{"id":146,"date":"2016-08-24T08:19:07","date_gmt":"2016-08-24T08:19:07","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2016\/08\/24\/che-dicono-i-giovani-a-me-nun-me-va-de-fa-n-cazzo\/"},"modified":"2016-08-24T08:19:07","modified_gmt":"2016-08-24T08:19:07","slug":"che-dicono-i-giovani-a-me-nun-me-va-de-fa-n-cazzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2016\/08\/24\/che-dicono-i-giovani-a-me-nun-me-va-de-fa-n-cazzo\/","title":{"rendered":"I giovani dicono: &#8220;A me nun me va de fa n&#8217;cazzo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-145\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/bamboccioni.jpg\" alt=\"\" width=\"551\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/bamboccioni.jpg 998w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/bamboccioni-300x119.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/bamboccioni-768x306.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 551px) 100vw, 551px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">{module Firma_Edilberto de Angelis}Parliamoci chiaro. Se c\u2019\u00e8 una cosa che proprio non sopporto \u00e8 la disoccupazione giovanile, che qui da noi, almeno secondo le statistiche, ha raggiunto livelli inaccettabili. Capisco che creare nuove occasioni di lavoro, per tutti, in una realt\u00e0 degradata e a ostacoli come il Sud, sia impresa proibitiva, ci\u00f2 che invece capisco meno \u00e8 come possano cos\u00ec tanti giovani, che dovrebbero avere energie e sapere da vendere per superare le tante difficolt\u00e0 che esistono, a non provarci nemmeno a trovarsi un lavoro, preferendo gironzolare per strada in attesa di tempi e occasioni migliori, come dicono per darsi un alibi che possa giustificare la loro poltroneria. &nbsp;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">In societ\u00e0 decisamente pi\u00f9 evolute e produttive della nostra, come il virtuoso Nord, i giovani hanno l\u2019argento vivo in corpo, tanto che appena finita la fase della formazione scolastica (se non prima) si buttano a capofitto, anche su consiglio dei genitori, sul lavoro, qualunque esso sia visti i tempi difficili. E quando non riescono a trovarlo, hanno la capacit\u00e0 di inventarselo oppure hanno la forza di lasciare la propria citt\u00e0 per trasferirsi altrove. Cos\u00ec capita di vedere ragazzi che si inventano nuove professioni (il nord ovest, ad esempio, \u00e8 pieno di start-up nate proprio dal genio di giovani disoccupati), che vanno a lavorare in altre regioni se non all\u2019estero, che nonostante la laurea o il diploma (spesso inutili, perch\u00e9 scelti male), fanno i camerieri in Versilia o raccolgono mele in Trentino. In tutti questi casi per loro si tratta di esperienze comunque gratificanti, perch\u00e9 il lavoro li aiuta a crescere, soprattutto sotto l\u2019aspetto culturale e caratteriale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">Qui da noi, invece, succede il contrario. Torme di giovani pieni di energia che, nonostante una disoccupazione altissima e famiglie non certo facoltose, se ne stanno a gironzolare, senza pensare a rimboccarsi le maniche, magari mettendo in moto la fantasia o accettando qualsiasi lavoro gli sia proposto, giusto per rendersi utili e indipendenti o per mettere da parte un gruzzoletto da investire in futuro. Qui, nei giovani, prevalgono apatia, indolenza, noia; vizi che li portano a pensare che un lavoro \u00e8 utile solo se \u00e8 pubblico e lo trovi sotto casa, se \u00e8 ben pagato e adeguato al loro titolo di studio, perch\u00e9 un ragioniere mai e poi mai potr\u00e0 raccogliere pesche, per cui in mancanza di questi requisiti meglio stare a casa a giocare alla play station, tanto a mantenerli ci pensa la famiglia. La quale famiglia, qui al Sud, ha grosse responsabilit\u00e0 