{"id":215,"date":"2017-02-24T20:36:39","date_gmt":"2017-02-24T20:36:39","guid":{"rendered":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/nuovo\/index.php\/2017\/02\/24\/pubblico-impiego-il-malaffare-non-sta-nel-cartellino-2\/"},"modified":"2017-02-24T20:36:39","modified_gmt":"2017-02-24T20:36:39","slug":"pubblico-impiego-il-malaffare-non-sta-nel-cartellino-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lostrappoquotidiano.it\/index.php\/2017\/02\/24\/pubblico-impiego-il-malaffare-non-sta-nel-cartellino-2\/","title":{"rendered":"Il malaffare non sta nel cartellino"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"images\/badge.jpg\" alt=\"\" width=\"655\" height=\"262\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">{module Firma_Anton Giulio Madeo}La riforma della pubblica amministrazione, voluta dal ministro Madia, non potr&agrave; dare risultati di rilievo, perch&eacute; non interviene, con decisione, nei <strong><span style=\"font-weight: normal;\">meccanismi<\/span> <\/strong><strong><span style=\"font-weight: normal;\">istituzionali<\/span><\/strong> fondamentali della nostra burocrazia, dove occorre <strong><span style=\"font-weight: normal;\">liberalizzare<\/span><\/strong> e <strong><span style=\"font-weight: normal;\">privatizzare<\/span><\/strong>. Infatti, pi&ugrave; che di timbri sui cartellini ci sarebbe stato bisogno di aprire ogni ambito al pluralismo del mercato e trasformare in aziende private gli apparati oggi sulla carta statizzati, ma di fatto nella piena disponibilit&agrave; di singoli burocrati che spesso li gestiscono a modo loro e come cosa loro.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">Le <strong><span style=\"font-weight: normal;\">inefficienze<\/span> <\/strong><strong><span style=\"font-weight: normal;\">patologiche<\/span><\/strong> estreme messe in evidenza dai furbetti del cartellino, sono solo segnali che ci aiutano a capire una realt&agrave; molto pi&ugrave; vasta: fatta da impiegati che arrivano in orario ma che giocano al computer o fanno i comodi loro, professori puntuali ma senza stimoli e controlli, medici il cui comportamento &egrave; apparentemente insindacabile ma che in verit&agrave; non si mettono davvero al servizio dei pazienti.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">Di esempi di degrado se ne potrebbero fare tanti. Ne faccio solo due a portata di mano, perch&eacute; accaduti nella nostra citt&agrave;. Il primo riguarda il Corpo di polizia locale, dove, pochi giorni fa, alcuni automobilisti, coinvolti in un tamponamento dalle parti del Cinema Metropol, non sono riusciti a trovare un vigile manco a pagarlo a peso d&rsquo;oro. Stavano tutti a sostenere le visite mediche di routine, hanno risposto al Comando di via Provinciale, per cui i poveri cittadini si sono dovuti arrangiare alla meglio: chiamando la solita pattuglia tuttofare dei Carabinieri. Come dire: tutti in servizio, nessuno presente.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">L&rsquo;altro esempio, invece, ci viene dal Distretto sanitario dello Scalo, dove, di recente, su un cartello, affisso alla porta di un medico, si leggeva che l&rsquo;ambulatorio sarebbe &ldquo;stato chiuso di pomeriggio&rdquo;: il tutto senza alcuna autorizzazione e senza alcun preavviso per gli utenti, in un giorno, tra l&rsquo;altro, in cui lo stesso ambulatorio sarebbe dovuto rimanere aperto al pubblico. Ora, &egrave; ovvio, che oltre alle lamentele che sono arrivate (numerose), alla nostra redazione, da chi, quel giorno, avrebbe dovuto usufruire delle prestazioni di quell&rsquo;ufficio, ci&ograve; che ci preme mettere in evidenza &egrave; come la sanit&agrave; locale continui a essere gestita senza alcuna professionalit&agrave; e come se fosse una propriet&agrave; privata, da gente, tra l&rsquo;altro, che non ha rispetto degli utenti e delle regole che stanno alla base di un servizio pubblico e che pensa di vivere in un ambiente immune dalle conseguenze del malfare.