{"id":1416,"date":"2022-09-23T09:42:23","date_gmt":"2022-09-23T09:42:23","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2022\/09\/23\/sindaci-o-taralli-dell-arberia\/"},"modified":"2026-03-28T15:01:30","modified_gmt":"2026-03-28T15:01:30","slug":"sindaci-o-taralli-dell-arberia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2022\/09\/23\/sindaci-o-taralli-dell-arberia\/","title":{"rendered":"Sindaci o taralli dell&#8217;Arberia?"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-1415\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/taralli.jpg\" alt=\"\" width=\"574\" height=\"341\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/taralli.jpg 768w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/taralli-300x178.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 574px) 100vw, 574px\" \/><\/p>\n<p>Il bello delle elezioni locali, soprattutto nei piccoli centri, \u00e8 che spesso fanno eleggere personaggi improbabili, appoggiati da liste improvvisate e programmi surreali. Alcuni sono davvero imperdibili, come i sindaci dei paesi arbereshe della provincia di Cosenza, che danno l\u2019idea pi\u00f9 dei taralli, prodotto tipico di quelle zone, che dei politici. I quali sono accomunati da un programma a prova di bomba: l\u2019idea dell&#8217;Arberia, che sarebbe poi l\u2019unione di tutti questi paesucoli in nome di una comune identit\u00e0 storico-culturale, che, dicono, sia formidabile volano di sviluppo, perch\u00e9 l\u2019unione fa la forza, anche se non ho ben capito a cosa possa servire l\u2019unione senza la forza, che, poi, \u00e8 data dalle idee, che qui scarseggiano, almeno per ora, pi\u00f9 del gas russo. E questi taralli sono una parte della classe dirigente del nostro territorio, ok. Non dissimile da loro, ma solo per confusione, \u00e8 la classe politica regionale, che prima riceve questi sindaci, che dicono di voler fare il diavolo a quattro, poi li ascolta, nonostante propongano l\u2019ovvio se non il nulla, poi, invece di mandarli a quel paese, come meriterebbero, li blandisce per la semplice ragione che questi personaggetti e le loro comunit\u00e0 votano, per cui vanno tutelati e protetti, come i panda, perch\u00e9 hanno il merito di conservare le tradizioni, la cultura e la lingua della loro terra, che poi sono cose morte e sepolte se non ci sono idee concrete capaci di tenerle in vita e farle diventare valore, ricchezza, soprattutto in un momento storico in cui si aprono scenari interessanti e inediti per il territorio dell\u2019Arberia. Perch\u00e9 qui, forse nessuno se n\u2019\u00e8 accorto, la pandemia ha cambiato le nostre vite, per cui la gente vuole stare pi\u00f9 a casa, grazie allo smartworking, allontanarsi dalle citt\u00e0, dove le abitazioni sono piccole e care, abitare i piccoli centri, dove c\u2019\u00e8 meno stress, meno inquinamento, pi\u00f9 calore umano, cercare di avere pi\u00f9 tempo libero da dedicare a s\u00e9 stessa e alla famiglia. Insomma, uno scenario del tutto nuovo, inaspettato, che per la prima volta potrebbe inserire l\u2019Arberia nel circuito dello sviluppo, giacch\u00e9 pu\u00f2 garantire proprio quella qualit\u00e0 della vita che \u00e8 diventata una priorit\u00e0 sempre pi\u00f9 stringente per un numero sempre pi\u00f9 numeroso di persone, ovunque si trovino. E se lo diciamo \u00e8 perch\u00e9 siamo convinti che l\u2019Arberia, attraverso la sua singola peculiarit\u00e0, la sua storia, il suo straordinario capitale umano, artistico e paesaggistico, attraverso la genialit\u00e0 e l\u2019accoglienza della sua gente, attraverso il valore complessivo della sua identit\u00e0, possa dire la sua in questo scenario, ma a condizione che dia risposte concrete, reali, magari attraverso un patto, rivolto non solo alle istituzioni, ma a tanti uomini e donne di buona volont\u00e0, che dovr\u00e0 dare a qualunque idea e a qualunque progetto la coniugazione del fare. Un Patto per l\u2019Arberia, insomma, assunto non solo con chi lo sottoscriver\u00e0, ma anche con chi, da qualunque parte provenga, senta la necessit\u00e0 di sottoscriverlo, magari attraverso la Fondazione Arberia, finora cosa indecifrabile e inutile, e cos\u00ec confrontarsi su alcuni temi essenziali, diversi l\u2019uno dall&#8217;altro, quali potrebbero essere una residenzialit\u00e0 di qualit\u00e0, il turismo esperienziale, l\u2019agroalimentare, la cultura, l\u2019industria delle nuove tecnologie, il cablaggio del territorio, la sanit\u00e0 privata, tanto per fare alcuni esempi, che esprimeranno il sentimento comune della mancanza di processi utili e orientati alla crescita. Un Patto che pensiamo possa mettere