{"id":209,"date":"2017-02-11T21:24:15","date_gmt":"2017-02-11T21:24:15","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2017\/02\/11\/una-nuova-idea-di-cultura-2\/"},"modified":"2017-02-11T21:24:15","modified_gmt":"2017-02-11T21:24:15","slug":"una-nuova-idea-di-cultura-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2017\/02\/11\/una-nuova-idea-di-cultura-2\/","title":{"rendered":"Serve una nuova idea di cultura"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-full wp-image-206\" src=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/uffizi.jpg\" alt=\"\" width=\"358\" height=\"201\" style=\"display: block; margin-left: auto; margin-right: auto;\" srcset=\"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/uffizi.jpg 1920w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/uffizi-300x169.jpg 300w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/uffizi-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/uffizi-768x432.jpg 768w, https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/wp-content\/uploads\/2017\/02\/uffizi-1536x864.jpg 1536w\" sizes=\"auto, (max-width: 358px) 100vw, 358px\" \/><\/p>\n<p class=\"bodytext\" style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">{module Firma_direttore}Il giorno in cui Giuseppe Geraci form\u00f2 la sua giunta, per il settore della cultura in ballo ci fu molto di pi\u00f9 della nomina del&nbsp;nuovo assessore. Ci fu l\u2019occasione per chiarire&nbsp;l\u2019idea di cultura&nbsp;su cui il sindaco volle investire per la citt\u00e0. Infatti, legando la cultura ai beni culturali fece una scelta che la diceva lunga su quello che sarebbe stato il suo atteggiamento mentale tout-court: band\u00ec dal comune (e non solo per questioni finanziarie) l\u2019eventismo, e cio\u00e8 il disperante&nbsp;provincialismo&nbsp;di alcuni suoi predecessori, che privilegiarono, anche a costo di far debiti,&nbsp;una concezione della cultura legata al nome da cartellone, all\u2019evento effimero, magari unico, capace di stupire e verso cui dirottarono molte risorse, che se da una parte servirono a ottenere visibilit\u00e0 e qualche immediato consenso politico ed elettorale, dall\u2019altra impedirono alla citt\u00e0 di affrontare in dibattiti concreti i problemi specifici della cultura, a cominciare dal pi\u00f9 importante: i finanziamenti e la valorizzazione del nostro patrimonio storico e artistico &#8211; culturale. Cos\u00ec, oggi, proprio grazie a quella scelta, in comune cominciano ad avere spazio altre idee di cultura: quella feriale, che non si esaurisce nel fuoco d\u2019artificio, ma, al contrario si esercita ogni giorno nelle proprie eccellenze, che hanno fatto diventare questa citt\u00e0, e non solo d\u2019estate, uno dei luoghi pi\u00f9 vivaci della Sibaritide dal punto di vista della produzione e del consumo di cultura (vedi le tante serate di poesia, gli eventi e i convegni al castello, la stagione concertistica, il premio Tieri, il festival nazionale del teatro amatoriale, le manifestazioni dedicate al brigantaggio e alla questione meridionale, i concerti al Quadrato Compagna e tante altre cose che ora mi sfuggono). Ora, per\u00f2, ci sarebbe da fare una scelta pi\u00f9 definitiva, che focalizzi l\u2019attenzione sulla valorizzazione e la tutela del patrimonio artistico &#8211; culturale. Perch\u00e9 diciamola tutta: il compito delle pubbliche amministrazioni non \u00e8 produrre manifestazioni culturali (spesso effimere, scimmiottando le dispendiose estati romane tanto amate dai nostri snob di basso profilo), ma&nbsp;predisporre gli strumenti&nbsp;per rendere possibile la produzione culturale, e non solo, soprattutto da parte dei privati, da coinvolgere in misura crescente (perch\u00e9 \u00e8 illusorio pensare che il comune possa recuperare le risorse necessarie per gestire l\u2019enorme quantit\u00e0 di strutture culturali del nostro territorio. Il comune deve certamente fare al meglio il suo lavoro, che consiste nella tutela del suo patrimonio artistico; ma dovrebbe anche lasciare ai privati, o almeno concordare con loro, tutte le attivit\u00e0 di gestione e valorizzazione). Come? Semplice: facendo