{"id":1321,"date":"2021-02-03T14:05:04","date_gmt":"2021-02-03T14:05:04","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2021\/02\/03\/17-gennaio-giorno-della-liberazione\/"},"modified":"2021-02-03T14:05:04","modified_gmt":"2021-02-03T14:05:04","slug":"17-gennaio-giorno-della-liberazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2021\/02\/03\/17-gennaio-giorno-della-liberazione\/","title":{"rendered":"17 gennaio, giorno della liberazione"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1320\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/conte2.jpg\" alt=\"\" width=\"643\" height=\"339\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/conte2.jpg 1920w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/conte2-300x158.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/conte2-1024x540.jpg 1024w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/conte2-768x405.jpg 768w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/conte2-1536x810.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 643px) 100vw, 643px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 12pt;\">{module Firma _Teodoro F. Klitsche de La Grange}La sera del 17 gennaio scorso, dopo le dimissioni del presidente del consiglio, tale Giuseppe Conte da Volturara Appula, e la conseguente caduta del peggiore governo di sempre, c\u2019era dappertutto un\u2019atmosfera di attesa, di paura e di speranza. Da una parte quelli della vecchia maggioranza sembravano pi\u00f9 ottimisti, nel senso che pensavano che qualcuno, poi individuato nella persona del presidente della Camera, Fico, potesse alla fine garantire la continuit\u00e0 e rimettere in piedi, con l\u2019aggiunta di qualche \u201cresponsabile\u201d, il governo uscente. Nei loro volti, oltre alla solita tracotanza, si leggeva l\u2019espressione di chi la sa lunga, di chi, cio\u00e8, \u00e8 certo di potercela fare in quanto tutto \u00e8 stato mosso secondo una precisa strategia e nulla \u00e8 stato lasciato al caso, a cominciare dalle promesse di non andare alle elezioni e di ministeri e incarichi di prestigio. Dall&#8217;altra parte, invece, quelli dell\u2019opposizione, dai cui volti trasparivano una timida speranza e una moderata fiducia nelle elezioni anticipate, mista a una forte incertezza, resa fredda dal fatto che delle mosse di Matteo Renzi e del Quirinale non ci si potesse fidare fino in fondo. Poi \u00e8 arrivato il 3 febbraio, giorno della decisione del presidente della Repubblica di farla finita con Conte e affidare a Mario Draghi l\u2019incarico di formare un nuovo governo, che \u00e8 stato accolto da chi stava stritolato nel mezzo, e cio\u00e8 coloro che durante i lunghi mesi di Conte hanno subito i danni maggiori della pandemia, come una vera e propria liberazione, al punto da accogliere la scelta di Mattarella con slogan e una progressiva esplosione di gioia. Libert\u00e0, libert\u00e0, gridavano infatti per strada alcuni imprenditori e un gruppo di giovani ormai stanchi delle persecuzioni subite dalla peggiore classe politica della storia. E in effetti, soprattutto tra giovani e imprenditori, penalizzati e massacrati, perch\u00e9 accusati di essere gli untori della nuova peste, la sensazione che si provava e l\u2019aria che si respirava avevano l\u2019odore e il sapore della libert\u00e0 e della vita, come se si stessero risvegliando da un brutto sogno, abitato dai fantasmi del comunistello Speranza e dei suoi tragicomici consiglieri scientifici. Sembrava incredibile, ma per molti era finito il periodo del socialismo reale, fatto di arroganza, di ignoranza, di incompetenza, di abusi, di pregiudizi, di persecuzioni, di disinformazione, di malafede, di gestione familiare e privatistica del potere che ha portato il governo a gestire la pandemia con i peggiori risultati d\u2019Europa sui quattro assi che contano: numero di decessi per abitante, calo del Pil, aumento del debito e giorni di chiusura della scuola. Era difficile fare peggio di tutti su ogni asse, ma Conte ci \u00e8 riuscito e tra poco vedremo i pessimi risultati sul quinto asse, cio\u00e8 le vaccinazioni. Inoltre, era stata scongiurata, con un eventuale Conte ter, una gestione ancora pi\u00f9 pesante del governo, proprio in considerazione delle nuove alleanze condizionanti e determinanti che il gruppo politico di maggioranza, quei 5 Stelle che avevano promesso di aprire il Parlamento come una scatola di sardine, in altri tempi avrebbe definito assai poco raccomandabili, se non addirittura da brividi. Ora, quel che ci auguriamo \u00e8 che l\u2019atmosfera di speranza e di liberazione, che si \u00e8 creata in buona parte dell\u2019opinione pubblica, perduri, poich\u00e9 aiuter\u00e0 sicuramente il nuovo governo a far compiere al nostro paese quel salto di qualit\u00e0 di cui ha bisogno, che sar\u00e0 caratterizzato da una stagione di scelte chiare nette e ahim\u00e8 potenzialmente molto dolorose che condizioneranno il futuro del nostro paese e che il passato governo per incapacit\u00e0 e modestia rendeva di fatto impossibile. Speriamo che pensando proprio al futuro non si commetta pi\u00f9 l&#8217;errore di sottovalutare la stupidit\u00e0.\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma _Teodoro F. 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