{"id":163,"date":"2016-10-28T13:43:07","date_gmt":"2016-10-28T13:43:07","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2016\/10\/28\/dagli-insegnanti-agli-studenti-ecco-la-scuola-degli-asini\/"},"modified":"2016-10-28T13:43:07","modified_gmt":"2016-10-28T13:43:07","slug":"dagli-insegnanti-agli-studenti-ecco-la-scuola-degli-asini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2016\/10\/28\/dagli-insegnanti-agli-studenti-ecco-la-scuola-degli-asini\/","title":{"rendered":"Dagli insegnanti agli studenti, ecco la scuola degli asini"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-162\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/asini.jpg\" alt=\"\" width=\"753\" height=\"251\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/asini.jpg 1050w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/asini-300x100.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/asini-1024x341.jpg 1024w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/asini-768x256.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 753px) 100vw, 753px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-indent: 9pt; text-align: left;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">{module Firma _Federico Kliche de La Grange}Quand\u2019ero al liceo, gli studenti, in gran parte fortemente politicizzati, protestavano e occupavano con ardore le scuole perch\u00e9 con la scusa di chiedere una scuola migliore chiedevano, in realt\u00e0, un mondo migliore. Stessa cosa avveniva quando facevo l&#8217;universit\u00e0. Tutti combattevano contro una societ\u00e0 considerata chiusa e reazionaria, nella quale i poveri ministri dell\u2019istruzione, rei o di far troppo o troppo poco, erano solo il sintomo di un malessere pi\u00f9 grande. Allora si voleva cambiare il mondo, altro che la scuola. Sappiamo come \u00e8 andata a finire: il mondo ha cambiato loro, poich\u00e9 la maggior parte dei rivoluzionari di cartapesta si fece ingoiare dalla quotidianit\u00e0, finendo dietro una scrivania o nell\u2019azienda di pap\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-indent: 9pt; text-align: left;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">Se vado a pescare nei ricordi vengono fuori centinaia di fotogrammi di gloriose marce, cui fortunatamente non ho mai partecipato, in cui il rinnovamento della scuola non interessava nessuno. La protesta scolastica era solo il pretesto per far conoscere la propria visione del mondo e la lotta ideologica a tutto: alla guerra, all\u2019inquinamento, all\u2019industrializzazione, al capitalismo, alle donne che non la davano e via stronzate del genere che spesso si concludevano con gloriose occupazioni in cui si discuteva del nulla fino a tarda notte per poi finire a tarallucci e vino.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-indent: 9pt; text-align: left;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">Oggi, fatte le dovute proporzioni (culturali e epocali), ci mancherebbe, avviene la stessa cosa, perch\u00e9 le generazioni potranno essere in guerra o capirsi poco o avere motivazioni diverse, ma da una cosa sono indubbiamente e risolutamente unite: si sono passate, l\u2019un l\u2019altra, il testimone della difesa della scuola cos\u00ec com\u2019\u00e8, inefficiente e inguaiata, anche quando giocano a fare i contestatori. Il che \u00e8, per usare la parola giusta, un vero disastro, per tutti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-indent: 9pt; text-align: left;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">Ci sono buone ragioni per ritenere che la scuola faccia schifo e che sembri un lebbrosario. Ci sono ottimi motivi per biasimare pi\u00f9 che quello che c\u2019\u00e8, quello che non c\u2019\u00e8 nella nostra scuola. E\u2019 giusto, come si sente nei tanti cortei, ricordare che i mali dell\u2019istruzione sono tanti, a cominciare dagli investimenti che sono sempre meno. Ma \u00e8 difficile sostenere che l\u2019assenza di risorse finanziarie adeguate sia il problema principale. Credo lasci un po\u2019 perplessi l\u2019idea di riformare il sistema scolastico partendo dai soldi e non dal drastico abbassamento del livello qualitativo dello stesso, dovuto in gran parte a insegnanti somari, impresentabili, brutti, senza passione e per questo poco stimolanti. Perch\u00e9 i giovani hanno bisogno, per cresscere, in tutti i sensi, anche di esempi positivi, di gente preparata, colta, di sognatori, di comunicatori, di belle fighe e non di gente ignorante, brutta e insignificante, magari frustrata, con l\u2019unica preoccupazione della vacanza, del mutuo da pagare o della pensione che prender\u00e0.