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">Ma, direte, cosa c&rsquo;entra tutto ci&ograve; con la faccenda del cartellino? Tanto, perch&eacute; il medico in questione (quello del cartello, tanto per capirci) &egrave; uno di quelli che in ufficio ci arriva di buon mattino, ma tanto di buon mattino che pare abbia l&rsquo;abitudine, dopo aver timbrato, appunto, di accomodarsi nella guardiola della portineria, a fare quattro chiacchiere con alcuni colleghi, prima di salire nella sua stanza a svolgere la stressante attivit&agrave; giornaliera. Tanto, chi lo controlla. Certo, qualcuno ha cercato anche di dare un taglio a questa disdicevole condotta, ma lo ha fatto in maniera bizzarra e ridicola, e cio&egrave; spostando l&rsquo;orario d&rsquo;apertura della struttura dalle 7 alle 7,45 e ci&ograve; proprio per non dare tempo e occasione ai &ldquo;salottieri&rdquo; di sostare nella guardiola.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">E&rsquo; vero, la decisione fa un po&rsquo; ridere, cos&igrave; come fa ridere il finale della storia. Alla coriglianese ovviamente, con un habitu&eacute; della guardiola che arriva alle 7, munito di chiave, apre la sede del Distretto, timbra, richiude la porta e poi si reca in un altro edificio a svolgere le proprie mansioni, che nessuno si &egrave; mai preoccupato di controllare. E con gli altri amici della guardiola che continuano impassibili il loro relax, ma in orari diversi, poich&eacute; hanno dovuto fare di necessit&agrave; virt&ugrave;, spostando il loro inutile chiacchiericcio di tre quarti d&rsquo;ora. E intanto gli utenti del servizio sanitario bestemmiano, poich&eacute; anche loro si sono dovuti adeguare ai nuovi orari e alle nuove abitudini, spostando l&rsquo;attesa dalla sala d&rsquo;aspetto del Distretto alla pensilina del palazzo, anche quando piove, o incontrando il medico non nella sua stanza ma, ovviamente, nella guardiola. Tanto per non farsi mancare niente.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">Ecco, questi sono solo alcuni poveri esempi per capire che gli arresti e i provvedimenti contro gli assenteisti servono a poco. Piuttosto servirebbero ricette forti per combattere mali gravi, come punire, con provvedimenti disciplinari se non addirittura col licenziamento, chi, pur arrivando in orario (se non in anticipo), produce poco e lavora male. Perch&eacute; se &egrave; truffaldino il comportamento di chi timbra e poi esce per prendere un caff&egrave; magari producendo l&rsquo;80 % di ci&ograve; che dovrebbe fare, lo &egrave; ancor di pi&ugrave; quello di chi timbra in orario e pur non muovendosi dalla propria sede di servizio passa la giornata a giocare al pc, a navigare su internet o addirittura a fare salotto in portineria, producendo cos&igrave; poco o nulla e dando della pubblica amministrazione un&rsquo;immagine sguaiata, pessima.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-top: 0cm; margin-right: 0cm; margin-bottom: 0.0001pt;\"><span style=\"font-family: times new roman,times; font-size: 12pt;\">E&rsquo; ovvio che come cittadini e utenti della pubblica amministrazione restiamo in attesa di tempi migliori, quando qualcuno imporr&agrave; regole anche dure a difesa dell&rsquo;efficienza dei servizi e, perch&eacute; no, dell&rsquo;immagine dei pubblici servizi, magari aiutato da una magistratura che concentrer&agrave; la propria attenzione pi&ugrave; che sui cartellini sui carichi di lavoro, sui servizi erogati ai cittadini e sul controllo delle prestazioni. Una faccenda, quest&rsquo;ultima, molto delicata, che merita un&rsquo;ulteriore e pi&ugrave; approfondita analisi, che pensiamo faremo nei prossimi giorni, magari prima che scattino controlli e arresti. Un caro saluto, Anton Giulio Madeo.<br \/><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>{module Firma_Anton Giulio Madeo}La riforma della pubblica amministrazione, voluta dal ministro Madia, non potr&agrave; dare risultati di rilievo, perch&eacute; non interviene, con decisione, nei meccanismi istituzionali fondamentali della nostra burocrazia, dove occorre liberalizzare e privatizzare. 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