{"id":1312,"date":"2021-01-19T14:25:10","date_gmt":"2021-01-19T14:25:10","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2021\/01\/19\/il-ritorno-dei-vecchi-partiti-se-non-ora-quando-appunti\/"},"modified":"2021-01-19T14:25:10","modified_gmt":"2021-01-19T14:25:10","slug":"il-ritorno-dei-vecchi-partiti-se-non-ora-quando-appunti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2021\/01\/19\/il-ritorno-dei-vecchi-partiti-se-non-ora-quando-appunti\/","title":{"rendered":"Il ritorno dei vecchi partiti, se non ora quando? Appunti"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-834\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/partiti.png\" alt=\"\" width=\"482\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/partiti.png 864w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/partiti-300x139.png 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2019\/05\/partiti-768x356.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 482px) 100vw, 482px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 12pt;\">{module Firma_Anton Giulio Madeo}Devo essere sincero, la politica, soprattutto in questo periodo, mi fa schifo e forse per una forma di masochismo di cui soffro me ne occupo da pi\u00f9 di trent&#8217;anni, durante i quali sono cambiate tante cose, a cominciare dai partiti. Che, una volta, erano quelli tradizionali, storici, i quali avevano sezioni locali che erano delle vere e proprie scuole di politica. Infatti, chi voleva occuparsi della cosa pubblica si iscriveva a un partito dove iniziava un lungo percorso di formazione, durante il quale oltre a pensare all&#8217;affissione dei manifesti e ad aprire e chiudere la sezione, ascoltava. Insomma, un lavoro umile e duro di apprendistato, che gli appassionati di politica, soprattutto giovani, facevano volentieri perch\u00e9 aiutava a fare quell&#8217;esperienza, sotto l\u2019occhio vigile degli anziani, utile a capire e ad apprendere l\u2019arte della politica e dell\u2019amministrare. Solo dopo questo rodaggio, abbastanza lungo, quelli pi\u00f9 capaci e meritevoli o solo pi\u00f9 svegli potevano aspirare a una candidatura in consiglio comunale, che poteva cos\u00ec dare il via a una carriera pi\u00f9 fortunata, da parlamentare o consigliere regionale. Questo era il normale percorso dei politici di ieri, che tra l\u2019altro ha sfornato leader, anche locali, che oltre a saper leggere e scrivere e ad avere capacit\u00e0 e visibilit\u00e0 professionali avevano idee su quello che poteva o doveva essere lo sviluppo di un paese o di una citt\u00e0. Quando, a livello comunale e in assenza dell\u2019elezione diretta del sindaco, si doveva formare una nuova amministrazione (compresa l\u2019elezione del primo cittadino, che avveniva in consiglio) la preoccupazione era quella di identificare, tra gli eletti, i pi\u00f9 esperti e idonei a ricoprire quegli incarichi, anche dal punto di vista familiare e del curriculum professionale e culturale, cui i partiti davano poi una mano nella stesura di un programma gradito alla maggioranza consiliare. Lavoro difficile, che di solito richiedeva settimane se non mesi di mediazioni e compromessi. In ogni caso questo rito era accettato e praticato da tutti sotto l\u2019occhio critico dell\u2019opposizione. Ottenuto il voto del consiglio comunale, il sindaco e la giunta non sempre attuavano il suddetto programma, perch\u00e9 distratti dalle mille questioni cui dovevano far fronte per restare alla guida della citt\u00e0. Ecco perch\u00e9 l\u2019instabilit\u00e0 era di casa e sindaci e giunte duravano poco. Oggi, invece, tutto \u00e8 cambiato, perch\u00e9 se da una parte, con l\u2019elezione diretta del sindaco, \u00e8 stata eliminata l\u2019instabilit\u00e0, dall&#8217;altra, finita l\u2019epoca dei partiti tradizionali, si sono imposti partiti e movimenti improvvisati, formati da veri e propri idioti senz&#8217;arte n\u00e9 parte, per non dire altro, che si sono impossessati delle istituzioni, soprattutto locali, senza avere curriculum professionali, esperienza e cultura, non solo politica, per cui il risultato sono sindaci, maggioranze e opposizioni inguardabili e incapaci di disegnare una prospettiva per la citt\u00e0 e il territorio. Perch\u00e9 la logica, oggi, \u00e8 quella di raccattare quattro decerebrati e metterli al vertice delle istituzioni, comuni compresi, senza pensare che i nuovi arrivati siano delle nullit\u00e0 rispetto ai vecchi politici che si erano fatti le ossa nelle sezioni dei partiti dove avevano appreso il mestiere. E il risultato di questo scadimento della politica \u00e8 sotto gli occhi di tutti: si scrivono programmi lunghi e sconclusionati, che oltre a rimanere lettera morta sono incomprensibili perch\u00e9 elaborati da veri e propri cretini, si eleggono sindaci e si nominano improbabili e anonimi assessori che non hanno mai amministrato neppure un condominio. Insomma siamo al delirio, che ha rincoglionito i cittadini. I quali non sanno pi\u00f9 a che santo votarsi, avendo provato sulla propria pelle di tutto, anche la sciagura dell&#8217;antipolitica, che si \u00e8 rivelata un vero e proprio disastro, liberarci dalla quale sarebbe comunque vantaggioso, soprattutto a livello locale. Quindi, meglio i politici di trent&#8217;anni fa, almeno erano pi\u00f9 rispettabili e presentabili, oltre che nell&#8217;aspetto fisico, di sicuro pi\u00f9 curato, anche in quello professionale. Come non rimpiangerlo quel periodo, come non rimpiangere quel clima, quelle intelligenze, quei confronti, quel valore sociale nel deserto di oggi. Don Gaetano Martino, ministro degli esteri di Alcide De Gasperi e firmatario dei trattati di Roma, diceva al figlio Antonio, economista e gi\u00e0 ministro dei vari governi Berlusconi, che prima di fare politica avrebbe dovuto affermarsi nella vita professionale. Vedendo chi oggi calca il palcoscenico della politica, c\u2019\u00e8 da dargli ragione. Da vendere.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Anton Giulio Madeo}Devo essere sincero, la politica, soprattutto in questo periodo, mi fa schifo e forse per una forma di masochismo di cui soffro me ne occupo da pi\u00f9 di trent&#8217;anni, durante i quali sono cambiate tante cose, a cominciare dai partiti. 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