se questi ragazzi sono venuti su cos\u00ec male, quindi meno dinamici e intraprendenti dei loro coetanei settentrionali. E\u2019 proprio la cattiva educazione ricevuta a casa che li ha fatti diventare indolenti e che gli impedisce di essere autonomi, autosufficienti, intraprendenti, vivaci. In loro pi\u00f9 che intraprendenza si nota apatia. Un\u2019apatia pericolosa che li spinge ad affrontare i temi del lavoro e della vita con grande distacco e superficialit\u00e0. Infatti, se gli si dice di fare qualcosa, d\u2019impegnarsi, di inventarsi un lavoro, di trasferirsi altrove o di andare in campagna a raccogliere frutta, ti guardano come di solito si guarda un cretino, perch\u00e9 per loro il lavoro \u00e8 quasi una bestemmia se non \u00e8 adeguato al titolo di studio (spesso inutile) e al ruolo sociale che ricoprono e se poi si tratta di lavoro autonomo meglio non pensarci, poich\u00e9 qui, dicono, tra cattive banche, malaburocrazia, fisco e criminalit\u00e0 non ci sono i presupposti per avviare un\u2019impresa, anche piccola.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">E allora se la realt\u00e0 \u00e8 questa perch\u00e9 non ribellarsi: se ci sono cos\u00ec tanti ostacoli che impediscono di creare lavoro, perch\u00e9 non rimuoverli. Perch\u00e9 non credere in un futuro migliore (che ovviamente non pu\u00f2 passare dal posto pubblico sotto casa), magari studiando, organizzandosi, muovendosi con decisione, viaggiando, senza perdere tempo davanti a bar, discoteche e televisori. E\u2019 questa la strada giusta per cambiare e crescere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">Capisco che un discorso del genere sia duro da accettare, perch\u00e9 troppo impegnativo e faticoso, ma se si vuole far ragionare i giovani, scrollarli dal loro torpore c\u2019\u00e8 bisogno di modi rudi, di verit\u00e0, che oggi, spesso, mancano nelle famiglie; in quelle famiglie che non li hanno educati all\u2019autonomia e alla responsabilit\u00e0. Come avveniva un tempo, quando c\u2019erano padri (e madri) che facevano capire ai ragazzi che nella vita bisogna arrangiarsi da soli e che le cose bisogna guadagnarsele giorno per giorno, anche a costo di grossi sacrifici. Erano genitori d\u2019altri tempi quelli che dicevano ai figli: \u201cse vuoi studiare devi farlo con merito e profitto, altrimenti vai a lavorare, perch\u00e9 la scuola non pu\u00f2 essere n\u00e9 un passatempo n\u00e9 un parcheggio. E d\u2019estate, se vuoi divertirti, lavora\u201d altro che tempo libero perso nelle discoteche e nei locali alla moda alla faccia dei fessi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">Era un metodo educativo molto diverso da quello di oggi, forse un po\u2019 selvaggio, doloroso, ma molto efficace per far crescere ragazzi autonomi, responsabili, indipendenti, produttivi, dalla forte personalit\u00e0. Un metodo che dovrebbe tornare di moda, giusto per eliminare dalla circolazione gli invertebrati cocchi di mamma e pap\u00e0, cui tutto \u00e8 dovuto indipendentemente dai meriti e dalle capacit\u00e0. Un metodo utile anche a far sparire la figura del genitore iper-protettivo, che tra i tanti danni che ha fatto alla societ\u00e0 c\u2019\u00e8 anche quello di aver tirato su figli mollicci, ignoranti, arroganti, presuntuosi, viziosissimi e viziatissimi, eterni adolescenti che mai diventeranno uomini veri. Aveva ragione quel signore che diceva: \u201cper fare figli forti ci vogliono genitori forti\u201d. A saperlo \u2026<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Edilberto de Angelis}Parliamoci chiaro. Se c\u2019\u00e8 una cosa che proprio non sopporto \u00e8 la disoccupazione giovanile, che qui da noi, almeno secondo le statistiche, ha raggiunto livelli inaccettabili. 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