{"id":2048,"date":"2025-07-30T08:58:33","date_gmt":"2025-07-30T08:58:33","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/?p=2048"},"modified":"2025-07-31T07:30:22","modified_gmt":"2025-07-31T07:30:22","slug":"la-solitudine-dei-numeri-primi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2025\/07\/30\/la-solitudine-dei-numeri-primi\/","title":{"rendered":"La solitudine dei numeri primi"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/solitudine.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2049\" \/><\/p>\n<p>In una societ\u00e0 in cui ormai si \u00e8 liberalizzato di tutto, l\u2019unica cosa che non si riesce proprio a liberalizzare \u00e8 il pensiero, specialmente se \u00e8 un pensiero critico, autentico, strutturato. Per cui, chi pensa davvero \u00e8 spesso costretto al silenzio, perch\u00e9 il pensiero mai banale, che scava, che disturba, che rifiuta la semplificazione e l&#8217;omologazione, \u00e8 trattato con sospetto. <!--more--> Certo non tutti i pensieri sono trattati allo stesso modo, perch\u00e9 quelli leggeri, ripetuti, conformi, sono liberi di circolare, mentre quelli meno conformisti e pi\u00f9 liberi sono ingabbiati in una censura silenziosa, che spesso costringe chi prova a dire liberamente qualcosa di serio e di vero, magari su argomenti impegnativi, come la politica o l\u2019economia, a pagare la propria libert\u00e0 con l\u2019emarginazione quando va bene o con l\u2019aggressione fisica e verbale quando va male. Per cui i liberi pensatori, per non correre rischi e non rovinare amicizie e rapporti, anche vecchi, spesso sposano l\u2019autocensura, che il pi\u00f9 delle volte li porta ad accettare il pensiero conformista dei loro interlocutori e chi s\u2019\u00e8 visto s\u2019\u00e8 visto. \u00c8 ovvio, che in un contesto del genere, quelli che sono disposti a resistere, continuando a parlare e a pensare liberamente, sono pochissimi e sono quelli che accettano di restare da soli, emarginati e accerchiati da tutti, a cominciare dai professionisti dell\u2019ignoranza, che non sono quelli che un tempo si definivano analfabeti primari, nel senso di non sapere cosa fosse la scuola, ma gli analfabeti secondari, quelli di ritorno, che la scuola sanno cos\u2019\u00e8, per averla frequentata, senza per\u00f2 sapere cosa avrebbero dovuto studiare, imparare e magari capire. Che poi sono anche quelli che pi\u00f9 temono i liberi pensatori, che quando sgarrano, nel senso che esprimono un pensiero non schierato, semplicemente libero, sono guardati con sospetto. Un sospetto, per\u00f2, che dovrebbe rendere felici i liberi pensatori, perch\u00e9 conferma il valore del loro pensiero, nonostante la censura, perch\u00e9 oggi l\u2019unico pensiero veramente consentito e accettato \u00e8 quello della gente che non ha davvero nulla da dire. \u00c8 un po\u2019 la grande ipocrisia della nostra epoca, che confonde la libert\u00e0 di pensiero con la chiacchiera e il pettegolezzo spicciolo e volgare. La nostra \u00e8 un\u2019epoca in cui tutti lottano per i diritti di tutti, ma nessuno per i propri. Non sarebbe il momento per i liberi pensatori di riconquistare lo spazio perduto?  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una societ\u00e0 in cui ormai si \u00e8 liberalizzato di tutto, l\u2019unica cosa che non si riesce proprio a liberalizzare \u00e8 il pensiero, specialmente se \u00e8 un pensiero critico, autentico, strutturato. 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