Klitsche de La Grange}Eccoci qua, a commentare ancora il mitico Pino Aprile, che in questi giorni \u00e8 in libreria con un volumetto che aggiorna ai tempi del coronavirus la sua idea-ossessione del Nord cattivo contro il Sud buono. 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