{"id":1272,"date":"2020-10-28T13:30:21","date_gmt":"2020-10-28T13:30:21","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2020\/10\/28\/studiare-il-corto-di-muccino-per-scoprire-il-testamento-sentimentale-di-jole\/"},"modified":"2020-10-28T13:30:21","modified_gmt":"2020-10-28T13:30:21","slug":"studiare-il-corto-di-muccino-per-scoprire-il-testamento-sentimentale-di-jole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2020\/10\/28\/studiare-il-corto-di-muccino-per-scoprire-il-testamento-sentimentale-di-jole\/","title":{"rendered":"Studiare il corto di Muccino per scoprire il testamento spirituale di Jole"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1271\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/calabriaterramia.jpg\" alt=\"\" width=\"513\" height=\"327\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/calabriaterramia.jpg 1200w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/calabriaterramia-300x191.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/calabriaterramia-1024x653.jpg 1024w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2020\/10\/calabriaterramia-768x490.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 513px) 100vw, 513px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 12pt;\">{module Firma_direttore}In questi ultimi giorni sono usciti, quasi allo stesso tempo, diversi articoli sullo \u201cspot promozionale\u201d che Gabriele Muccino ha dedicato alla Calabria. Quasi tutti, forse con l\u2019unica eccezione della nostra Signorina Z, sono stati critici col lavoro del regista di Sette anime: lo hanno giudicato dannoso per l\u2019immagine della Calabria, perch\u00e9 fatto male, troppo costoso, pieno di anacronistici luoghi comuni, del tipo bergamotto, asino e coppola, privo delle vere bellezze, naturali, storiche e culturali che la Calabria possiede. Insomma, sono stati articoli in cui gli autori, forse un po\u2019 distratti e frettolosi, hanno visto Muccino come un regista superficiale, lontano dal nostro tempo e dalla realt\u00e0 e quindi disfunzionale rispetto al processo di modernit\u00e0 e rinnovamento che questa regione ha vissuto e sta comunque vivendo. Sono state delle vere e proprie stroncature, che ci spingono, per\u00f2, a fare un\u2019osservazione: ma siete proprio sicuri che Muccino, e la compianta Jole Santelli, volessero solo uno spot di promozione turistica della Calabria? Noi pensiamo di no, perch\u00e9 il cortometraggio (che, badate, non \u00e8 uno spot) pi\u00f9 che ai turisti \u00e8 forse rivolto proprio ai calabresi. Ai quali, il regista romano, con la sua opera, ha rivelato una cosa fondamentale, che ormai i calabresi (e un po\u2019 tutti i meridionali) hanno dimenticato e allontanato dal loro orizzonte culturale e umano: l\u2019amore. Forse, a molti non piacer\u00e0 ammetterlo, perch\u00e9 sono ingessati mentalmente e concentrati sui costi e sull\u2019estetica del cortometraggio, ma ci\u00f2 che Muccino ha detto, con un misto di accortezza e ingenuit\u00e0 infantile, attraverso quelli che i critici hanno sbrigativamente definito luoghi comuni, \u00e8 che la Calabria e il Sud possono uscire dal baratro morale e civile in cui sono caduti solo con l\u2019amore: per la propria terra, per la famiglia, per i valori della tradizione, per un tempo in cui l\u2019amore era amore coniugale e dedizione alla famiglia, era amore che si trasformava in duro lavoro, umilt\u00e0, rispetto per le cose e le persone e spirito di sacrificio, che significavano ancora qualcosa e che ci hanno portato fuori da momenti terribili, come il secondo dopoguerra, la fame, le calamit\u00e0 naturali. Ecco, Muccino si \u00e8 comportato come un bambino che fa gaffe in pubblico perch\u00e9 dice la verit\u00e0. I suoi critici potranno ribattere benissimo che, distratto dai soldi, forse si \u00e8 impegnato poco e non si \u00e8 accorto cosa stava facendo, ma il punto \u00e8: chissenefrega, perch\u00e9 lo ha fatto emozionandoci e noi gli siamo grati per aver nutrito, con una fotografia d&#8217;altri tempi, la nostra anima restituendoci cos\u00ec l\u2019innocenza e la dimensione umana e morale del vivere. Perch\u00e9 quando descrive, con l\u2019immagine di luoghi incontaminati e magici, scorci fiabeschi della nostra terra, non \u00e8 banale, perch\u00e9\u00a0ci invita a sognare, a tornare\u00a0indietro nel tempo, e a mettere cos\u00ec\u00a0da parte una visione tutta meridionale della realt\u00e0, e quindi della modernit\u00e0, basata sul brutto e su bestiali istinti, che vanno avanti da decenni e che hanno deturpato un territorio bellissimo, che pu\u00f2 praticare solo chi non ama e non ha riguardo delle cose amate. E lo stesso fa quando ci mostra il mare e la campagna, che puoi sentire tuoi e proteggere dalla violenza solo se li ami, come faceva l\u2019uomo d&#8217;altri tempi, quello con\u00a0la coppola e l\u2019asino per capirci, che nel corto simboleggia volutamente la fatica e l\u2019umilt\u00e0 del duro lavoro con cui un tempo, quando non si viveva di espedienti o di ogni forma di criminalit\u00e0, si portava a casa di che mangiare col sudore della fronte e col frutto di ci\u00f2 che si sapeva conservare e rispettare, oppure quando si sofferma sulla figura della signora che dal balcone di una vecchia casa, che si affaccia su una piazza bella e utile per la sua umanit\u00e0, saluta il protagonista del cortometraggio con affetto, chiamandolo per nome e facendolo cos\u00ec sentire parte di una comunit\u00e0, o meglio di un\u2019unica famiglia. Ecco, tutto ci\u00f2 non \u00e8 banale, non \u00e8 luogo comune, non \u00e8 offensivo, non \u00e8 vecchio e stantio. Tutto ci\u00f2 \u00e8 calore, valore senza tempo, emozione: tutto ci\u00f2 \u00e8 amore, che poi \u00e8 l\u2019unica forza assoluta capace di muovere il mondo e cambiare davvero il corso delle cose, soprattutto in una regione che pare sempre pi\u00f9 immobile e uguale a se stessa e, questo s\u00ec, distrutta dai luoghi comuni che, senza amore e passione, su di essa si allungano come ombre minacciose. Quelle ombre che un tempo spinsero il settimanale tedesco Der Spiegel a descrivere il Sud con l\u2019agghiacciante immagine di una pistola su un piatto di spaghetti. Quello s\u00ec un luogo comune che fa male, e che forse ci siamo meritati, contro cui Jole Santelli combatteva, anche grazie a un cortometraggio sull\u2019amore per la propria terra che potrebbe essere il suo testamento spirituale.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_direttore}In questi ultimi giorni sono usciti, quasi allo stesso tempo, diversi articoli sullo \u201cspot promozionale\u201d che Gabriele Muccino ha dedicato alla Calabria. 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