{"id":193,"date":"2017-01-15T11:23:23","date_gmt":"2017-01-15T11:23:23","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2017\/01\/15\/la-neve-nel-cuore-dei-fannulloni-3\/"},"modified":"2017-01-15T11:23:23","modified_gmt":"2017-01-15T11:23:23","slug":"la-neve-nel-cuore-dei-fannulloni-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2017\/01\/15\/la-neve-nel-cuore-dei-fannulloni-3\/","title":{"rendered":"La neve nel cuore (dei fannulloni)"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"images\/neve3.jpg\" alt=\"\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">{module Firma_Anton Giulio Madeo}In questi giorni la citt&agrave; ha vissuto momenti d&rsquo;ansia, a causa dell&rsquo;allerta meteo e di quella neve che nella sua normalit&agrave; avrebbe sconvolto la nostra vita. Sono state giornate terribili, intense, a detta di molti, in cui, qualcuno, vedendo il cielo rabbuiarsi nella cappa di nuvoloni neri, e poi i fiocchi di neve, come in una normale nevicata di gennaio (perch&eacute; &egrave; gennaio), si &egrave; chiesto se quella fosse la nevicata che i meteorologi ci avevano promesso per chiudere uffici e scuole e rallentare molti lavori.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">Sar&agrave; normale o &egrave; la &ldquo;tempesta di neve&rdquo;?, si chiedevano in molti guardando il cielo, e non c&rsquo;era il tempo di dare una risposta, ch&eacute; appena il cielo diventava poco poco pi&ugrave; minaccioso i social e i siti web lanciavano quell&rsquo;inquietante &ldquo;allerta neve&rdquo; (spesso fai da te) che da giorni ci tormentava: &ldquo;Arriver&agrave; nel pomeriggio&rdquo;, diceva qualcuno a mezzogiorno. &ldquo;L&rsquo;emergenza &egrave; passata&rdquo;, si leggeva sui blog nel pomeriggio. &ldquo;E&rsquo; neve&rdquo; ma &ldquo;non attecchir&agrave;&rdquo;, era poi la rassicurante sentenza della sera, anche se per l&rsquo;indomani si prorogavano le misure precauzionali, che, guarda caso, e per la gioia di insegnanti, studenti e dipendenti pubblici nulla facenti, erano solo un altro giorno di uffici e scuole chiuse e mai qualche chilo di sale in pi&ugrave; per le strade. Giusto per far vacillare l&rsquo;alibi di quelli che dicono che non si va al lavoro perch&eacute; ci sono ghiaccio e neve.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">E l&rsquo;effetto, quello s&igrave;, &egrave; stato stupefacente, al mattino: nonostante qualche centimetro di neve strade e uffici e ospedale semivuoti, gente nei bar, scuole spettrali e un cielo grigio ma non pericoloso, che spingeva i soliti furbi a stare a casa e quindi a chiedersi se fosse prudente uscire, per andare al lavoro o solo a fare la spesa, perch&eacute; se, per volere del prefetto e del sindaco, i figli stanno a casa, vuol dire che qui ci scappa la tempesta perfetta. Per cui, dopo tutto questo casino, la &ldquo;maxi nevicata&rdquo; era diventata reale senza bisogno di cadere. Tanto che, dopo una prima imbiancata senza cataclisma, qualcuno, pur sollevato, pareva quasi deluso: ma allora non era &ldquo;la tempesta che ci avevano promesso&rdquo;.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-size: 12pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times;\">E&rsquo; questione di lingua, prima di tutto: &ldquo;allerta meteo&rdquo; invece di &ldquo;neve in arrivo&rdquo;, come tante altre volte in passato, quando gli spazzini erano tali e non operatori ecologici. E&rsquo; ansia da attesa del Giudizio Universale. E&rsquo; l&rsquo;Apocalissi immaginata. Apocalissi temibile, s&igrave;, ma poi non riconoscibile immediatamente. Perci&ograve;, che cosa difficile &egrave; stata quest&rsquo;allerta meteo. Mettetevi, ad esempio, nei panni di alcuni poveri dipendenti del nostro povero ospedale: che incertezza, si sono trovati tra l&rsquo;incudine di stare a casa per paura che qualcosa di brutto accadesse e il martello di dover andare al lavoro, a fare il proprio dovere, come hanno fatto tanti loro colleghi che dell&rsquo;allerta meteo se ne sono fregati pur di garantire un servizio necessario alla citt&agrave;. Dilemma terribile, irrisolvibile. E&rsquo; l&rsquo;incertezza di quello stupido principio di precauzione che &egrave; applicato per paura (o convenienza) a quasi tutto. Intanto qui bisognerebbe fare i conti in tasca all&rsquo;allerta meteo: scuole chiuse, gente a casa, lavoro sospeso o a rilento, soprattutto in alcuni reparti dell&rsquo;ospedale e in un periodo cruciale per la nostra salute. E intanto dalla gente si leva il coro: cari responsabili degli uffici pubblici, la prossima volta controllate se i vostri dipendenti siano davvero nelle condizioni di non poter raggiungere i luoghi di lavoro. Evitate i due pesi e le due misure, quelle di chi lavora sempre, con scrupolo, in sprezzo all&rsquo;allerta meteo e quelle dei soliti furbetti del quartierino. Che tristezza. Per cui ci chiediamo: ma che si aspetta a mettere in pratica il codice di disciplina pe<\/span>r punire finalmente chi di lavorare non vuole proprio saperne?&nbsp;Sarebbe un ottimo segnale di disponibilit&agrave; e attenzione verso la gente. O no?<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Anton Giulio Madeo}In questi giorni la citt&agrave; ha vissuto momenti d&rsquo;ansia, a causa dell&rsquo;allerta meteo e di quella neve che nella sua normalit&agrave; avrebbe sconvolto la nostra vita. 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