{"id":195,"date":"2017-01-27T12:27:25","date_gmt":"2017-01-27T12:27:25","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2017\/01\/27\/la-selva-oscura-della-burocrazia-comunale\/"},"modified":"2017-01-27T12:27:25","modified_gmt":"2017-01-27T12:27:25","slug":"la-selva-oscura-della-burocrazia-comunale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2017\/01\/27\/la-selva-oscura-della-burocrazia-comunale\/","title":{"rendered":"La selva oscura della burocrazia comunale"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-192\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/burocrazia.jpg\" alt=\"\" width=\"525\" height=\"392\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/burocrazia.jpg 1224w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/burocrazia-300x225.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/burocrazia-1024x766.jpg 1024w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/burocrazia-768x575.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 525px) 100vw, 525px\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">{module Firma_Anton Giulio Madeo}Dovremmo cominciare a pensare che la nostra <strong><span style=\"font-weight: normal;\">burocrazia, <\/span><\/strong>anche quando non ha atteggiamenti <strong><span style=\"font-weight: normal;\">criminali, sia la vera palla al piede di ogni sindaco<\/span><\/strong>. Prendete ad esempio il caso delle gare d&rsquo;appalto: un settore delicatissimo, che, stando anche a quanto si racconta nelle stanze del municipio, alcuni dipendenti comunali avrebbero di fatto condizionato, utilizzando una serie di cavilli, divieti, rimbalzi di responsabilit&agrave; e ritardi nel consegnare le carte (anche dopo pesanti sollecitazioni del sindaco e dei suoi legali) al fine di favorire alcuni imprenditori e penalizzarne altri. Trucchi vecchi come il cucco, direte, che fanno per&ograve; capire come sia facile per la burocrazia essere <strong><span style=\"font-weight: normal;\">complice di quel malaffare che inquina l&rsquo;attivit&agrave; amministrativa e ostacola amministratori che spesso, per andare avanti, sono costretti a rivolgersi al prefetto, all&rsquo;autorit&agrave; giudiziaria o addirittura all&rsquo;anticorruzione per la revoca di bandi importanti. <\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">Ma questo &egrave; niente, trattandosi dello stato patologico della nostra <strong><span style=\"font-weight: normal;\">burocrazia<\/span><\/strong>. Anche nello stato <strong><span style=\"font-weight: normal;\">fisiologico<\/span><\/strong>, tuttavia, gli uffici della nostra sputtanatissima e inefficiente <strong><span style=\"font-weight: normal;\">macchina comunale<\/span><\/strong> si comportano in modo analogo. Ad esempio, nel settore dell&rsquo;edilizia, quello pi&ugrave; ricco per capirci. Dove, giusto per citare un caso di scuola, spiccano, per tortuosit&agrave;, le lottizzazioni, che spesso hanno un <strong><span style=\"font-weight: normal;\">cammino lunghissimo<\/span><\/strong>, fatto, nell&rsquo;ordine, di un piano da presentare agli uffici tecnici, un&rsquo;approvazione in doppia lettura da parte di giunta e consiglio comunale, poich&eacute; tra la prima e la seconda lettura ci sono la pubblicazione all&rsquo;albo pretorio e le eventuali osservazioni di cittadini e Regione, una convenzione da stipulare con il comune e poi finalmente il via ai lavori. I quali prevedono la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria, come le strade, e secondaria, cui deve provvedere il privato.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">Come si capisce &egrave; una sequenza mostruosa, che, in un comune normale, potrebbe comportare anche un paio di mesi di tempo. Figuriamoci qui da noi, dove quei mesi rischiano di diventare sei, se non addirittura dodici, per via di uffici cronicamente lenti (chiss&agrave; perch&eacute;), anche se il problema non sta solo nei ritardi. Infatti, nel caso specifico di una nostra lottizzazione, l&rsquo;<strong><span style=\"font-weight: normal;\">iter<\/span><\/strong>, se vogliamo, &egrave; ancora pi&ugrave; <strong><span style=\"font-weight: normal;\">complesso<\/span><\/strong>, perch&eacute; bisogna far s&igrave; che il comune, inteso come struttura burocratica, per approvare una lottizzazione e dare cos&igrave; il via libera ai lavori, controlli, con una certa attenzione, che tutto sia in regola. Quindi, che i privati abbiano eseguito pagamenti e fideussioni, esibito i titoli di propriet&agrave; dei terreni, che abbiano indicato le aree per pubblica utilit&agrave;, sempre di loro propriet&agrave;, da mettere a disposizione dell&rsquo;ente e soprattutto, una volta completato questo iter, abbiano realizzato, sempre sulle loro aree e prima di avere le concessioni edilizie, le opere di urbanizzazione previste dal piano stesso, a cominciare dalle strade. A volte, per&ograve;, capita che pur non essendoci alcuna traccia di tutto ci&ograve;, le lottizzazioni siano approvate lo stesso. Anzi, capita addirittura che siano svincolate le fideiussioni assicurative depositate a garanzia delle stesse lottizzazioni senza che le opere di urbanizzazione siano state realizzate. Insomma, una specie di gioco delle tre carte, che se finisse sul tavolo di qualche magistrato zelante ne vedremmo davvero delle belle, altro che far finta di niente. Perch&eacute; &egrave; proprio in situazioni come queste, piene di <strong><span style=\"font-weight: normal;\">grovigli<\/span><\/strong>, rimandi, attese infinite, omissioni e autorizzazioni incrociate, che si infiltra chiunque voglia sfruttare a proprio vantaggio un <strong><span style=\"font-weight: normal;\">sistema<\/span><\/strong> gi&agrave; <strong><span style=\"font-weight: normal;\">perverso<\/span><\/strong>. Infatti, &egrave; facile capire che laddove occorre chiedere il placet a tizio, caio e sempronio, &egrave; pi&ugrave; probabile che uno di quelli sia meno onesto degli altri e metta i bastoni tra le ruote al comune, impedendo cos&igrave; che si realizzi l&rsquo;interesse pubblico. Una burocrazia pi&ugrave; snella (e pi&ugrave; onesta) e soprattutto pi&ugrave; sotto controllo rispetto al passato, come si sta facendo oggi dalle parti del municipio, significherebbe invece non solo maggiore velocit&agrave; ed efficienza, ma anche maggiore trasparenza e affidabilit&agrave;, a tutto vantaggio dei cittadini.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">&Egrave; questo che hanno cominciato a capire i nostri amministratori. Nei gangli cancrenosi della nostra burocrazia tagliare certi fili vorrebbe dire anche eliminare quella sterpaglia che, nell&rsquo;intrico della matassa, facilmente si infiltra. E invece, per alcuni, la situazione deve restare caotica e complicata com&rsquo;&egrave;, per scoraggiare gli onesti e favorire i farabutti. Allora, ancor prima delle illecite ingerenze di questo o quel politico, di questo o quell&rsquo;imprenditore, bisognerebbe estirpare una criminalit&agrave; a monte, che si chiama selva burocratica. Una vera e propria calamit&agrave; naturale.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Anton Giulio Madeo}Dovremmo cominciare a pensare che la nostra burocrazia, anche quando non ha atteggiamenti criminali, sia la vera palla al piede di ogni sindaco. 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