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-indent: 9pt; text-align: left;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">Infatti, quello che ci fa incazzare quando i \u2018ggiovani\u2019 occupano e s&#8217;inalberano nelle loro ridicole crociate contro i mali (sempre generici) della scuola, \u00e8 che non si apra mai un momento di confronto, di dibattito serio sull\u2019argomento. I \u2018ggiovani\u2019 vengono abbandonati nelle loro insulse occupazioni, magari a giocare alla playstation o a carte (o addirittura a farsi le canne), senza che gli insegnanti li guidino in questa loro avventura. Ai \u2018ggiovani\u2019 (e agli stessi insegnanti) non interessa discutere del futuro di una scuola che frequentano (o in cui lavorano) e che il pi\u00f9 delle volte li delude o li esclude da un futuro sempre pi\u00f9 incerto e difficile. I loro obiettivi sono, da sempre, due. Il primo, \u00e8 di mantenere in piedi questo sistema indecente. Il secondo, quello reale, \u00e8 evitare di andare a scuola, perch\u00e9 la scuola gli fa schifo, li annoia, non li coinvolge, per cui non gliene frega un cazzo che in futuro sia diversa da quella (inutile) che stanno frequentando oggi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-indent: 9pt; text-align: left;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">A sentir loro, ovviamente, quelli che vogliono che le cose cambino sono quelli che occupano e sfilano in corteo, mentre i conservatori se ne stanno chiusi nelle loro stanze. Ma in ogni singolo atto di protesta, in ogni slogan urlato contro cose che non capiscono e che mai hanno fatto la loro comparsa nella scuola italiana (l\u2019aziendalizzazione! la privatizzazione! la meritocrazia!), sta, a loro insaputa, la difesa a oltranza di un modello che ha dimostrato di essere insostenibile e disfunzionale e che fa solo gli interessi di una casta di cialtroni composta da coloro che vivono immeritatamente e parassitariamente di scuola. E\u2019 il modello di una scuola gestita in monopolio dallo Stato e pertanto intrisa di merda: nei curriculum, nel reclutamento dei docenti, nelle scelte manageriali degli istituti e del ministero competente. In tutto. Ecco perch\u00e9 i giovani vogliono starne lontani il pi\u00f9 possibile: per non sporcarsi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\">Di solito, il conflitto sociale presuppone una discordanza fra portatori di interessi. Operai contro padroni, ad esempio. <\/span><span style=\"font-family: 'Times New Roman','serif';\">Invece, quando si parla di riforme dell\u2019istruzione (quale che sia la riforma), \u00e8 sorprendente vedere costantemente allineati gli azionisti (le famiglie), i lavoratori (gli insegnanti) e i consumatori del servizio (gli studenti). Gli azionisti non si lamentano della modesta performance dell&#8217;azienda di cui, volenti o nolenti, posseggono delle quote; per loro \u00e8importante che al mattino i figli si tolgano dai coglioni. I consumatori non si lagnano della pessima qualit\u00e0 del servizio che ricevono, perch\u00e9 cos\u00ec fanno poco. Gli uni e gli altri sono allineati sulle posizioni degli insegnanti, i quali hanno un atteggiamento conservatore perch\u00e9 gli conviene. Sono refrattari alle riforme per lo stesso motivo per cui \u00e8 improbabile che gli operai di un\u2019impresa siano entusiasti di un cambiamento nelle produzioni della stessa. Il loro salario potr\u00e0 essere basso, ma giocano la loro partita nelle condizioni date, e ci sono comprensibilmente affezionati. Sono loro a \u2018catturare\u2019 gli studenti, portandoli sulle proprie posizioni? In parte, \u00e8 sicuramente cos\u00ec visto lo scarso impegno a riportarli nelle aule. Ma gli studenti sembrano avere scarso rispetto dell\u2019autorit\u00e0 dei maestri, in circostanze nelle quali non viene offerta loro l\u2019opportunit\u00e0 di combattere, di concerto, il sistema. E oggi, indubbiamente, le proteste mostrano un tasso di ideologia assai pi\u00f9 basso di quanto non fosse il caso in passato. \u00c8 tutto un rito, \u00e8 un testimone che ci si passa da generazione a generazione. Uno schifo.<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma _Federico Kliche de La Grange}Quand\u2019ero al liceo, gli studenti, in gran parte fortemente politicizzati, protestavano e occupavano con ardore le scuole perch\u00e9 con la scusa di chiedere una scuola migliore chiedevano, in realt\u00e0, un mondo migliore. Stessa cosa avveniva quando facevo l&#8217;universit\u00e0. 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