al primo posto la necessit\u00e0 di valorizzare tutto ci\u00f2 che l\u2019Arberia \u00e8 stata e tutto ci\u00f2 che ancora pu\u00f2 essere, tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 godere in termini di bellezza e di grazia, tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 ancora fare, ponendo queste qualit\u00e0 come motore dell\u2019attrazione del suo territorio. L\u2019Arberia rappresenta questo potenziale, che pu\u00f2 diventare dirompente, anche in termini di ricchezza prodotta, grazie alla messa in atto di tutti i processi d\u2019innovazione che servono. Da qualche tempo, ad esempio, siamo consapevoli che la digitalizzazione \u00e8 lo strumento che permette di colmare, attraverso l\u2019innovazione, lo scarto di velocit\u00e0 che separa questo territorio e le sue eccellenze da altre realt\u00e0, soprattutto in un momento in cui questo territorio \u00e8 potenzialmente attrattivo, perch\u00e9 le persone e le aziende, come dicevamo, hanno voglia di vivere, lavorare, investire e rilassarsi in zone tranquille, sicure e fuori dal caos delle citt\u00e0. Ecco perch\u00e9 un ruolo importante lo pu\u00f2 giocare proprio la digitalizzazione, intesa non come mezzo utile per un appiattimento culturale anche attraverso i social, ma, semmai, come strumento rapido per i collegamenti e la conoscenza, cos\u00ec come ci era stata raccontata ai suo albori. Uno strumento capace di liberare le menti e non di renderle schiave. E se l\u2019innovazione<strong>, <\/strong>soprattutto di pensiero<strong>, <\/strong>\u00e8 un percorso obbligato, per crescere e per legare e collegare questo territorio ad altre realt\u00e0 produttive e reattive alle novit\u00e0, essa non pu\u00f2 essere disgiunta dalla capacit\u00e0 che avranno le classi dirigenti di creare rapporti all&#8217;insegna dell\u2019eccellenza, dello scambio di informazioni e della capacit\u00e0 di fare formazione ed esperienze, che serviranno a rinnovare costantemente le idee, che di fatto sono le prime risorse di questo territorio. Dunque, la creazione di un vero e proprio circuito che metta a sistema realt\u00e0 e luoghi della stessa Arberia, che \u00e8 anche ricca di diversit\u00e0, e quelle, che stanno altrove, che fanno (o vogliono fare) rete in questo progetto (un po&#8217; sull&#8217;esempio della Silicon Valley, pur con tutti i distinguo, e delle universit\u00e0 americane). E poi, lasciatecelo dire, \u00e8 necessaria anche una nuova e moderna sussidiariet\u00e0 sia verticale che orizzontale, perch\u00e9 se i bisogni dei cittadini non possono essere soddisfatti dagli enti amministrativi, \u00e8 giusto che intervengano i cittadini stessi, i cosiddetti privati (e qui si potrebbe citare il caso delle citt\u00e0 condominiali), oppure che un ente superiore aiuti un ente inferiore a svolgere un compito che quest\u2019ultimo non \u00e8 in grado di svolgere (la redazione di un piano strategico del&#8217;economia, ad esempio). Una sussidiariet\u00e0, capace anche di concorrere a elevare l\u2019offerta delle amministrazioni che governano i territori, che sostituisca la cultura del sussidio, capace solo di generale dipendenza tra chi riceve e chi distribuisce risorse, con la cultura del fare e dell\u2019esserci, che vorr\u00e0 dire, per le amministrazioni pubbliche, sia uno snellimento della regolazione, sia una maggiore flessibilit\u00e0 fiscale, sia una maggiore attenzione verso le esigenze anche infrastrutturali del territorio, come potrebbe essere il miglioramento dell\u2019offerta sanitaria. Il nostro non \u00e8 un giudizio negativo su tutto quel che \u00e8 stato fatto finora, ma lo \u00e8 invece per il rapporto tra quel che andava fatto e si \u00e8 finito per fare. Per questo il consiglio che ci sentiamo di dare, a quanti hanno deciso d\u2019impegnarsi in questo progetto ambizioso, \u00e8 quello di declinare, attraverso pochi punti, che andranno di sicuro via via arricchiti e sviluppati, un manifesto per una buona gestione, pubblica e privata, del territorio e la crescita della ricchezza. Un impegno formale che dovr\u00e0 tramutarsi, da qui in avanti, in atti concreti e sottoscritti nel Patto per l\u2019Arberia. Appunto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il bello delle elezioni locali, soprattutto nei piccoli centri, \u00e8 che spesso fanno eleggere personaggi improbabili, appoggiati da liste improvvisate e programmi surreali. Alcuni sono davvero imperdibili, come i sindaci dei paesi arbereshe della provincia di Cosenza, che danno l\u2019idea pi\u00f9 dei taralli, prodotto tipico di quelle zone, che dei politici. 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