{"id":1322,"date":"2021-02-06T10:51:37","date_gmt":"2021-02-06T10:51:37","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2021\/02\/06\/la-certezza-della-pena-basta-approvare-il-tre-volte-e-sei-fuori\/"},"modified":"2021-02-06T10:51:37","modified_gmt":"2021-02-06T10:51:37","slug":"la-certezza-della-pena-basta-approvare-il-tre-volte-e-sei-fuori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2021\/02\/06\/la-certezza-della-pena-basta-approvare-il-tre-volte-e-sei-fuori\/","title":{"rendered":"Gratteri chiede la certezza della pena? Basta approvare il &#8220;tre volte e sei fuori&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-454\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/catene.jpg\" alt=\"\" width=\"531\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/catene.jpg 640w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/catene-300x188.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 531px) 100vw, 531px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: 'times new roman', times, serif; font-size: 12pt;\">{module Firma_Edilberto de Angelis}Finalmente Nicola Gratteri ne dice una giusta. Infatti, in un\u2019intervista rilasciata a Annalisa Chirico, dice che per rendere efficiente la giustizia bisognerebbe \u201cgarantire la certezza della pena e mettere a punto una serie di riforme per rendere sconveniente delinquere\u201d. La scoperta dell\u2019acqua calda, che nonostante tutto ci fa essere d\u2019accordo con lo scrittore-conferenziere-procuratore antimafia di Catanzaro, perch\u00e9 l\u2019Italia, dal punto di vista del diritto, \u00e8 un paese che fa davvero schifo, poich\u00e9, spesso, mette in galera gli innocenti e lascia criminali abituali e pluripregiudicati liberi di delinquere (come spesso avviene con gli indulgenti colleghi giudici di Gratteri). E\u2019 un fenomeno che accade dappertutto, ma che riveste una particolare pericolosit\u00e0 nelle zone infestate dalla criminalit\u00e0 organizzata, dove a finire nelle mani della giustizia, guarda caso, sono sempre le stesse persone, che misteriosamente non restano per molto tempo ospiti della patrie galere, nonostante commettano assiduamente gravi reati. Ecco perch\u00e9 ci permettiamo di dare alla politica (e ai magistrati, a cominciare da quelli autorevoli e ascoltati come Gratteri che ha ben fatto a porre il problema) un suggerimento: perch\u00e9 non spingere per approvare, in Parlamento, nuove norme (anche costituzionali, se necessario) che, aggiungendosi a quelle gi\u00e0 esistenti, contemplino pi\u00f9 poteri di repressione sulla falsariga della legge del \u201ctre volte e sei fuori\u201d, in vigore negli Stati Uniti, che prevede oltre a un innalzamento delle pene anche la loro applicazione automatica, quindi senza la discrezionalit\u00e0 dei giudici, per i recidivi dei reati gravi, compresi quelli legati alla criminalit\u00e0 organizzata. Perch\u00e9, in America lo Stato, per garantire maggiore sicurezza ai propri cittadini, ha introdotto un principio penale secondo cui chi subisce tre condanne definitive per gravi reati commessi e scoperti resta in galera per sempre o prende una condanna esemplare. E\u2019 un approccio duro, che far\u00e0 storcere il naso a molti garantisti a giorni alterni, poich\u00e9 \u00e8 sintomatico del trapasso dalla tradizionale onnipotenza dell\u2019ideale trattamentale\/riabilitativo alla retribuzione e la prevenzione, ma necessario a evitare che lo stesso soggetto, gi\u00e0 resosi responsabile di gravi reati, anche di mafia e dintorni, e magari entrato e uscito dalle prigioni decine di volte, ritorni in circolazione e a essere pericoloso. L\u2019ergastolo o pene severissime, da scontare interamente, per i recidivi \u00e8 una norma di civilt\u00e0, alla cui base sta la convinzione, molto radicata nell\u2019opinione pubblica, dell\u2019esistenza di un criminale \u201cabituale\u201d, \u201cincorreggibile\u201d, \u201cirrecuperabile\u201d, magari perch\u00e9 membro di una complessa struttura, qual \u00e8 appunto un\u2019organizzazione mafiosa, per cui il crimine \u00e8 una professione. Ecco perch\u00e9 lo Stato, ponendo il recidivo nella condizione di non nuocere, lancia alla societ\u00e0 un messaggio chiaro e forte che \u00e8 di natura intimidativa, deterrente, prospettica, di prevenzione del crimine, appunto, per cui \u00e8 impossibile non cogliere la visione di provvedimenti del genere, che guardano al futuro giudicando il passato, che mirano a punire un soggetto non tanto per il reato commesso, quanto per lo\u00a0status\u00a0di \u201crecidivo\u201d. E nell\u2019ottica di queste misure non \u00e8 tanto la persona a porsi di fronte al giudice, quanto piuttosto la sua fedina penale. I provvedimenti instaurano un meccanismo punitivo che impone al giudice di comminare la condanna all\u2019ergastolo o a un numero di anni di fatto corrispondenti, nel caso in cui il reo commetta per la terza volta un reato che rientri nella categoria dei reati gravi, a cominciare da quelli di mafia. E sono leggi quelle\u00a0del \u201ctre volte e sei fuori\u201d, che appartenendo alla \u201cfamiglia\u201d delle misure\u00a0di condanna obbligatoria, s\u2019impongono senza lasciare discrezionalit\u00e0. Al giudice, ovviamente. Potrebbe essere quel metodo per rendere \u201csconveniente delinquere\u201d indicato da Gratteri.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Edilberto de Angelis}Finalmente Nicola Gratteri ne dice una giusta. Infatti, in un\u2019intervista rilasciata a Annalisa Chirico, dice che per rendere efficiente la giustizia bisognerebbe \u201cgarantire la certezza della pena e mettere a punto una serie di riforme per rendere sconveniente delinquere\u201d. 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