diventare Corigliano, non una citt\u00e0 di eventi, ma una citt\u00e0 evento, nel senso di renderla sempre viva e adoperabile dai tanti che volessero visitarne o utilizzarne (mediante investimenti mirati) i suoi luoghi pi\u00f9 belli e suggestivi, che cos\u00ec, una volta restaurati e valorizzati (con finanziamenti pubblici, ormai esigui, e, come scrivevamo, soprattutto privati), dovrebbero diventare luoghi sempre aperti, da vivere quotidianamente, dove la gente potrebbe trovare ospitalit\u00e0, magari facendo dei percorsi culturali, commerciali e enogastronomici. Cos\u00ec, chiese e teatro Valente aperti tutto l\u2019anno per visite, concerti di musica colta, rappresentazioni teatrali e cinema da gennaio a dicembre; edifici storici, castello, palazzi, archeologia industriale e vecchi mulini per iniziative di prestigio e per la cosiddetta movida dell\u2019arte; il Quadrato Compagna e la Torre del Cupo per gallerie d\u2019arte, d\u2019antiquari, rigattieri, mostre e attivit\u00e0 artigianali (da rivitalizzare); beni ambientali, vicoli del centro storico e borgo marinaro per quella che abbiamo definito la movida dei quartieri (tra l\u2019altro molto popolare in affascinanti citt\u00e0 come Barcellona e Santiago del Cile), via Roma da trasformare nella via del lusso, dove trovare marchi importanti della ristorazione, della moda, del design e delle nostre maggiori aziende di servizi (come TIM, Vodafone, Wind, 3, solo per fare alcuni nomi). Un\u2019utopia? Non proprio, se si riuscir\u00e0 a mettere da parte quell\u2019idea di cultura grigia e ingobbita, seriosa, schifiltosa nel sporcarsi le mani con le esigenze del mondo reale. Quella cultura che ha sempre guardato di sottecchi chiunque sia stato in grado di guardare al mercato, di muovere valore, di convogliare finanziamenti, di pensare ai conti e alle cifre, senza per questo sminuire la qualit\u00e0 dell\u2019offerta culturale. Com\u2019\u00e8 un procacciatore di sponsor privati, un perfetto rappresentante di una cultura che non si esilia nelle torri d\u2019avorio delle sue astrazioni chic, che non si sottrae altezzosa al confronto con la realt\u00e0, ma ha il coraggio di implicarsi con l\u2019hic et nunc, di essere anche promozionale e&nbsp;imprenditrice&nbsp;senza paura di svilirsi. Insomma, gente che sia capace di abbattere i nostri&nbsp;steccati culturali, cos\u00ec solidi in una citt\u00e0&nbsp;in cui molti vorrebbero la cultura come qualcosa di cui si devono occupare i pubblici poteri. E che possa dimostrarci, col suo operato, che una rappresentazione lirica o teatrale&nbsp;non \u00e8 meno grande accanto ad un contratto milionario con&nbsp;uno sponsor importante. E\u2019 l\u2019unica strada che abbiamo per far s\u00ec che la cultura sia davvero una delle chiavi per lo sviluppo economico e civile di questo territorio e mi meraviglio che la nostra classe dirigente se ne occupi poco. Oggi prevale la concezione secondo cui la cultura serve in quanto rende: se la cultura genera turismo funziona, altrimenti no. Bisogna superare questa visione riduttiva e capire che la cultura \u00e8 importante di per s\u00e9, perch\u00e9 contribuisce a creare un senso di appartenenza e un sentimento civico nei cittadini. E poi sarebbe importante far conoscere il nostro patrimonio artisitico-culturale, proprio per dare ai coriglianesi (e non solo) la consapevolezza di quanto sia ricco il patrimonio artistico della loro citt\u00e0, un patrimonio misconosciuto. Se ci convincessimo del valore sociale della cultura, avremmo fatto crescere la domanda sociale di cultura, in modo che l\u2019opinione pubblica, l\u2019elettorato, i cittadini ne chiedessero di pi\u00f9. Del resto, senza una domanda di cultura, sar\u00e0 molto difficile continuare a finanziarla. O no?<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_direttore}Il giorno in cui Giuseppe Geraci form\u00f2 la sua giunta, per il settore della cultura in ballo ci fu molto di pi\u00f9 della nomina del&nbsp;nuovo assessore. Ci fu l\u2019occasione per chiarire&nbsp;l\u2019idea di cultura&nbsp;su cui il sindaco volle investire per la citt\u00e0. 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